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Le allerte alimentari del nuovo anno

Ministero della Salute: I richiami dal commercio

  • Dolcetti di marshmallow “Ikea” – Candinavia AB Linkoping Sweden (confezioni da 100 g); Tutti i lotti; TMC compresi tra: 23/10/18 e 26/01/19. Presenza di infestanti all’interno delle confezioni.
  • Bastoncini con crusca di frumento “AC Conad” – Molino Nicoli S.p.A. (confezioni da 375 g); Lotto e TMC: 26/04/2019; Micotossine oltre i limiti di legge.
  • Tortine assortite Milbona – Stabinger srl (torta alle mele, torta della nonna in confezioni da 300 g); scadenze comprese tra: 24/02/18 e 06/03/18. Possibile presenza di frammenti metallici.
  • Preparato per Torta margherita e muffins “Decò”– Pedon S.p.A. (confezione da 400 g); Lotti e TMC: 31/08/19 – 13/09/19. Presenza dell’allergene SOIA non dichiarato in etichetta.

I nostri richiami dal commercio di febbraio di maggior interesse sono rappresentati da uno spettro di pericoli piuttosto eterogeneo: dalla non corretta etichettatura di prodotto (Allergene non dichiarato), alle micotossine sulla crusca, al pericolo fisico (i frammenti metallici nelle tortine), sino al pericolo biologico (infestanti nei dolcetti Ikea).

In effetti i richiami del mese appena trascorso ci mostrano una panoramica delle più comuni tipologie di pericoli a cui siamo sottoposti, e che colpiscono gli alimenti che mangiamo quotidianamente.

Europa: gli alimenti a maggior rischio (i dati di Febbraio)

RASFF richiami Febbraio 2018

allerte per categorie alimentari rasff 2018

Le allerte emanate dal Sistema Europeo di Allerta Rapido indicano in frutta e vegetali la categoria maggiormente rappresentata nel mese di febbraio, seguita dal pollame e prodotti derivati. Noci, nocciole, semi ed alimenti dietetici si posizionano al terzo posto.

La prima categoria si caratterizza per un elevato numero di casi di presenza di pesticidi e di micotossine.

Il batterio Salmonella è invece il responsabile delle allerte sul pollame.

La categoria degli alimenti dietetici e integratori alimentari mantiene tra i maggiori pericoli l’utilizzo di sostanze non autorizzate (come rilevato già nei casi emersi nello scorso anno).

Semi di albicocche al cianuro
È emerso invece nel mese appena trascorso un pericolo meno rappresentato in passato: rischio da avvelenamento da cianuro in seguito ad ingestione di semi di albicocca.

Ben il 50% delle allerte riguardanti la categoria alimentare noci, nocciole, semi riporta proprio questo rischio.

Non c’è alcun pericolo nel consumare albicocche!

È il seme del frutto ad essere potenzialmente pericoloso, in quanto contiene amigdalina, una sostanza naturale in grado di trasformarsi in cianuro una volta ingerita. Il nocciolo legnoso dell’albicocca isola però il seme, rendendo il frutto assolutamente innocuo.

È quindi il solo consumo dei semi ad essere pericoloso (se assunto in dosi eccessive). In effetti il consumo di questo tipo di alimento in Italia non è molto diffuso, soltanto una delle allerte diramate ha riguardato dei semi distribuiti anche nel nostro Paese. Perlopiù si tratta di prodotti importati da Paesi extraeuropei e commercializzati via Internet.

In ogni caso, per gli eventuali amanti di questo snack, per evitare intossicazioni L’EFSA consiglia per un adulto di non superare la quantità di 3 semi piccoli.

pericoli alimentari più rappresentati febbraio 2018

Gli allergeni sono stati rilevati su una tipologia di prodotti piuttosto varia come di consueto, tuttavia a febbraio si nota un importante contributo degli alimenti pronti al consumo (sia per rilevata presenza di allergeni, sia per mancata indicazione degli stessi sin etichetta).

Incrociando i dati dei grafici mostrati, si evidenzia che il patogeno salmonella è stato rinvenuto prevalentemente nelle carni di pollame piuttosto che nelle uova.

Così come per gli allergeni, anche i casi di contaminazione fisica (presenza di corpo estraneo) sono stati rilevati in numerose categorie di alimenti, sottolineando ancora una volta la loro carattere ubiquitario.

Le micotossine (presenti in frutta, vegetali, e noci, nocciole e semi) si mantengono nelle categorie alimentari tipicamente più suscettibili.

In Italia come vanno le cose?

grafico area pericoli alimentari febbraio 2018

Febbraio è stato caratterizzato in Italia dalla prevalenza di pericoli riguardanti il settore ittico.

I particolare:

  • molluschi bivalvi

  • pesce

Nessuna rilevante novità per ciò concerne le allerte sul pesce: mercurio e istamina.

Rilevata invece presenza di norovirus sulle ostriche.

Il norovirus è uno tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute di origine non batterica, ed i bivalvi ne sono un importante veicolo di trasmissione. Non ci sono vaccini preventivi contro questo virus. Le tecniche per individuarlo ad oggi sono rappresentate da test rapidi, ma l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) raccomanda soprattutto la prevenzione. Essa promuove per i produttori quindi:

  • la coltivazione in aree controllate e non contaminate dal virus

Al consumatore si raccomanda invece di consumare tale prodotto previa cottura.

Europa vs Stati Uniti: pericoli a confronto

Mentre l’Europa garantisce la sicurezza dei generi alimentari che entrano e circolano all’interno del continente attraverso il sistema di controllo RASFF (Sistema di Allerta Rapido per alimenti e mangimi), gli Stati Uniti monitorano le allerte attraverso le attività di due Agenzie:

  • la Food and Drug Administration (FDA)

  • il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA)

Le allerte ed i richiami dal commercio negli Stati Uniti sono diramati via Internet e di libero accesso.

Estrapolando i pericoli più rappresentati nel mese di febbraio, abbiamo selezionato i primi quattro nelle graduatorie di Europa e Stati Uniti. Appare subito evidente una disparità nel numero di allerte diramate. Tale variabilità potrebbe essere attribuibile o ad un effettivo maggiore numero di casi (e quindi una minore attenzione da parte delle aziende produttrici europee), o ad un più efficace sistema di controllo europeo, in grado di rilevare e gestire un maggior numero di pericoli.

In ogni caso il pericolo Allergeni risulta paragonabile tra il nostro continente ed oltre oceano.

Allergeni: il tallone d’Achille degli gli Stati Uniti

Un dato interessante invece è che il problema Allergeni risulta essere negli Stati Uniti estremamente più rappresentato rispetto alle altre tipologie di contaminazione riscontrate nel medesimo periodo. Questa disparità è invece meno marcata in Europa.

Le allerte diramate negli Stati Uniti relativamente agli allergeni mostrano che si tratta nella maggior parte dei casi di errata etichettatura, e non corretta informazione al consumatore (allergene presente ma non dichiarato).

Vista la percentuale considerevole di intolleranze alimentari tra la popolazione, sarebbe forse opportuno che gli Stati Uniti prevedessero interventi più incisivi sulle irregolarità relative all’ etichettatura. A differenza dell’Europa, la normativa statunitense non prevede l’evidenziazione in etichetta degli allergeni!

Una chiara informazione al consumatore resta infatti uno strumento potentissimo per garantire la sicurezza degli alimenti.

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By | 2018-10-10T10:02:28+00:00 07 marzo 2018|

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