L’Unione europea ribadisce che non ci sono prove scientifiche contro gli ogm ma le regioni italiane rimangono contrarie. In Alto Adige sono off-limit.

In una lettera consegnata al ministro delle politiche Agricole, Galan, le regioni ribadiscono il loro no alle coltivazioni transgeniche e l’occasione è la seduta di qualche giorno fa della Commissione Politiche agricole.

Le regioni avevano già chiesto ad ottobre l’attivazione della clausola di salvaguardia da parte dell’Italia, secondo l’art. 23 della direttiva CE 18/2001, nei confronti delle varietà geneticamente modificate in modo da mantenere il territorio di tutte le regioni libero da coltivazioni transgeniche.

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Rimangono le resistenze del ministro Galan il quale non è contrario agli ogm, anzi secondo il ministro l’ingegneria genetica contribuisce a combattere la fame nel mondo. Affermazione contenuta nel documento presentato qualche giorno fa dalla Pontificia Accademia di Scienze che ha sollevato il problema del miliardo di persone denutrite oggi nel mondo sostenendo che l’applicazione appropriata dell’ingegneria genetica e di altre moderne tecniche molecolari in agricoltura contribuisce ad affrontare la fame.

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L’Unione Europea è sino ad oggi rimasta dubbiosa sul vietare la coesistenza di agricoltura tradizionale e ogm, ha delegato ai singoli stati la competenza sulle decisioni in materia di ogm.

E in Italia le regioni si sono impegnate ad elaborare leggi per regolare la materia. Prima a muoversi in modo ufficiale è la regione Alto Adige dove l’utilizzo di Ogm è ufficialmente messo al bando.

La Commissione europea qualche giorno fa ha presentando i risultati delle ricerche sugli ogm degli ultimi 10 anni finanziate dall’Ue dove risulta che ad oggi non esistono prove scientifiche secondo cui gli ogm provocano rischi più elevati per l’ambiente o per la sicurezza dei prodotti alimentari e animali rispetto alle colture e organismi tradizionali.

Anzi gli ogm possono ridurre la malnutrizione nei paesi in via di sviluppo e accompagnare l’adattamento dell’agricoltura ai cambiamenti climatici.

Scarica la ricerca della Commissione europea ”A decade of EU-funded Gmo research”