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Movimentazione manuale dei carichi: obblighi datore di lavoro e valutazione2019-07-02T15:42:40+02:00

Movimentazione manuale dei carichi:

obblighi del datore di lavoro e metodologie di valutazione

Il D.Lgs 81/2008 e s.m.i. prevede, in capo al datore di lavoro di un’organizzazione, l’obbligo di valutare tutti i rischi lavorativi cui sono esposti i lavoratori sia a livello di sicurezza e prevenzione, sia a livello di salute.

In particolare, il Titolo VI del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. “Movimentazione manuale dei carichi” riporta le norme da applicare in caso di attività di movimentazione manuale dei carichi che comportano dei rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso – lombari.

Cosa si intende per movimentazione manuale dei carichi?

E per patologie da sovraccarico biomeccanico?

Per movimentazione manuale dei carichi il Testo Unico D.Lgs 81/2008 e s.m.i. si riferisce a qualsiasi operazione

“di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari”.

Per patologie da sovraccarico biomeccanico la normativa vigente fa riferimento a “patologie delle strutture osteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari”.

ll numero di malattie professionali  da sovraccarico biomeccanico dell’arto superiore denunciate, ad esempio, nel settore – Industria e Servizi è piuttosto elevato, come da tabella di seguito:

tabella malattie professionali movimentazione manuale carichi

In generale il rapporto annuale INAIL 2017 indica che le malattie muscolo scheletriche da sovraccarico biomeccanico rappresentino circa il 65% delle denunce pervenute all’Istituto nell’anno 2017, rappresentate per lo più da affezioni dei dischi invertebrali correlabili direttamente alle attività di movimentazione manuale dei carichi.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al sito Banca dati INAIL

Quali sono le principali metodologie ad oggi accreditate scientificamente per effettuare una valutazione di esposizione a movimentazione manuale dei carichi?

  1. Metodo NIOSH – modello pubblicato nel 1994 dal National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) statunitense per il calcolo dell’indice di sollevamento allo scopo di valutare il rischio da sovraccarico biomeccanico del rachide;
  1. Metodo SNOOK e CIRIELLO – che permette di calcolare l ‘indice di Traino o Spinta o per Trasporto rapportando lo sforzo limite raccomandato con quello effettivamente movimentato. Quanto più è alto il valore, tanto maggiore è il fattore di rischio;
  1. Metodo MAPO – che permette, quindi di calcolare l’indice MAPO (Movimentazione e Assistenza Pazienti Ospedalizzati) ovvero un indice sintetico per la valutazione del rischio nella Movimentazione Manuale dei Pazienti (MMP).

Movimentazione manuale dei carichi – indice NIOSH

Questo tipo di analisi è particolarmente adatta per tutte quelle attività dove avviene una attività di sollevamento del carico come ad esempio:

  • stoccaggio merce,
  • attività ad inizio e fine linea,
  • movimentazione arredi vari durante operazioni di pulizia, etc.

La valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi, simili per peso e dimensioni, secondo stesse modalità di sollevamento, può essere eseguita applicando la norma UNI ISO 11228.1 riportata anche all’interno dell’Allegato XXXIII – Movimentazione manuale dei carichi, indicata come norma tecnica utilizzabile come criterio di riferimento.

Il modello di analisi indicato all’interno di tale norma tecnica riprende, con alcune modiche, il metodo NIOSH del 1994.

In particolare, ad esempio, mentre il metodo NIOSH considerava il peso di 23 kg come il valore della costante di peso tale da proteggere almeno il 90% della popolazione a livello di benessere psicofisico e di salute, senza alcuna distinzione per sesso ed età dell’operatore; con la norma UNI EN ISO 11228.1 sono stati introdotti dei valori di costante di peso differenziati in base al genere e all’età degli addetti esposti al rischio secondo tabella di seguito riportata:

movimentazione manuale dei carichi tabella pesi in relazione a uomo e donna

L’Applicazione della norma UNI ISO 11228.1 permette di calcolare l’indice di rischio IR il seguente calcolo:

IR = Peso sollevato/Peso limite raccomandato

dove:

  • il peso sollevato è espresso in kg;
  • il peso limite raccomandato (RWL), in kg, è il prodotto fra la costante di peso e 6 fattori dipendenti dalle geometrie e dall’organizzazione di lavoro:

RWL = mref × hm × vm × dm × am × fm × cm.

Ovvero:

  • mref – Costante di peso
  • hm – Fattore orizzontale, ovvero la distanza orizzontale del carico dal baricentro del corpo dell’addetto;
  • vm – Fattore altezza del sollevamento, ovvero la distanza verticale che va dal piano di appoggio dei piedi dell’operatore sino al centro del punto di presa del carico;
  • dm – Fattore dislocazione verticale, ovvero la differenza fra l’altezza da terra delle mani misurata all’origine e alla destinazione del sollevamento;
  • am – Fattore asimmetria, ovvero dalla posizione del carico considerato in relazione al piano sagittale del lavoratore;
  • fm – Fattore frequenza, in funzione di due variabili rappresentate dal numero di oggetti sollevati nell’unità di tempo (minuto) e dalla durata dell’attività di sollevamento (riferita al turno di lavoro giornaliero di 8 ore);
  • cm – Fattore presa, in funzione della modalità con cui può essere afferrato un oggetto, basandosi sull’aspetto qualitativo della presa (buona/sufficiente/scarsa/).

La metodologia in oggetto permette, quindi, di individuare non solo l’indice di rischio ma anche eventuali criticità su cui l’organizzazione possa intervenire per ridurre l’entità del rischio stesso.

Quale può essere, quindi, un tipico esempio di attività su cui poter applicare la metodologia di cui sopra?

Certamente quella svolta ad esempio da un gruppo omogeneo, ad inizio e fine linea, che prevede il sollevamento di carichi di dimensioni e peso simili secondo medesima modalità di sollevamento.

Spesso e volentieri, però, la realtà delle operazioni di sollevamento, è più complessa, motivo per il quale esistono delle varianti volte al calcolo di un indice di rischio che sia il più possibile rappresentativo delle attività svolte e dello sforzo richiesto.

Cosa succede quando un operatore movimenta oggetti simili per peso ma secondo modalità operative differenti in caso, ad esempio, di variazione dell’altezza del punto di presa o di quella di destinazione?

Cosa accade quando l’attività di sollevamento prevede carichi di differenti pesi e dimensioni nonché modalità di movimentazione anch’esse variabili?

E qualora l’operatore debba eseguire molteplici sequenze di sollevamento ognuna coinvolgente carichi differenti per peso e dimensioni, secondo modalità di movimentazione variabili e su postazioni differenti?

La metodologia permette di calcolare degli indici più complessi per poter dare risposta a queste domande.

movimentazione manuale carichi

Movimentazione manuale dei carichi – indice MAPO

Una seconda tipologia di valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi è quella che permette di calcolare l’indice di rischio cui sono esposti operatori sanitari che prestano la loro attività in ambienti ospedalieri o simili nella fase di movimentazione ed assistenza di pazienti ospedalizzati.

L’indice MAPO (Movimentazione e Assistenza Pazienti Ospedalizzati) viene, quindi, calcolato secondo la seguente formula matematica:

Indice MAPO = (NC/Op x FS + PC/Op x FA) x FC x Famb x FF, dove:

  • FS è il fattore sollevatori
  • FA è il fattore ausili minori
  • FC è il fattore carrozzine
  • Famb è il fattore ambientale
  • FF è il fattore formazione
  • NC/Op è il rapporto fra pazienti Non Collaboranti (NC) e gli Operatori (Op)
  • PC/Op è il rapporto fra pazienti Parzialmente Collaboranti (PC) e gli Operatori presenti

In base al valore riscontrato il rischio sarà valutato essere accettabile (fascia verde), non trascurabile (fascia gialla) o considerevole (fascia rossa).

Tanto maggiore risulterà essere tale indice tanto più urgenti saranno le misure di prevenzione e protezione che l’azienda dovrà applicare per ridurre l’entità del rischio stesso.

Movimentazione manuale dei carichi – metodologia SNOOK CIRIELLO

L’applicazione della metodologia SNOOK e CIRIELLO (1991) è prevista in tutte quelle aziende ove i lavoratori svolgono attività di spinta e/o traino di carrelli (ad esempio nel settore alberghiero: uso di carrelli detergenti, biancheria, nel settore logistica: uso transpallet manuali, nel settore ristorazione: carrelli pietanze e/o vassoi, nel settore ospedaliero: spinta e/o traino di barelle , letti di degenza , carrozzine, etc).

La valutazione di esposizione a movimentazione manuale dei carichi a seguito di operazioni di spinta e/o traino viene, quindi, effettuata con applicazione della Norma tecnica UNI ISO 11228.2 anch’essa riportata all’Allegato XXXIII del D.Lgs 81/2008 e s.m.i.

In che modo viene eseguita la valutazione di dettaglio in oggetto?

Il metodo SNOOK e CIRIELLO prevede la scomposizione del movimento complessivo in azioni elementari che sono:

  1. Azioni di spina
  2. Azioni di traino

L’indice finale di traino e/o spinta è un indicatore sintetico del rischio ed è calcolato facendo il rapporto tra lo sforzo limite raccomandato e quello effettivamente effettuato: tanto maggiore è il valore riscontrato quanto maggiore risulta essere il rischio cui l’operatore risulta esposto.

In che modo viene determinato lo sforzo effettuato dall’addetto?

Deve essere utilizzato uno strumento, il dinamometro, che permette, di calcolare l’entità della forza iniziale e di mantenimento ad esso applicata a seguito dell’operazione di spinta e/o traino del carrello stesso; il dinamometro è, quindi, dotato di accessori tali da poter simulare la spinta e/o il traino.

La Norma UNI ISO 11228.2 riporta i valori limite raccomandati per azioni di spinta e traino distinguendo la popolazione maschile dalla popolazione femminile; le forze massime inziali (FI) e di mantenimento (FM) vengono espresse in chilogrammi (kg) e sono raccomandate per la popolazione lavorativa adulta e sana in funzione di 4 variabili:

  1. Sesso dell’operatore
  2. Distanza di spostamento
  3. Frequenza di azione
  4. Altezza delle mani da terra

Quindi:

Sulla base del valore IR riscontrato (IR = peso (forza) effettivamente movimentato / peso (forza) raccomandato) il datore di lavoro potrà, quindi, individuare le mansioni e le attività maggiormente a rischio prevedendo interventi a carattere protezionistico – preventivo secondo la tabella di seguito:

livelli d irischio movimentazione dei carichi

L’applicazione delle metodologie sopra indicate è necessaria al fine di una valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi, per comprendere, quindi, l’entità del rischio e le migliori misure di prevenzione e protezione da applicare per ridurre le criticità riscontrate.

Gruppo Maurizi si avvale di Specialist di settore con esperienza decennale nonché di strumentazione certificata e oggetto di regolare taratura tali da poter applicare tutte le metodologie previste da legge per le valutazioni di dettaglio sulla movimentazione manuale dei carichi.

I collaboratori del Gruppo Maurizi in base ai risultati ottenuti a valle della valutazione, e rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente e alla realtà organizzativa per cui si esegue la valutazione stessa, saranno in grado di indicare le migliori misure di prevenzione e protezione da applicare per poter ridurre il rischio stesso e, quindi, anche eventuali casi di malattie professionali.

Se sei un’azienda i cui addetti svolgono mansioni con esposizione a rischio da movimentazione manuale dei carichi non esitare a contattarci, sapremo indicarti il percorso migliore da intraprendere ed essere per te un punto di riferimento.

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