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Lista nera dei coloranti artificiali dannosi per i bambini

By 4 Aprile 2024Sicurezza Alimentare4 min read
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Nell’industria alimentare l’utilizzo dei coloranti è all’ordine del giorno. Sebbene esistano una gran parte di coloranti di origine naturale, tuttavia sono ancora molto diffusi quelli artificiali, soprattutto nei prodotti destinati ai bambini, come dolciumi, caramelle e bevande analcoliche. 

Non è vero che artificiale equivalga sempre a pericoloso, ma – proprio per chiarire la differenza – l’EFSA, l’Autorità per la Sicurezza Alimentare dell’Unione Europea, ha specificato che è obbligatorio indicare in etichetta l’eventuale presenza di coloranti artificiali dannosi per la salute dei bambini. 

Questa decisione si inserisce in un contesto normativo preciso, volto proprio alla tutela del consumatore finale. Vediamo allora insieme quali sono i coloranti artificiali realmente da evitare e come difendere i bambini da questo rischio. 

Alcuni coloranti sono dannosi per la salute dei bambini e vanno esplicitamente indicati in etichetta

Come accennato in apertura, l’EFSA si è occupata di riesaminare tutti gli additivi chimici contenuti negli alimenti, che chiaramente comprendono anche i coloranti artificiali. Il ruolo dell’EFSA è quello di tornare dalla Commissione Europea dopo tutte le analisi e fornire il proprio parere scientifico. In questo caso, per alcune sostanze coloranti è scattato addirittura il divieto di utilizzo. 

Il Regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio, emanato il 16 dicembre 2008, ha voluto proprio normare tutto il mondo degli additivi alimentari, coloranti inclusi. Nell’Allegato V del suddetto Regolamento è possibile consultare l’elenco dei coloranti alimentari per i quali l’etichettatura deve obbligatoriamente riportare l’indicazione: 

«può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini». 

In questo elenco sono compresi i seguenti coloranti, con relativi codici: 

  • Sunset yellow E110  
  • Giallo di chinolina E104  
  • Carmoisina E122  
  • Rosso allura E129  
  • Tartrazina E102  
  • Ponceau E124  

A cosa servono i coloranti alimentari?

Gli additivi alimentari, così come definiti dal Regolamento 1333/08 e ss.mm.ii., sono sostanze abitualmente non consumate come alimento in sé, né utilizzate come ingrediente caratteristico, che possono possedere o no valore nutritivo. 

La loro aggiunta intenzionale agli alimenti può avvenire durante la fabbricazione, la trasformazione, la preparazione, il trattamento, l’imballaggio, il trasporto o lo stoccaggio del prodotto, con lo scopo di migliorarne le caratteristiche. In altre parole, l’aggiunta dei coloranti alimentari in quanto additivi alimentari ha generalmente lo scopo di far apparire i prodotti migliori, spesso più buoni di quanto non siano realmente, aumentandone l’appetibilità agli occhi dei consumatori. Onde evitare pericoli per la salute dei cittadini, il Regolamento europeo stabilisce chiaramente quali coloranti è possibile utilizzare, in quali modalità e quantità e come indicarne la presenza in etichetta. 

In quali alimenti è possibile trovare questi coloranti?

Si tratta di coloranti ampiamente utilizzati nei preparati industriali: sono usati, ad esempio, in pasticceria per fare gelati, creme pasticcere e ripieni delle tavolette di cioccolato industriali.  

Insomma, nei dolci sono presenti un po’ ovunque e le aziende alimentari, soprattutto quelle specializzate nei preparati per attività artigianali, si devono adeguare a sostituire i coloranti messi al bando con sostanze naturali o con altri coloranti autorizzati dalla normativa europea. 

Lo scopo del Reg. CE 1333/2008 sugli additivi alimentari

Prima che venisse emanato il Regolamento, questi coloranti erano riportati nell’elenco degli ingredienti ma senza alcuna indicazione sugli effetti sulla salute.  

Lo scopo del Reg. CE 1333/2008 relativo agli additivi alimentari, quindi, è tutt’oggi quello di assicurare un efficace funzionamento del mercato degli additivi 

“garantendo al contempo un elevato livello di tutela della salute umana e di protezione dei consumatori, compresa la tutela dei loro interessi, mediante procedure di ampia portata e di semplice applicazione”.  

Nell’Allegato III del Regolamento, infatti, è possibile consultare l’elenco comunitario degli additivi alimentari autorizzati negli enzimi alimentari e negli aromi alimentari e le condizioni del loro uso. Una curiosità interessante si trova, invece, nell’Allegato IV del Regolamento, che riporta l’elenco degli alimenti tradizionali per i quali alcuni Stati membri possono continuare a vietare l’impiego di determinate categorie di additivi alimentari; per l’Italia si fa menzione di due alimenti in particolare: 

  1. «Mortadella» tradizionale italiana; 
  2. «Cotechino e zampone» tradizionale italiano. 

Per entrambi questi prodotti tradizionali è previsto che, nella loro fabbricazione, possono continuare a essere vietate tutte le categorie di additivi tranne i conservanti, gli antiossidanti, i regolatori dell’acidità, gli esaltatori di sapidità, gli stabilizzanti e i gas d’imballaggio. 

Tali coloranti hanno un qualche tipo di influsso sul comportamento dei bambini?

Diversi studi hanno provato degli effetti sul comportamento dei bambini, dimostrando un nesso tra l’ingestione di additivi coloranti azoici e sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività. 

Non a caso, come abbiamo sottolineato poco sopra, nell’ambito del Regolamento CE 1333/2008, l’Unione Europea ha specificato l’obbligatorietà dell’indicazione per alcuni coloranti sugli effetti negativi nei bambini. 

Come difendere i bambini dal pericolo legato ai coloranti artificiali?

La soluzione più concreta per evitare che i bambini possano entrare in contatto con queste sostanze è quella di non comprare cibi preconfezionati o in generale prodotti come merendine, bibite gassate e caramelle; piuttosto, meglio preferire cibi fatti in casa con ingredienti bio.  

Qualora questo non fosse possibile, ricordiamo sempre che le etichette sono i nostri migliori alleati per un acquisto consapevole e sicuro: cerchiamo i codici dei coloranti e rifuggiamo il prodotto se individuiamo uno o più coloranti indicati come potenzialmente dannosi dall’Unione Europea. 

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