Da questa settimana ristoranti e pubblici esercizi potranno servire l’olio extravergine solo in bottiglie dotate di tappo “antirabbocco” per evitare che possano essere riempite o “allungate” con prodotti che non hanno nulla a che vedere con quello originario.

oliere con rabboccoE’ quanto prevede la Legge 30 ottobre 2014 n. 161 Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013 bis” (pubblicata sul supplemento n.83 della Gazzetta Ufficiale 261) che entra in vigore lunedì 25 novembre 2014. Niente più oliere tradizionali nei bar, mense, ristoranti e pizzerie pena sanzioni per il titolare del pubblico esercizio da 1.000 a 8.000 euro come ha comunicato Coldiretti. Per chi non usa il tappo antirabbocco oltre alle sanzioni, ci sarà anche la confisca del prodotto.

 

Dall’Unione Europea un altro provvedimento a maggior tutela dei consumatori con un deciso stop alle truffe e agli inganni.

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L’articolo 18 della nuova legge, relativo alla qualità e trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini, prevede che “gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato nell’etichetta”.

Le novità riguardano anche i produttori di oli: oltre a proporre ai titolari dei pubblici esercizi bottiglie antirabbocco dovranno adeguarsi alla maggiore trasparenza circa l’indicazione di origine sulla etichettatura dei prodotti. Le etichette dovranno avere colori più accesi se la bottiglia è fatta di oli provenienti da uno o più Stati, in modo da mettere in guardia il consumatore. Inoltre la nuova norma impone più rigore sul divieto di pratiche commerciali che possano trarre in inganno il consumatore disponendo altre specifiche  per quanto riguarda le caratteristiche chimiche e le caratteristiche dei partecipanti ai panel test per la valutazione organolettica degli oli.

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