Pare che il governo abbia inserito l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare con sede a Foggia tra gli ‘Enti inutili’ e quindi da cancellare.

Al momento la decisione è ancora in attesa di una conferma ufficiale da parte del Governo. Intanto la soppressione è stata affidata al ministro per la Semplificazione , Roberto Calderoli.

E tra i sostenitori della soppressione dell’Authority italiana risulta  in primalinea proprio la Lega, in particolare il ministro Zaia.

La senatrice del Pd Mongiello accusa il governo affermando che “la decisione è stata presa in modo subdolo e sa molto di rappresaglia nordista per il fallito tentativo di spostare l’Agenzia a Verona”. Ed in effetti Zaia, tra i più polemici all’epoca della proposta durante il Governo Prodi sulla sede a Foggia, nella sua campagna elettorale  aveva promesso lo spostamento della sede in Veneto.

‘La sicurezza alimentare nazionale non e’ inutile’ ribattono i sostenitori dell’Agenzia. A dire la verità l’Agenzia, istituita con legge dello Stato nel 2007, non è mai entrata in funzione. Nata come interfaccia nazionale all’Authority europea di Parma (EFSA) in sostanza non esiste. Tale ente è invece gia’ operativo in tutti i principali Paesi dell’Unione Europea, che hanno costituito tempestivamente le proprie Agenzie Nazionali. Il Governo italiano invece non ha ancora emanato i provvedimenti attuativi.

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La notizia dunque non è ancora confermata e i pugliesi si aspettano che a questo punto il ministro per gli Affari Regionali, Fitto, si faccia avanti.

Certo è che in Italia in quanto ad organi che si occupano di sicurezza alimentare non scherziamo, il problema è semmai più che di crearne ex novo, di coordinare tra loro quelli esistenti.

Anche l’Europa però non è da meno. Bisognerebbe vedere, ad esempio, che ne è della proposta presentata a marzo del 2009 dal  Parlamento europeo di creare un “Agenzia europea per la qualità dei prodotti agroalimentari” . Ma come non abbiamo già l’Efsa a Parma? Che non sia anche questo un tentativo di accontentare un’altra città europea visto che viene precisato che la sede deve essere diversa?

Invece di creare un ulteriore apparato burocratico non sarebbe meglio rivedere le funzioni dell’Efsa che non ha laboratori, non fa ricerche e, per i costi che sostiene (nel bilancio 2007 dei 61 milioni di euro di budget, 24 sono destinati agli stipendi, 2,3 milioni l’anno per l’affitto perchè la vera sede ancora non è pronta), potrebbe non limitarsi a dare  pareri a Bruxelles sui rischi alimentari e persino solo su richiesta?