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Legionellosi: cause, rischi e linee guida

Legionellosi, casi in aumento

La legionellosi è una malattia che non accenna a diminuire, anzi.

Gli ultimi dati disponibili, diffusi a fine gennaio 2016 dall’ ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control), mostrano un aumento dei casi notificati in Europa nel 2014, in linea con il trend in aumento che ha caratterizzato il periodo 2009-2014.

Anche l’Italia nel 2014 ha visto un aumento della diffusione della malattia (sono stati notificati all’Istituto Superiore di Sanità quasi 1.500 casi di legionellosi), con un incremento del 10% circa rispetto al 2013 e un’incidenza di circa 25 casi per milione di abitanti.

Le ragioni di tale incremento vanno ricercate sia nel miglioramento dei metodi diagnostici che nell’aumento dell’esposizione ai batteri appartenenti al genere Legionella, in particolare la L. pneumophila, responsabile del 95% delle legionellosi in Europa.

Che cos’è e come si contrae la Legionellosi?legionellosi-legionella-batterio

La Legionellosi, chiamata comunemente “Malattia dei Legionari” è la definizione di tutte le forme morbose causate da batteri appartenenti al genere Legionella.

La malattia viene generalmente contratta per via respiratoria attraverso l’inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente il batterio.

Mentre inizialmente la maggior parte dei casi veniva attribuita a particelle di acqua aerodisperse contaminate provenienti da torri di raffreddamento, condensatori evaporativi, sezioni di umidificazione delle unità di trattamento dell’aria, attualmente l’infezione vede un numero sempre maggiore di casi riconducibili alla contaminazione di impianti di acqua potabile, attrezzature sanitarie, fontane, vasche idromassaggio, piscine, umidificatori e, in generale, qualsiasi impianto che comporti il riscaldamento dell’acqua e/o la sua nebulizzazione.

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Il rischio di contrarre la malattia, mortale nel 10-15 % dei casi, è correlato alla suscettibilità del soggetto esposto, all’intensità e al tempo di esposizione.

Tra i fattori di rischio ricordiamo inoltre l’età, il sesso (colpisce più gli uomini che le donne), malattie concomitanti, tabagismo, alcolismo, ecc.

A livello nazionale, negli ultimi anni si sono succedute norme e linee guida relative alla sorveglianza epidemiologica e alla prevenzione della malattia fino all’emanazione, a Maggio del 2015, delle nuove “Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosiapprovate in Conferenza Stato-Regioni.

Il documento sostituisce integralmente le precedenti linee guida e normative con lo scopo di riunire, aggiornare e integrare in un unico testo tutte le precedenti indicazioni.

A chi sono rivolte le Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi?

Le Linee Guida costituiscono un utile strumento attraverso il quale tutti gli operatori coinvolti e/o soggetti interessati dal rischio legionellosi possono acquisire le conoscenze necessarie al suo contenimento e alla sua riduzione.

Il Protocollo di Controllo del Rischio Legionellosi in esse contenuto deve essere applicato in ogni struttura (sia civile che industriale) nella quale siano presenti impianti potenzialmente a rischio legionellosi.

Gli operatori pertanto coinvolti sono albergatori, gestori di strutture turistico ricettive, nosocomiali, strutture di riposo per anziani, impianti sportivi, centri benessere, strutture ad uso collettivo (ricoveri, teatri, cinema, centri commerciali), ecc.

In che modo è possibile prevenire e ridurre il rischio Legionellosi?

Sebbene il Protocollo di Controllo del Rischio Legionellosi presenti aspetti specifici rispetto alle differenti tipologie di strutture (ricettive, sanitarie, termali, ecc), le macrofasi in cui è articolato nonché alcune indicazioni tecniche e impiantistiche sono comuni e pertanto applicabili in ogni struttura.

In linea generale, per attuare la prevenzione e il controllo della legionellosi la struttura deve effettuare le seguenti fasi:

  • Valutazione del rischio legionellosi

La valutazione del rischio legionellosi è un’indagine da condursi periodicamente che mira ad individuare le criticità degli impianti a rischio in considerazione della loro specificità, delle condizioni di esercizio e del loro stato manutentivo.

Una corretta valutazione del rischio deve pertanto essere effettuata da personale con competenze specifiche sia rispetto al batterio (ad es. igienista, microbiologo, ecc) sia rispetto alle condizioni ambientali e impiantistiche che ne consentono la proliferazione e la diffusione.

La valutazione del rischio in qualsiasi ambiente di lavoro deve essere condotta in ottemperanza a quanto disposto dal D.lgs 81/08 e s.m. e i. che classifica la Legionella al gruppo 2 tra gli agenti patogeni.

Sulla base dei risultati complessivi ottenuti è necessario individuare e descrivere le procedure per il controllo e la manutenzione di tutti gli impianti a rischio, con specifico riferimento alle attività di pulizia e disinfezione e alle relative periodicità.

  • Gestione del rischio:

Le eventuali criticità individuate nella fase di valutazione del rischio devono essere rimosse o contenute a livelli di sicurezza attraverso l’adozione di interventi e/o procedure specifiche.

Nei casi in cui le misure di controllo non possano essere immediatamente adottate e la valutazione del rischio evidenzi la presenza di un potenziale rischio è necessario effettuare un‘indagine microbiologica (campionamento e analisi) dai cui esiti dipenderà l’insieme delle azioni correttive da intraprendere.

L’entità e la tipologia di azioni correttive da mettere in atto varia infatti in funzione delle concentrazioni rilevate e può limitarsi ad una verifica dell’applicazione delle misure di controllo (in caso di basse concentrazioni di Legionella) fino all’interruzione del servizio con trattamenti di disinfezione dell’impianto (in caso di concentrazioni elevate di Legionella).

  • Comunicazione del rischio:

Tale fase racchiude tutte le azioni volte a informare, formare e sensibilizzare i soggetti interessati del rischio potenziale.

In conclusione, alla luce dei dati di aumento di diffusione della Legionellosi, le nuove Linee Guida risultano particolarmente attuali.

Il testo offre utili elementi di giudizio per la valutazione del rischio legionellosi e dettagliati suggerimenti tecnici per la sua prevenzione e controllo in ottemperanza al D.lgs 81.08 e s.m. e i., evidenziando quanto la Legionellosi sia una malattia rispetto alla quale non è il caso di abbassare la guardia!

 

2018-07-26T11:35:22+00:00 17 marzo 2016|

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