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La pirolisi come soluzione al trattamento termico dei rifiuti

In questi giorni è tornato di attualità il tema del trattamento termico dei rifiuti come possibile soluzione finale per lo smaltimento degli stessi che altrimenti non avrebbero altra destinazione se non la discarica, come ad esempio la FOS – Frazione Organica Stabilizzata – che si ottiene alla fine del trattamento meccanico biologico dei rifiuti (TMB).

Il TMB è un trattamento che separa fisicamente le varie frazioni di cui è composto un rifiuto, ovvero la frazione umida (l’organico) dalla frazione secca (carta, plastica, vetro, inerti ecc.).

Uno dei possibili trattamenti termici è quello della pirolisi, che converte in energia i materiali organici a basso contenuto acquoso.

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Il processo, che avviene in scarsa presenza di ossigeno, decompone a temperature comprese tra i 400°C e gli 800°C la frazione organica in sostanze più semplici quali:

  • Una frazione carboniosa solida che corrisponde a circa il 25% in peso. La sua caratteristica principale è l’elevato Potere Calorifero (circa 30 MJ/kg) motivo per cui viene utilizzato come combustibile solido per i trattamenti termici.

Il composto ottenuto viene chiamato comunemente CHAR;

  • Una frazione liquida in percentuale pari al 50% – 60% composta da una miscela di prodotti le cui componenti principali sono i composti oleosi, ad esempio paraffine e idrocarburi. Il potere calorifero è di circa 20 MJ/kg.

Il composto ottenuto viene comunemente chiamato TAR.

  • Una frazione gassosa (circa il 20%) composta per lo più da monossido di carbonio, biossido di carbonio, idrogeno e idrocarburi leggeri il cui potere calorifero è superiore alle 20 MJ/kg ed è pertanto utilizzato come combustibile in vari settori produttivi (dall’autotrazione all’essiccamento del materiale in ingresso).

La miscela di gas ottenuta viene comunemente chiamata Gas di sintesi o Syngas.

pirolisi trattamento termico rifiuti

 

Il processo di pirolisi consente di ottenere dei prodotti riutilizzabili come combustibile ad esempio per la produzione di energia elettrica, infatti il TAR può essere utilizzato, previo trattamento, nella cogenerazione oppure per altri scopi.

 

A seconda della temperatura con cui si verifica il processo, si possono avere diverse modalità di pirolisi dei rifiuti ed ottenere, di conseguenza, percentuali differenti dei vari composti risultanti a valle del trattamento.

In particolare:

  • Per temperature poco superiori ai 300°C si ha una pirolisi di carbonizzazione, ossia un processo dal quale si ottiene una frazione solida in percentuale superiore all’80%;
  • Se le temperature non superano i 500°C si ha una pirolisi lenta caratterizzata da una frazione percentuale pressoché uguale delle diverse frazioni solida, liquida e gassosa;
  • Per temperature comprese tra i 500°C ed i 650°C si ha una pirolisi veloce, la quale viene utilizzata per produrre una quantità di frazione liquida in percentuale prossime all’80%;
  • Per temperature superiori si ha la Flash-pirolisi ossia un processo termico in grado di aumentare la frazione gassosa nel prodotto finale.

 

 

 

 

By | 2018-11-20T11:20:28+00:00 20 novembre 2018|

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