Il Testo Unico D.Lgs 81/2008 e s.m.i. prevede, tra gli obblighi del datore di lavoro, quello di adottare tutte le misure organizzative necessarie nonché attrezzature meccaniche tali da evitare esposizione a movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori.

La normativa, infatti, stabilisce che la movimentazione manuale di un carico possa costituire un rischio da patologie da sovraccarico biomeccanico in particolare dorso – lombari in virtù di una serie di variabili:

  • Le caratteristiche del carico (troppo pesante, ingombrante, …)
  • Lo sforzo fisico richiesto (eccessivo, effettuato in posizione instabile, …)
  • Le caratteristiche dell’ambiente di lavoro (pavimento con dislivelli, condizioni microclimatiche inadeguate, …)
  • Le esigenze connesse alle attività (pause e periodi di recupero insufficienti, distanze troppo grandi di sollevamento, abbassamento e/o trasporto, …)
  • Fattori individuali di rischio (inidoneità fisica, mancata formazione, …)

Sarà cura del datore di lavoro, quindi, utilizzare le norme tecniche della serie ISO 11228 parte 1 disponibili per calcolare l’indice di sollevamento cui è esposto un lavoratore durante le operazioni di movimentazione manuale dei carichi durante l’attività lavorativa.

Questa metodologia è particolarmente adatta per tutte quelle attività dove avviene una attività di sollevamento del carico come ad esempio:

  • stoccaggio merce
  • carico/scarico merce
  • attività ad inizio e fine linea in produzione
  • movimentazione arredi vari durante operazioni di pulizia, etc.
  • movimentazione teglie/stoviglie in aziende di ristorazione e/o produzione alimentare

Il modello di analisi indicato all’interno di tale norma tecnica riprende, con alcune modiche, il metodo NIOSH del 1994.

Se, ad esempio, il metodo NIOSH considerava il peso di 23 kg come il valore della costante di peso tale da proteggere almeno il 90% della popolazione a livello di benessere psicofisico e di salute, senza alcuna distinzione per sesso ed età dell’operatore, con la norma UNI EN ISO 11228.1 sono stati introdotti dei valori di costante di peso differenziati in base al genere e all’età degli addetti esposti al rischio secondo tabella di seguito riportata:

L’Applicazione della norma UNI ISO 11228.1 permette di calcolare l’indice di rischio IR il seguente calcolo:

IR = Peso sollevato/Peso limite raccomandato

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dove:

  • il peso sollevato è espresso in kg;
  • il peso limite raccomandato (RWL), in kg, è il prodotto fra la costante di peso e 6 fattori dipendenti dalle geometrie e dall’organizzazione di lavoro:

RWL = mref × hm × vm × dm × am × fm × cm.

Ovvero:

  • mref – Costante di peso
  • hm – Fattore orizzontale, ovvero la distanza orizzontale del carico dal baricentro del corpo dell’addetto;
  • vm – Fattore altezza del sollevamento, ovvero la distanza verticale che va dal piano di appoggio dei piedi dell’operatore sino al centro del punto di presa del carico;
  • dm – Fattore dislocazione verticale, ovvero la differenza fra l’altezza da terra delle mani misurata all’origine e alla destinazione del sollevamento;
  • am – Fattore asimmetria, ovvero dalla posizione del carico considerato in relazione al piano sagittale del lavoratore;
  • fm – Fattore frequenza, in funzione di due variabili rappresentate dal numero di oggetti sollevati nell’unità di tempo (minuto) e dalla durata dell’attività di sollevamento (riferita al turno di lavoro giornaliero di 8 ore);
  • cm – Fattore presa, in funzione della modalità con cui può essere afferrato un oggetto, basandosi sull’aspetto qualitativo della presa (buona/sufficiente/scarsa/).

La metodologia in oggetto permette, quindi, di individuare non solo l’indice di rischio ma anche eventuali criticità su cui l’organizzazione possa intervenire per ridurre l’entità del rischio stesso.

Frequentemente, la sequenza di operazioni di sollevamento eseguite, è più complessa, motivo per il quale esistono delle varianti finalizzate al calcolo di un indice di rischio che sia il più possibile rappresentativo delle attività svolte e dello sforzo richiesto.

La metodologia in questione permette, infatti, di calcolare l’indice di esposizione anche nelle seguenti casistiche:

  • qualora un operatore movimenti oggetti simili per peso ma secondo modalità operative differenti con, ad esempio, una variazione dell’altezza del punto di presa o di quella di destinazione;
  • qualora un operatore sollevi carichi di differenti pesi e dimensioni nonché secondo modalità di movimentazione anch’esse variabili;
  • qualora l’operatore debba eseguire molteplici sequenze di sollevamento ognuna coinvolgente carichi differenti per peso e dimensioni e secondo modalità di movimentazione variabili e su postazioni differenti.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda qui alla pagina INAIL dedicata al rischio da movimentazione manuale dei carichi.

Gruppo Maurizi è caratterizzato da Specialist esperti in grado di applicare la metodologia NIOSH alle più disparate situazioni lavorative andando, quindi, a supportare l’azienda nell’ individuare la migliori misure correttive da applicare per una riduzione del rischio stesso.