Il nuovo anno si apre con delle novità importanti per gli operatori del settore alimentare. Le aziende che esportano negli Stati Uniti si devono preparare a gestire l’introduzione del sesamo nell’elenco allergeni americano.

Gli allergeni

L’ampliamento dell’elenco allergeni richiede quindi l’implementazione del food safety plan Nel Food Safety Plan, considerando il pericolo sesamo nello studio delle materie prime, richiedendo specifiche dichiarazioni o analisi dei fornitori; Inoltre, nella gestione dei processi bisognerà implementare eventuali procedure di sanificazione o “allergen preventive control” per scongiurare il rischio di cross contamination.

Sarà necessario anche l’aggiornamento delle etichette: il sesamo dovrà essere riportato in etichetta a partire dal 1 gennaio 2023 nella forma: “Contain: SESAME” oppure tra parentesi nella lista ingredienti, per esempio: “Ingredients: […], gomashio (sesame)”

 

La certificazione GFSI  

 

Un’altra novità da tenere in considerazione per il posizionamento sul mercato riguarda sicuramente le certificazioni GFSI.

In un mercato globalizzato gli approvvigionamenti sono effettuati su scala mondiale. I retailers hanno la necessità di approvvigionarsi presso fornitori che siano in grado di garantire la sicurezza alimentare dei prodotti da loro commercializzati. Questa garanzia avviene, appunto, attraverso le certificazioni GFSI.

La certificazione garantisce agli acquirenti che un fornitore si impegni a implementare pratiche alimentari sicure che vengono continuamente monitorate, verificate e migliorate.

Certificarsi inoltre è un vantaggio competitivo verso l’esterno perché rappresenta una pre requisito per la fornitura presso la GDO nazionale, pre requisito per poter fornire mercati esteri (EXPORT) e requisito fondamentale per produrre marchi privati.

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I principali standard applicati nel territorio in ordine decrescente in termini di implementazioni sono: IFS, BRC, FSSC22000 e GLOBAL GAP.

La Global Food Safety Initiative (GFSI) è una fondazione no-profit nata nel 2000 in Belgio gestita dal Consumer Good Forum, costituito dai maggiori Retailers, produttori e operatori del settore alimentare a livello mondiale, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei rischi per la sicurezza alimentare lungo la catena di approvvigionamento e ridurre gli sforzi richiesti per gli audit di seconda parte da clienti.

Gli standard abbracciano tutta la food supply chain pertanto è possibile certificare non solo la sfera prettamente Food (trasformazione di alimenti) ma anche la produzione primaria e per creare una vera e propria filiera riconosciuta da GFSI anche i produttori di packaging, i trasportatori e servizi di logistica, i servizi di brokeraggio.

Non sempre però le aziende sono strutturate per poter implementare standard di sicurezza che risultano complessi ed esigenti ma allo stesso tempo hanno bisogno di avere una certificazione GFSI per poter avere un riconoscimento nel mercato come fornitore qualificato pertanto sia IFS che BRC hanno predisposto due standard: IFS Global Markets Food e BRCGS start.  Sono entrambi dei programmi di valutazione della sicurezza dei prodotti alimentari standardizzati applicabili sia per i prodotti alimentari a marchio del distributore e prodotti alimentari a marchio dell’azienda produttrice e che si basano su delle proprie checklist, che si rivolgono in modo più specifico alle piccole aziende alimentari e costituiscono un passo rispettivamente verso gli standard IFS e BRC Food.

La Qualità certificata è dunque un prerequisito fondamentale ma anche un vantaggio competitivo che permette di aprire mercati più premianti a più alto valore aggiunto per poter garantire la Globalizzazione, l’Internazionalizzazione e la Diversificazione, che oggi giorno rappresentano le parole chiave per poter raggiungere con successo lo sviluppo nel mercato agroalimentare.

La certificazione ISO 14001

Lo scopo del sistema di gestione è la protezione dell’ambiente, esigenza sempre più sentita nelle realtà produttive: il rispetto dell’ambiente ha un valore etico ma anche di mercato perché l’attenzione per questi temi è sempre maggiore.

Lo scopo di un sistema di gestione secondo la norma ISO 14001 è “proteggere l’ambiente”. Questo scopo viene raggiunto prevenendo o mitigando gli impatti ambientali negativi, migliorando le prestazioni ambientali, supportando l’organizzazione nell’adempimento degli obblighi di conformità.

Il sistema si basa sul modello Plan-Do-Check-Act (PDCA): pianificare gli obiettivi ambientali e i processi necessari per raggiungerli, attuare i processi pianificati, monitorare i processi, attuare azioni per il miglioramento continuo.

Certificarsi secondo la norma ISO 14001 dimostra che l’organizzazione è conforme a uno standard ed è sottoposta a verifiche ispettive operate sul sistema di gestione ambientale da parte di personale esterno indipendente e accreditato. L’organizzazione più quindi dimostrare la sua attenzione verso l’ambiente.