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Nuovo testo unico sul vino approvato alla Camera

Il lungo iter per l’approvazione di un testo unico sul vino ha appena fatto un ulteriore passo verso la sua consacrazione definitiva.

È stato infatti approvato alla Camera dei Deputati il Disegno di Legge che inquadrerà la produzione vinicola Italiana in un unico corpus di norme.

Il passo successivo sarà l’approvazione in Senato, dopodiché ci sarà il via libera per questa norma omnicomprensiva.

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L’ambito normativo relativo al vino è tuttora molto complesso, con norme che spaziano tra Decreti Legislativi, Decreti Ministeriali (principalmente del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali), Leggi e Regolamenti Europei. È auspicabile che nella versione definitiva vengano accorpate tutte le norme Italiane in un solo testo unico di riferimento.

Rimane ben inteso infatti che tutto quanto sia già stato emanato (e che sarà emanato) dalla Comunità Europea, costituirà corpo normativo a parte.

Traccia di ciò è già ben visibile in questo testo, nel quale si fanno riferimenti e rimandi a ben specifici Regolamenti Europei, oltre che ad altre norme Nazionali che, a causa della loro corposità, non è stato possibile integrare nel testo (vedi ad esempio l’ elenco delle varietà di viti utilizzabili per la produzione di vino  di cui all’accordo tra il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano 25 luglio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 212 del 10 settembre 2002).

Il disegno di legge tocca comunque tutti gli aspetti salienti relativi alla produzione e commercializzazione del vino, partendo dai requisiti dei locali, passando per le corrette pratiche di produzione, i disciplinari di produzione e le denominazioni di origine e territoriali, fino alle corrette norme di etichettatura.

 

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Interessante è la parte relativa agli aceti che, in quanto derivati del vino, saranno accorpati nella medesima normativa generale; di grande rilevanza, costituendo circa ¼ dell’intera norma, è il sistema sanzionatorio che prevede sanzioni amministrative consistenti che possono portare, in alcuni casi di reiterazione, anche alla chiusura dello stabilimento.

Un ultimo inciso riguarda le norme per la tutela del “made in Italy” che sono costituite da un singolo articolo, ma che prevedono un sistema informatico accessibile al pubblico per la consultazione, con l’indicazione dei casi di sofisticazione e frode rilevati dall’Ispettorato per la Repressione Frodi nel corso della sua attività di controllo.

Chiude il testo, l’immancabile e necessario elenco delle norme abrogate, di quelle che saranno mantenute in vigore e di quelle che continueranno ad essere attuate solamente per un limitato periodo di tempo dopo l’approvazione del testo unico.

 

2018-03-19T14:56:51+00:00 22 settembre 2016|

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