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OpenFoodTox: la banca dati EFSA sulle sostanze chimiche fa centro!

By 17 Maggio 2024Sicurezza Alimentare4 min read
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Nell’Unione Europea la sicurezza alimentare è sempre al primo posto e a farsene carico è l’EFSA, che sarebbe l’European Food Safety Authority. Essa si occupa di garantire la sicurezza della filiera alimentare, dal produttore al consumatore, fornendo consulenze scientifiche indipendenti e trasparenti ai responsabili politici, in cooperazione con i nostri partner e in un dialogo aperto con la società. L’obiettivo è ovviamente quello di tutelare la salute dei consumatori europei tenendo conto della salute e del benessere degli animali, delle piante e dell’ambiente. 

A partire dal 2021, coerentemente con il proprio principio di trasparenza, l’EFSA ha messo a disposizione una banca dati sulle sostanze chimiche presenti all’interno della filiera e potenzialmente dannose per gli esseri umani. La realizzazione di questa piattaforma, chiamata OpenFoodTox, fa parte di una strategia che l’EFSA ha progettato già nel 2016 e che mira a rafforzare l’efficienza dell’Autorità in quella che è da sempre la sua missione: contribuire alla sicurezza della catena alimentare dell’Unione Europea. 

In altre parole, OpenFoodTox è un database open-source di informazioni tossicologiche, ma anche uno strumento “one-click” per valutatori del rischio, gestori del rischio e stakeholder. Vediamo allora insieme di cosa si tratta e cosa si propone di fare concretamente questa piattaforma. 

Quale obiettivo è stato raggiunto con la realizzazione della banca dati OpenFoodTox?

Quando nel 2016 l’EFSA ha deciso di fare un bilancio e tracciare il proprio percorso per i prossimi anni con una revisione ufficiale della sua strategia (Strategia 2020), ha definito cinque obiettivi strategici globali per i successivi cinque anni: 

  1. dare priorità alla partecipazione del pubblico e delle parti interessate al processo di valutazione scientifica; 
  2. ampliare la sua base di evidenze scientifiche e ottimizzare l’accesso ai suoi dati; 
  3. potenziare la capacità di valutazione scientifica e la comunità del sapere dell’UE; 
  4. prepararsi alle sfide future in materia di valutazione del rischio; 
  5. creare un ambiente e una cultura che riflettano i valori dell’EFSA. 

La creazione del database OpenFoodTox, dunque, contribuisce al raggiungimento del secondo obiettivo della strategia 2020. In continuità con questi obiettivi, nel 2021 è stata formulata una nuova Strategia 2027, che va a rinforzare e aggiornare quella del 2020. Infatti, gli obiettivi strategici dell’EFSA per il 2027 sono riassunti essenzialmente in 3 punti: 

  1. Fornire una consulenza scientifica e una comunicazione del rischio attendibili dal produttore al consumatore; 
  2. Garantire la preparazione alle future esigenze di analisi del rischio; 
  3. Responsabilizzare le persone e garantire agilità organizzativa.  

Quali informazioni fornisce la nuova banca dati e cosa cambia rispetto a prima?

La banca dati sulle sostanze chimiche offerta da OpenFoodTox presenti nella catena degli alimenti e dei mangimi raccoglie le informazioni riguardanti più di 4.000 sostanze di cui è stato valutato il rischio a partire dal 2002. Solo per citarne alcuni, troviamo contaminanti sia naturali che artificiali, ovvero: 

  • Pesticidi; 
  • additivi alimentari; 
  • Aromatizzanti; 
  • additivi per mangimi. 

Prima della sua realizzazione, l’accesso a tali informazioni poteva avvenire consultando migliaia di conclusioni e pareri scientifici distinti, operazione che per il consumatore comune può essere decisamente insidiosa. Oggi, invece, OpenFoodTox permette un accesso rapido e agevole alle informazioni più importanti che riguardano le singole sostanze, quali le norme UE di riferimento, i collegamenti ai relativi atti scientifici EFSA, informazioni tossicologiche e i valori di riferimento essenziali. 

In particolare, le informazioni che il database fornisce riguardano: 

  • caratterizzazione chimica (ad esempio nome, formula, numeri CAS e UE, IUPAC, ecc.); 
  • pubblicazione dell’EFSA, pareri scientifici, conclusioni, ecc; 
  • studi tossicologici sugli effetti sulla salute umana, animale o per endpoints ecologici; 
  • conclusioni sulla mutagenicità e genotossicità; 
  • valori di riferimento e fattori di incertezza che possono essere utilizzati per la definizione di linee guida per la salute umana e di standard ambientali.  

Chi può utilizzare questa banca dati?

OpenFoodTox potrebbe risultare molto utile per la sviluppo di nuove conoscenze. 

OpenFoodTox è, infatti, uno strumento e una fonte d’informazione per organismi consultivi scientifici, scienziati, decisori politici che abbiano necessità di accedere a informazioni sulla tossicità delle varie sostanze spesso soggette a valutazione in più di un ambito scientifico o legislativo. 

L’accesso diretto in formati open data migliora la loro fruibilità, generando un processo virtuoso che vede protagonisti l’EFSA e soggetti esterni, quali enti di ricerca, comunità scientifica internazionale. 

I soggetti esterni che utilizzeranno i dati contenuti nel data base genereranno nuove conoscenze scientifiche che a loro volta potranno essere raccolte ed utilizzate dall’EFSA per le proprie valutazioni: ecco il processo virtuoso! 

La sua utilità, inoltre, è estendibile anche alla società civile, agli operatori del settore alimentare, ai consumatori che possono trovare nella banca dati un autorevole strumento di informazione sulla valutazione della sicurezza delle sostanze chimiche negli alimenti. 

Come sarà accessibile il database nel prossimo futuro?

OpenFoodTox è il risultato di un lavoro di raccolta dati e di sintesi durato più di cinque anni e che viene sottoposto a periodici aggiornamenti. 

L’EFSA, oltre a centrare un obiettivo specifico, con questo database assolve al più generale compito di contribuire attivamente alla sicurezza della catena alimentare e dei mangimi dell’UE e a un livello elevato di tutela della vita e della salute umana. 

Per il prossimo futuro, la speranza è che venga sviluppata un’App per smartphone, cosicché la piattaforma possa essere usufruibile anche dai dispositivi mobili, aumentandone quindi l’accessibilità anche al grande pubblico. 

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