Arrivano i  nuovi delitti a salvaguardia dell’ambiente e ora chi inquina rischia di più

nuovi delitti ambiente

La legge del 22 maggio 2015 n.68 in materia di delitti contro l’ambiente è entrata in vigore il 29 maggio 2015 introducendo pene severissime.

Rifiuti gettati nelle strade, detriti, fogne a cielo aperto o vere e proprie discariche abusive con tutti i rischi igienico-sanitari connessi, purtroppo sono cronache a cui siamo abituati.

La nuova legge sui cosiddetti ecoreati introduce un nuovo titolo nel nostro codice penale dedicato ai delitti contro l’ambiente (Titolo VI bis) con 5 nuovi delitti ambientali: inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo, impedimento del controllo, omessa bonifica.

La norma prevede il ravvedimento operoso con sconti fino a due terzi della pena.

In particolare la legge contiene delle forme di ravvedimento, tecnicamente delle “prescrizioni”, che gli stessi organi di vigilanza possono impartire ai contravventori e che, una volta attuate, possono portare alla estinzione della contravvenzione comminata e all’archiviazione del reato. La prescrizione imposta dagli organi di vigilanza dovrà essere asseverata tecnicamente dall’ente specializzato competente nella materia trattata. Nel caso in cui l’adempimento avvenga in un tempo superiore a quello indicato dalla prescrizione la contravvenzione sarà ridotta della metà.

Inquinamento ambientale

Da 2 a 6 anni di carcere con un multa da 10mila a 100mila euro per chiunque abusivamente provoca ‘una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili: delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna’. Sono previste aggravanti in caso di lesioni o morte a una o più persone: da 2 anni e 6 mesi fino a 7 anni per lesioni che comportino più di 20 giorni di malattia; da 3 a 8 anni per lesioni gravi; da 4 a 9 per lesioni gravissime; da 5 a 10 in caso di morte.