Tutti i prodotti alimentari, trasformati e non, dovranno riportare in etichetta l’indicazione del luogo di origine.

E’ quanto previsto dal disegno di legge approvato lo scorso 18 gennaio dalla commissione Agricoltura della Camera (DdL 2260 “Disposizioni per il rafforzamento della competitività del settore agroalimentare”). Se così realmente fosse per i prodotti ‘made in Italy’ si tratterebbe di una vera rivincita. Tra il dire e il fare però…Il passo successivo, ossia riportare effettivamente sulle etichette di tutti gli alimenti l’origine del prodotto, non è però così scontato ed immediato. Anzi!

Come prima cosa bisognerà attendere l’emanazione dei decreti attuativi che serviranno a indicare, per ogni filiera alimentare, i prodotti soggetti all’obbligo di etichettatura di origine. Inoltre, con molta probabilità, il disegno di legge non sarà approvato dall’Unione Europea.Non ci dimentichiamo infatti che l’indicazione di origine degli ingredienti sulle etichette è un obiettivo che rientra nel diritto europeo: questo è già reso obbligatorio da diversi regolamenti comunitari per quanto riguarda per esempio la carne bovina (Reg. CE 1760/00 e s.m.i.), gli ortofrutticoli freschi (Reg. CE 1580/07) e il pesce (Reg. CE 2065/01). Finora le etichette di origine in Italia sono obbligatorie per uova, latte fresco, carne bovina, carne di pollo, passata di pomodoro, olio extra vergine di oliva e miele.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci allo 06 7840919

L’ultima decisione presa in merito all’ origine prodotti alimentari in ambito comunitario, estende l’obbligo di tale indicazione di origine a tutte le carni fresche suine, equine, ovine. Quest’ultimo provvedimento dovrebbe entrare in vigore entro un paio di anni al massimo. Ma si tratta solo di un primo passo, perché le decisioni prevedono entro 3 anni la pubblicazione di un rapporto sulla fattibilità di estendere l’obbligo al latte UHT, ai latticini e ai prodotti di prima trasformazione, come la pasta.

Il disegno legge italiano anticipa quindi i tempi di un percorso avviato già da anni in Europa, ma non può essere applicata adesso: le prossime categorie merceologiche per le quali saranno riportate l’origine in etichetta saranno quelle decise insieme a tutti i paesi dell’Unione Europea. Se così non fosse scatterebbero molti problemi alle frontiere, dove verrebbero respinti i prodotti e si limiterebbe la circolazione delle merci. L’applicazione di questa legge nazionale potrebbe essere infatti considerato dalla Unione Europea come lesivo dei principi di libera concorrenza.

Per il momento non ci resta che attendere nuovi sviluppi in merito.