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Gli integratori alimentari: il nuovo trend dell’alimentazione

Fattori alla base della crescita del comparto, differenze dai farmaci comuni e principali analisi

In Europa il nostro Paese vanta il primato nel volume di vendite di integratori alimentari , precedendo Germania, Russia, UK e Francia.

Il 2019 sta consolidando gli aumenti di fatturato del comparto che nel 2018 ha generato 3,3 miliardi di euro con 226 milioni di confezioni vendute ed un incremento del + 5% nei canali GDO, farmacia e parafarmacia.

L’industria italiana dell’integratore alimentare è riconosciuta come un’eccellenza a livello internazionale con aziende che stanno raccogliendo i frutti di investimenti in tecnologie, ricerca e sviluppo e formazione del personale.

Integratori alimentari : i fattori alla base della crescita del comparto

Il successo del comparto degli integratori alimentari si basa su alcuni fattori chiave, quali:

  • L’interesse crescente nei confronti della salute e del benessere da parte del consumatore italiano;

Gli italiani sono sempre più attenti all’alimentazione ed in generale alla salute, percepita come uno stato di equilibrio da mantenere e promuovere attivamente.

  • Ruolo sempre più attivo di medici e farmacisti nell’informazione e comunicazione delle proprietà degli integratori con un numero di prescrizioni da parte dei medici che nel 2018 è stato di circa 26 milioni;

Le farmacie restano infatti il canale distributivo di elezione e il medico (medici di base, pediatri, ortopedici, ma non solo) è spesso determinante nel processo di acquisto di diverse categorie di integratori alimentari.

Cosa sono gli integratori alimentari?

Secondo la Direttiva 2002/46/CE gli integratori alimentari sono:

prodotti alimentari destinati a integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine o i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare ma non in via esclusiva amminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti sia pluricomposti in forme predosate.

Dalla definizione risultano quindi quattro punti fondamentali:

  1. Gli integratori alimentari sono alimenti.

In quanto alimenti, gli integratori sono regolamentati oltre che da specifiche norme, anche dalle norme che regolano il settore alimentare: sicurezza igienica (Reg. CE 852/04), rintracciabilità (Reg. CE 178/02), informazioni al consumatore (Reg. UE 1169/11), utilizzo di additivi (Reg. CE 1333/08 – https://gruppomaurizi.it/integratori-alimentari-nuove-categorie-per-impiego-di-additivi/), ecc.

2. Gli integratori alimentari sono fonti concentrate di nutrienti o altre sostanze con effetto nutrizionale (ad esempio vitamine, minerali ecc.) o fisiologico (ad esempio estratti vegetali);

3. Gli integratori vengono commercializzati in forme predosate, e cioè formulati per essere assunti in piccole quantità misurabili e misurate.

Per forme predosate si intendono capsule, compresse, pastiglie, polveri in bustina, gomme da masticare e simili, flaconi contagocce, liquidi contenuti in fiale e tutte le altre forme similari di polveri e liquidi assunti in piccoli quantitativi unitari.

4. lo scopo di questi prodotti è integrare la comune dieta.

L’uso di qualunque integratore alimentare può dunque essere solo accessorio come complemento di una dieta varia ed equilibrata che in quanto tale è in grado di fornire tutte le sostanze nutritive di cui l’organismo ha bisogno.

In cosa differiscono dai comuni alimenti e dai farmaci?

integratori alimentari cosa sono e differenze con farmaci

Rispetto agli alimenti, la differenza sostanziale sta nel fatto che non sono concepiti e non possono essere usati come nutrimento in sostituzione di una dieta varia ed equilibrata.

Rispetto ai farmaci invece, differiscono poiché non hanno alcuna finalità terapeutica, di prevenzione o cura di malattie umane.

Interessanti informazioni rispetto alle proprietà e caratteristiche degli integratori alimentari sono contenute nell’opuscolo consultabile sul sito del Ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_191_allegato.pdf)

Quali sono le principali analisi microbiologiche e chimiche degli integratori alimentari?

I produttori di integratori alimentari devono avvalersi di un laboratorio per le indagini analitiche, interno o esterno all’azienda.

L’integratore alimentare deve infatti essere anzitutto sicuro, idoneo al consumo umano.

Per accertarne l’idoneità al consumo, ovvero l’assenza di contaminanti di diversa natura che ne possano pregiudicare la sicurezza igienica, gli integratori sono sottoposti ad analisi microbiologiche e chimiche.

Le analisi microbiologiche più comuni riguardano la ricerca di indicatori di igiene (es. enterobatteri), la verifica dello stato conservativo per l’intera durabilità del prodotto (es. muffe), la ricerca di patogeni (es. Listeria M. e Salmonelle spp), solo per citarne alcune.

Comuni sono inoltre le analisi chimiche quali la ricerca di micotossine (es. aflatossine), la ricerca di metalli pesanti (piombo, cadmio e mercurio ad esempio), la ricerca di pesticidi.

Oltre al prerequisito della sicurezza igienica, l’integratore deve caratterizzarsi per il suo effetto nutritivo o fisiologico, garantito dalla presenza e corrispondenza dei valori di principio attivo, nutrienti, vitamine, ecc dichiarati in etichetta e quelli effettivamente riscontrabili nel prodotto.

La verifica della composizione dichiarata (per l’intera durabilità del prodotto) rappresenta infine un’analisi imprescindibile per tutti i produttori di integratori alimentari.

2019-10-01T10:02:28+02:0001 Ottobre 2019|

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