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Per radiazioni si intende un trasferimento di energia da un mezzo che le produce (radiante) a un mezzo che le riceve (irradiato) tramite moto di particelle corpuscolari o di onde elettromagnetiche.

Le radiazioni ionizzanti, nello specifico, sono delle onde elettromagnetiche o particelle cariche che trasferiscono una quantità di energia capace di liberare elettroni dagli atomi formando ioni. Il D.Lgs. 101/2020, ovvero il decreto che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, le definisce così: «Particelle o onde elettromagnetiche pari ad una lunghezza d’onda non superiore a 100 nanometri o a una frequenza non inferiore a 3*10^15 Hz, in grado di produrre ioni direttamente o indirettamente interagendo con la materia».

Possiamo individuare due categorie di radiazioni ionizzanti: le particelle cariche (Radiazioni α, Radiazioni β) e onde elettromagnetiche (Raggi X e Raggi γ).

Perché le radiazioni ionizzanti sono pericolose

Le radiazioni ionizzanti sono pericolose per la salute umana perché possono interagire con il DNA provocando delle rotture del DNA o possono interagire con i componenti cellulari librando dei radicali liberi.

Il principale problema dovuto all’esposizione alle radiazioni ionizzanti è la possibile insorgenza di neoplasie.

Che tipo di rischi si corrono sottoponendosi a indagini diagnostiche

Le indagini diagnostiche normalmente sono a basso dosaggio o comunque hanno un dosaggio controllato e testato. L’esposizione alle radiazioni nel caso di indagini diagnostiche risulta giustificata, in quanto si ritiene fondamentale esporsi per andare a verificare diverse patologie. Quello che deve essere evitato sono le esposizioni non giustificate, che potremmo definire inutili, e le esposizioni del personale che esegue l’indagine radiologica o che impiega le radiazioni ionizzanti.

Chi si occupa del controllo delle esposizioni

La figura professionale è l’Esperto di Radioprotezione, che è la persona che possiede le cognizioni e l’addestramento necessari sia per effettuare misurazioni, esami, verifiche o valutazioni di carattere fisico, tecnico o radiotossico, sia per assicurare il corretto funzionamento dei dispositivi di protezione, sia per fornire tutte le altre indicazioni e formulare provvedimenti atti a garantire la Sorveglianza Fisica della protezione dei lavoratori e della popolazione.

Cosa fare in caso di presenza di radiazioni ionizzanti

Qualora si impieghino sostanze radioattive o macchine radiogene che emettano radiazioni ionizzanti il Datore di lavoro deve nominare un Esperto di radioprotezione al fine di ricevere tutte le indicazioni e di effettuare la valutazione dei rischi da esposizione alle radiazioni ionizzanti. L’Esperto di radioprotezione supporterà anche il datore di lavoro nella redazione delle norme interne di sicurezza e provvederà a classificare le aree dove sussiste il rischio di radiazioni e il personale che le impiega.

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