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Diossina e PCB: cosa sono, come si formano ed i rischi per la salute

By 8 Febbraio 2024Sicurezza Alimentare5 min read
diossine pericolo

Periodicamente, il pericolo diossina e PCB si ripresenta nella nostra vita quotidiana attraverso le terribili immagini diffuse dai notiziari di vasti incendi che regolarmente si verificano negli impianti di smaltimento dei rifiuti. 

La diossina e i PCB sono davvero così pericolosi? Purtroppo sì, ma esistono delle forme di tutela per la popolazione che possono essere messe in atto.  

Grazie alla nostra esperienza di oltre cinquant’anni nel settore della Sicurezza ambientale e alimentare, cercheremo di guidarvi con chiarezza nel corso di questo articolo per capire di più insieme su questo argomento. 

Il Regolamento UE 915/2023

La tutela della salute dei cittadini europei è alla base dei Regolamenti emanati dalla Commissione Europea. Fra questi, il Regolamento UE 915/2023 stabilisce il livello massimo di diossine e PCB negli alimenti: per ogni categoria di alimenti, viene individuato un limite specifico che non deve essere superato, stabilendo precisi criteri di campionamento e analisi. 

Agli Stati membri è demandato l’obbligo di monitorare i tenori rilevanti di contaminati, in particolare negli ortaggi a foglia verde, e di dare precisa comunicazione alla Commissione dei 

 risultati relativi alle aflatossine, alle diossine, ai PCB diossina-simili, ai PCB non diossina-simili e agli idrocarburi policiclici aromatici. 

Come si formano diossine e PCB e come si diffondono?

Le diossine e i PCB sono una classe di composti organici molto variegata, alla quale sono legati concetti quali “tossicità” e “cancerogenicità”. Essi sono spesso associati alla contaminazione delle colture agricole e, di conseguenza, delle carni degli animali destinati al consumo umano che si nutrono in campi potenzialmente contaminati. 

Forse non tutti sanno che PCB è l’abbreviazione di policlorobifenili, i quali sono dei composti chimici contenenti cloro con cui venivano prodotti in passato fitofarmaci, come ad esempio antiparassitari ed erbicidi, ma anche vernici, solventi, disinfettanti e così via. Sono tutt’oggi utilizzati per alcuni processi industriali e si diffondono nell’ambiente per mezzo di combustione di rifiuti domestici e industriali. 

Anche le diossine sono degli agenti contaminanti che potremmo definire come dei “derivati” dei PCB: esse si possono, infatti, formare durante l’utilizzo dei PCB o essere presenti nel prodotto iniziale. Per le loro proprietà, sono in grado di persistere a lungo nell’ambiente, anche in zone dove si nutrono e vengono allevati animali destinati al consumo umano, entrando così nella catena alimentare. 

Gli alimenti più contaminati

Il rischio di contaminazione varia a seconda dell’origine del prodotto alimentare. Ad esempio, carne, uova, latte, pesci possono risultare “inquinati” a seguito dell’alimentazione degli animali in luoghi contaminati. 

In particolare, diossine e PCB sono particolarmente resistenti nei tessuti adiposi: ecco perché tutti gli alimenti grassi sono più esposti al rischio di contaminazione. 

I rischi per la salute

Le diossine e i PCB sono sostanze altamente tossiche, riconosciute come cancerogene per la loro capacità di far contrarre tumori. Possono provocare danni anche gravi sulla salute umana, oltre che al Pianeta, causando processi patologici a danno di:  

  • cute (cloracne);  
  • sistema immunitario (azione immunotossica); 
  • sistema riproduttivo (diminuzione della fertilità, riduzione del numero di spermatozoi, malformazioni genitali, endometriosi); 
  • sistema endocrino (maggiore incidenza di diabete); 
  • sistema nervoso (disturbi dell’apprendimento). 

Il ruolo dell’EFSA

L’EFSA, l’Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea, si occupano di tutelare la salute dei cittadini dai rischi provenienti dai prodotti alimentari. In quest’ottica è stato messo in piedi un gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM) incaricato di fornire consulenza scientifica sui contaminanti nella catena alimentare e sulle sostanze indesiderabili. 

Le diossine e i PCB sono di alto interesse per le Autorità europee che ne devono garantire la gestione per evitare l’esposizione umana e l’esposizione degli animali d’allevamento ad esse, che avrebbe delle gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini, degli animali e dell’ambiente. 

Le misure adottate dalla UE

Vista la delicatezza dell’argomento, la Commissione Europea ha emanato il Regolamento UE 644/17, per armonizzare le procedure di campionamento e di analisi per questi composti. 

Come è possibile leggere nel considerandum (5) del Regolamento, la necessità di questo aggiornamento si è presentata per far sì che, tanto le procedure di campionamento, quanto quelle di analisi dei campioni, siano eseguite con le medesime modalità. Ciò per garantire una uniformità e soprattutto una confrontabilità tra i risultati. 

In tale modo la Commissione Europea manda un segnale molto chiaro alle aziende e ai consumatori:  

il pericolo, quando presente, deve essere gestito, e abbiamo individuato gli strumenti migliori per farlo, per tutelare tutti i soggetti coinvolti. 

Non dobbiamo dimenticare che la ricerca di diossine e PCB deve essere effettuata di routine per quelle aziende per le quali siano stati individuati tali pericoli (come stabilito dal Regolamento CE 852/04) e quindi rientra nell’insieme di analisi essenziali per tenere sotto controllo i pericoli individuati. 

Il Regolamento del 2017 definisce chiaramente i metodi di screening, i metodi di conferma e i metodi bioanalitici: 

  1. Metodi di screening: metodi impiegati per la selezione di campioni con livelli di PCDD/F e di PCB diossina- simili superiori ai livelli massimi o di azione, in grado di consentire l’analisi di un elevato numero di campioni a costi commisurati all’efficacia, accrescendo la possibilità di scoprire nuovi casi nei quali l’alta esposizione può comportare rischi per la salute dei consumatori. I metodi di screening si basano su metodi bioanalitici o GC- MS. I risultati derivanti da campioni che superano il valore di cut-off stabilito per controllare la conformità al livello massimo sono verificati mediante una nuova analisi completa del campione originale impiegando un metodo di conferma. 
  2. Metodi di conferma: metodi che forniscono informazioni complete o complementari che permettono di identificare e di quantificare in modo inequivoco i PCDD/F e i PCB diossina-simili al livello massimo o, se del caso, al livello di azione. Tali metodi utilizzano la gascromatografia/spettrometria di massa ad alta risoluzione (GC-HRMS) o la gascromatografia/spettrometria di massa tandem (GC-MS/MS). 
  3. Metodi bioanalitici: metodi basati sull’applicazione di principi biologici, come dosaggi cellulari, dosaggi dei recettori o immunodosaggi. Questi metodi non danno risultati al livello del congenere, ma solo un’indi­cazione (1) del livello di TEQ, espresso in equivalenti bioanalitici (BEQ) in considerazione del fatto che non tutti i composti presenti in un estratto di campione che produce una risposta nel test possono soddisfare i requisiti del principio di TEQ. 

Allo stesso modo, viene indicata quale debba essere la procedura di campionamento, con particolare attenzione al concetto di “partita rappresentativa”, definibile come la 

Quantità identificabile di un alimento contenuta in un’unica consegna e avente caratteristiche comuni ufficialmente riconosciute quali l’origine, la varietà, il tipo di imballaggio, l’imballatore, lo speditore e la marcatura. 

Infine, il Regolamento prosegue con le specifiche tecniche destinate ai laboratori, chiarendo i livelli massimi di diossine negli alimenti e mangimi, per proteggere la salute pubblica ed evitare la contaminazione ambientale. 

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