Nell’attuale situazione di emergenza COVID-19, abbiamo imparato ad applicare le misure di contenimento e di prevenzione della trasmissione del SARS-CoV-2 osservando scrupolosamente quanto disposto in materia di mascherine, igiene delle mani, distanziamento sociale.

Tra le altre misure di prevenzione, come noto, la gestione dell’emergenza epidemiologica ha previsto anche la sanificazione periodica delle attività commerciali, alimentari e non.

L’importanza di tale misura preventiva è legata alla modalità di trasmissione del Coronovirus che avviene attraverso droplets, goccioline di diametro ≥ 5 μm che vengono emesse respirando, parlando, tossendo e starnutendo.

Tali goccioline possono depositarsi su oggetti e superfici, essere “raccolte” dalle mani e attraverso queste ultime arrivare alla bocca, al naso, agli occhi.

In tema di sanificazione, pertanto, lo scorso 15 Maggio l’Istituto superiore di sanità (ISS) ha pubblicato il rapporto “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento”, fornendo indicazioni specifiche sulla:

  • sopravvivenza del virus su diverse superfici;
  • efficacia dei prodotti utilizzati per la pulizia e la disinfezione/sanitizzazione dei locali.

In questo breve articolo ci soffermeremo su alcuni concetti di base per le aziende alimentari cercando di rispondere alle seguenti domande:

  1. Cosa si intende per sanificazione in ambito Covid-19?
  2. Cosa cambia per le imprese alimentari?
  3. Quali prodotti utilizzare?

Cosa si intende per sanificazione in ambito Covid-19

La definizione di sanificazione contenuta nelle recenti disposizioni e raccomandazioni emanate nell’ambito dei protocolli di gestione Covid-19 riprende, ampliandolo, il concetto di sanificazione applicato nelle imprese alimentari: un insieme di attività di pulizia e disinfezione atte a rendere sano l’ambiente (pulito e microbiologicamente decontaminato) anche rispetto al microclima e alla qualità dell’aria.

L’attenzione è dunque focalizzata anche sulla qualità dell’aria e sulla necessità del suo frequente ricambio.

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Cosa cambia per le imprese alimentari?

In aggiunta alle ordinarie operazioni di pulizia e disinfezione, le imprese sono tenute a procedere accuratamente e frequentemente alla sanificazione di tutte le superfici ad alta frequenza di contatto quali:

  • Maniglie;
  • Interruttori, pulsanti, tasti, ecc;
  • Superfici e attrezzature dei servizi igienici;
  • Spogliatoi, armadietti, ecc
  • Aree di ristoro, comprese attrezzature ad uso promiscuo (tavoli, sedie, forni a microonde, ecc);
  • Aree accessibili al pubblico;
  • Oggetti e attrezzature quali tablet, PC, dispositivi e attrezzature di misurazione (termometri, ecc);
  • Altri oggetti di uso/contatto frequente.

Un’impresa alimentare è dunque tenuta ad “estendere” ed applicare accuratamente uno specifico protocollo di sanificazione a tutte le aree/ambienti comuni, non solo quelle di produzione/stoccaggio “classicamente” interessate da dettagliati protocolli di igiene e sanifazione.

Particolare attenzione deve essere inoltre rivolta all’igiene delle mani e alle procedure di sanificazione dell’abbigliamento del personale (frequenza e modalità di trattamento, chimico e/o fisico, compatibile con il tessuto).

Quali prodotti utilizzare?

E’ necessario accertarsi che i prodotti in uso abbiano azione virucida.

Per la disinfezione devono essere utilizzati prodotti disinfettanti (biocidi o presidi medici chirurgici autorizzati dal Ministero della Salute) che hanno dimostrato elevata efficacia contro i virus (compreso il SARS-CoV-2) quali ad esempio i disinfettanti a base di alcoli (es. etanolo, propan-2-olo, propan-1-olo) o ipoclorito di sodio.

Anche i sali di ammonio quaternario (es. cloruro di benzalconio, cloruro di alchil dimetilbenzilammonio, ecc)  e il perossido d’idrogeno hanno azione virucida e pertanto risultano efficaci.

Tali prodotti devono riportare in etichetta il numero di registrazione/autorizzazione e devono essere utilizzati nel rispetto delle indicazioni del produttore riportate in etichetta o nella scheda tecnica.