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Nuove regole per la qualità delle acque destinate al consumo umano

By 25 Maggio 2023Gennaio 17th, 2024Sicurezza Alimentare4 min read
tecnico che controlla i nodi del sistema idrico

Lo scorso 23 febbraio 2023 è stato approvato il Decreto legislativo n. 18 di attuazione alla Direttiva (UE) 2020/2184, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano. Il Decreto abroga il precedente D. Lgs. 31/2001 ed è entrato in vigore a partire dal 21 marzo 2023.

Numerose sono le novità previste dal D. Lgs. 18/2023, il cui obiettivo primario è garantire

la protezione della salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, assicurando che le acque siano salubri e pulite, nonché il miglioramento dell’accesso alle acque destinate al consumo umano. (D. Lgs. 18/2023, Art. 1, comma 2)

Vediamo quindi i punti principali del Decreto legislativo 18/2023.

Cosa si intende per acque destinate al consumo umano

Le acque destinate al consumo umano, o – più in generale – le acque potabili, sono tutte quelle acque che rispettano determinati parametri imposti a tutela della salute umana. In particolare, il Decreto definisce acque potabili:

1) tutte le acque trattate o non trattate, destinate a uso potabile, per la preparazione di cibi, bevande o per altri usi domestici, in locali sia pubblici che privati, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, mediante cisterne o in bottiglie o contenitori, comprese le acque di sorgente di cui al decreto legislativo 8 ottobre 2011, n. 176;

2) tutte le acque utilizzate in un’impresa alimentare e incorporate negli alimenti o prodotti destinati al con- sumo umano nel corso della loro produzione, preparazione, trattamento, conservazione o immissione sul mercato. (D. Lgs. 18/2023, Art. 2, comma 1, lettera a)

Per rinforzare i limiti imposti a tutela della salute umana, con il D. Lgs. 18/2023 vengono rivisti suddetti parametri identificativi dell’acqua potabile, entrando nel dettaglio in merito ai materiali impiegati per il trattamento delle acque e di quelli che entrano in contatto con le stesse

L’accesso pubblico all’acqua potabile

La ratio con cui il Decreto legislativo 18/2023 è stato scritto è incentrata verso un incremento dell’accesso al pubblico dell’acqua potabile sicura, in modo da scoraggiare l’utilizzo dell’acqua in bottiglia e ottenere in questo modo un minor impatto ambientale dovuto agli imballaggi e di tutti i rifiuti legati alla produzione di acque in bottiglia.

Proprio in direzione di una sempre maggiore sicurezza delle acque potabili pubbliche, nel Decreto 18 vengono definiti in modo chiaro le caratteristiche e i ruoli dei gestori idropotabili e dei gestori del servizio idrico interno. Inoltre, vengono definiti nuovi parametri (Allegato I) per i quali sarà fatto obbligo di effettuare una valutazione entro il 12 gennaio 2026 (Art. 24) e si richiede la predisposizione di un vero e proprio piano di sicurezza acque, basato sulla valutazione del rischio legato ai punti di prelievo, di stoccaggio, approvvigionamento

Il gestore della distribuzione idrica interna

All’interno del Decreto viene definita anche la figura del gestore della distribuzione idrica interna, cioè il soggetto responsabile del mantenimento della qualità dell’acqua, all’interno di tutto l’impianto fino al punto di erogazione. Il gestore della distribuzione idrica interna è infatti:

il proprietario, il titolare, l’amministratore, il direttore o qualsiasi soggetto, anche se delegato o appaltato, che sia responsabile del sistema idro-potabile di distribuzione interno ai locali pubblici e privati, collocato fra il punto di consegna e il punto d’uso dell’acqua. (D. Lgs. 18/2023, Art. 2, comma 1, lettera q)

Questo significa che anche all’interno di uffici, stabilimenti industriali, luoghi di lavoro e condomini è necessario verificare il rispetto dei parametri fissati, per assicurare che chiunque abbia accesso ad acqua potabile sicura, in particolare negli edifici e locali definiti “prioritari”, quali strutture sanitarie, alberghi mense e in generale le strutture a uso collettivo.

In quali casi non si applica il D. Lgs. 18/2023?

Il Decreto non si applica alle acque minerali, a quelle medicali e a quelle impiegate nei processi alimentari che sono già soggette al sistema HACCP, fermo restando per queste ultime l’obbligo di verifica dei valori parametro riportati nel sopra citato Allegato I, parti A e B.

Si tratta di un Decreto complesso, con ancora alcuni punti da chiarire, ma che a oggi rimane l’unica legge nazionale per la qualità delle acque destinate al consumo umano. Moltissime aziende, sia pubbliche che private, vengono interessate da queste novità ed è importante essere preparati sia per quel che riguarda gli obblighi e le responsabilità che per una valutazione analitica della qualità delle acque, anche per evitare inutili e pesanti sanzioni.

Come può aiutarti Gruppo Maurizi nella gestione delle acque destinate al consumo umano?

Gruppo Maurizi, con il suo team di consulenti esperti in materia di Sicurezza e con il suo laboratorio interno accreditato Accredia, può fornire tutto il supporto che serve alla tua azienda per la gestione delle acque destinate al consumo umano, nel rispetto di quanto disposto dal Decreto 18/2023, a fronte di un’esperienza di oltre cinquant’anni nella Sicurezza Alimentare. 

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