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Numeri dal mondo degli additivi alimentari

By 12 Settembre 2024Sicurezza Alimentare4 min read
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Il settore degli additivi e degli aromi alimentari è normato a livello europeo dai Regolamenti CE n. 1333 e n. 1334 del 2008. In ambito nazionale, il Ministero della Salute si incarica periodicamente di predisporre un Piano nazionale di controllo additivi e aromi, con il preciso scopo di verificare la conformità alla normativa e monitorare l’esposizione dei consumatori agli additivi e agli aromi alimentari. 

Il Piano attualmente in vigore copre il periodo 2020-2024. Da questo documento, è possibile risalire a interessanti dati che riguardano soprattutto: 

  1. additivi alimentari, contenenti alluminio; 
  2. sostanze indesiderabili naturalmente presenti negli aromi e negli ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti per le quali sono state fissate delle limitazioni; 
  3. sostanze indesiderabili che si formano nei processi di produzione degli aromi di fumo. 

In questo articolo, andremo a vedere da vicino qualche numero dal mondo degli additivi e aromi alimentari sulla base di quanto comunicato dal Ministero, partendo proprio dalle definizioni di base che sorreggono la materia.

Cosa sono gli additivi alimentari?

Partiamo innanzitutto dalla definizione di additivo, così come viene riportata dal Regolamento CE 1333/2008. 

Per additivo alimentare s’intende qualsiasi sostanza abitualmente non consumata come alimento in sé e non utilizzata come ingrediente caratteristico di alimenti, con o senza valore nutritivo, la cui aggiunta intenzionale ad alimenti per uno scopo tecnologico nella fabbricazione, nella trasformazione, nella preparazione, nel trattamento, nell’imballaggio, nel trasporto o nel magazzinaggio degli stessi, abbia o possa presumibilmente avere per effetto che la sostanza o i suoi sottoprodotti diventino, direttamente o indirettamente, componenti di tali alimenti .   

La presenza di un additivo all’interno di un alimento deve essere indicata in etichetta nell’elenco ingredienti, con l’indicazione della categoria funzionale a cui appartengono (per esempio emulsionante, conservante, colorante) e poi da un numero preceduto dalla lettera E, o dal nome per esteso dell’additivo stesso (per esempio: acido citrico o E330). 

La relazione del Ministero della Salute sugli additivi

L’ultima relazione sulle attività di controllo svolte dal Ministero della Salute sugli additivi riguarda l’anno 2022.  

Secondo quanto comunicato, nel 2022 risultano trasmessi 1862 campioni afferenti alla linea di attività additivi alimentari/prodotti alimentari (per un totale di 8640 analisi) e 232 campioni afferenti alla linea di attività riguardante il controllo dei requisiti di purezza degli additivi alimentari tal quali (per un totale di 773 analisi). 

Tra questi 1862 campioni, sono stati riscontrati 32 campioni non conformi, corrispondenti all’1.7% dei campioni analizzati. Questo significa che una piccola parte di prodotti esaminati non risultava conforme ai criteri della sicurezza alimentare e che, pertanto, esponeva i consumatori a rischi per la salute. 

Gli additivi più frequentemente utilizzati

Gli additivi più frequentemente utilizzati nei prodotti alimentari sono:  

  • gli antiossidanti; 
  • i coloranti; 
  • gli emulsionanti; 
  • gli stabilizzanti; 
  • gli agenti gelificanti; 
  • gli addensanti; 
  • i conservanti; 
  • i dolcificanti. 

I dati emersi dallo studio

Dall’applicazione del piano nazionale additivi sono emersi dati importanti: 

  1. La maggiore percentuale di non conformità è riconducibile all’impiego di additivi su prodotti alimentari di origine animale e rappresenta l’87,5% del totale; 
  2. Il più alto numero di non conformità si registra per l’impiego di anidride solforosa/solfiti in diverse produzioni alimentari, riconducibili all’utilizzo oltre il limite massimo consentito nei prodotti ittici o all’uso fraudolento finalizzato a prolungare impropriamente la shelf- life dei prodotti; 
  3. Permane l’uso non consentito di nitrati su prodotti carnei freschi, uso illecito volto a mascherare lo stato di freschezza dei prodotti, con possibili ripercussioni sulla salute del consumatore; 
  4. Gli additivi alimentari compresi nella categoria funzionale dei conservanti, responsabili della conservazione della salubrità degli alimenti, risultano quelli maggiormente attenzionati, anche perché sono quelli cui va attribuito il maggior numero di non conformità in varie produzioni alimentari; 
  5. Rimane pressoché invariata la percentuale di determinazioni analitiche degli additivi alimentari appartenenti alla categoria funzionale degli edulcoranti: un dato positivo che riflette una costante tutela della salute del consumatore, considerato l’incremento del consumo di prodotti alimentari a ridotto contenuto energetico e il crescente numero di tali prodotti alimentari disponibili sul mercato; 
  6. Il controllo dei requisiti di purezza degli additivi alimentari (metalli pesanti) non ha evidenziato criticità; 
  7.  Le richieste del Piano per il controllo degli additivi alimentari nei prodotti alimentari risultano soddisfatte. Inoltre, sebbene le attività di controllo riguardanti gli aromi non coprano ancora le richieste del Piano, i risultati ottenuti nel 2022 sono incoraggianti dal momento che evidenziano il rispetto della normativa di settore. 

Gli additivi alimentari maggiormente campionati

 Gli additivi alimentari maggiormente campionati per i requisiti di purezza, e per i quali è stata valutata quindi la presenza e concentrazione di metalli pesanti (arsenico, cadmio, piombo, cromo, mercurio, stagno) sono stati: 

  • acido citrico, 
  • acido sorbico, 
  • pectina, 
  • glicerolo, 
  • gomma arabica, 
  • curcumina, 
  • sorbitolo. 

Gli additivi alimentari non conformi

Nel 2022 sono stati analizzati 232 campioni risultati tutti conformi. Per la linea di attività riguardante i requisiti di purezza degli additivi alimentari tal quali non sono state riscontrate non conformità. Viceversa, sui 1862 campioni lavorati per la linea di attività riguardante la ricerca degli additivi nei prodotti alimentari sono stati riscontrati 32 campioni non conformi, corrispondenti all’1,7% dei campioni analizzati. 

Rispetto alle categorie alimentari analizzate le non conformità sono distribuite come segue: 

  • 62.5 % in pesce e prodotti della pesca 
  • 25% in carni 
  • 6.3% in integratori 
  • 3.1% rispettivamente in prodotti di confetteria e ortofrutticoli 
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