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Paese che vai etichetta che trovi: il Canada

Terza tappa del nostro giro attorno al mondo, per scoprire le caratteristiche delle etichette alimentari nei diversi Paesi

Altro giro altra corsa; il nostro viaggio intorno al mondo ci porta a toccare il terzo continente del nostro tour alla scoperta delle diverse etichette alimentari.

Questa volta ci spostiamo in Nord America, ma decidiamo di virare rispetto al tradizionale mercato U.S.A., per dirigerci verso quello che in realtà potrebbe preso diventare un mercato in forte espansione: il Canada

Non ci stancheremo mai di dire che ogni Paese fa storia a sé per quanto riguarda i requisiti relativi all’etichettatura degli alimenti, e ovviamente il Canada non fa eccezione.

 

etichettatura canada

 

Per chi fosse portato a pensare che la vicinanza con gli Stati Uniti abbia generato un sistema di etichettatura simile, la sorpresa sarebbe molto grande.

Per certi aspetti infatti, l’etichetta Canadese è addirittura più ostica di quella Statunitense.

Iniziamo col dir che, essendo il Canada un Paese bilingue, anche l’etichetta dovrà riflettere questa caratteristica:

sarà quindi necessario riportare tutte le informazioni sia in Inglese che in Francese, con tutte le ovvie difficoltà di sdoppiare le informazioni a discapito dello spazio disponibile.

Altra curiosità riguarda il nome prodotto per il quale, se è vero che esistono degli Standards ben precisi che definiscono accuratamente le diverse categorie di alimenti, d’altro canto sono permesse delle evidenti eccezioni.

Infatti, per quei prodotti che abbiano avuto un lungo periodo di commercializzazione e che i consumatori abbiano imparato a conoscere al di là di ogni dubbio, sarà permesso utilizzare un nome di fantasia. A tale proposito la “Food Labelling Guide” cita il nome Pepsi Cola come assolutamente ammissibile da un punto di vista normativo!

Continuando con le peculiarità, ci sembra doveroso citarne una che potrebbe essere ben vista dall’industria, in quanto alleggerisce notevolmente il problema della “variabilità della materia prima”.

Viene infatti consentito di riportare in elenco ingredienti alcuna materie prime che potrebbero subire delle variazioni, indicando quindi al consumatore che potrebbe trovare l’una o l’altra. Il vantaggio in questo caso è ovvio, in quanto consente di non modificare gli impianti stampa, laddove non fosse possibile reperire sempre le stesse materie prime sul mercato.

 

Ancora, immancabile come in ciascuno dei precedenti articoli, il capitolo dedicato agli allergeni (abbiamo già visto il trattamento speciale che il Brasile riserva al glutine e il particolare elenco della Corea del Sud).

In questo caso poche differenze e poche sorprese: l’elenco, rispetto a quello del Reg. U.E. 1169/11, non comprende sedano e lupini ma aggiunge i pinoli.

Tuttavia la differenza sta soprattutto nei requisiti di scrittura, laddove non viene richiesto alcun carattere particolare per indicare gli allergeni. È sufficiente infatti indicarne le presenza all’interno dell’elenco ingredienti oppure subito di seguito a questo, preceduti dal termine “contains” (ma solo se l’alimento dal quale deriva l’allergene non è indicato in elenco ingredienti).

 

Chiudiamo con quello che probabilmente è l’elemento di ogni etichetta che più mette in difficoltà per le sue differenze: la tabella nutrizionale.

Questo è ancora più vero in Canada dove ad esempio, ci sono dei requisiti molto stringenti per quanto riguarda il carattere da utilizzare, che deve essere “senza grazie”, cioè privo di orpelli (ad esempio non è ammesso il font Times New Roman mentre è consentito il font Helvetica.

Altra ovvia differenza riguarda i parametri inclusi nella tabella, che si differenziano molto da quelli previsti in Europa; vi è poi da aggiungere che attualmente il Canada si trova in un periodo di transizione per quanto riguarda la tabella nutrizionale, dato che è stato delineato un nuovo formato di tabella che modificherà le informazioni a disposizione del consumatore (modifica nei micronutrienti presenti e nei requisiti di leggibilità).

Come per gli altri articoli, anche questo vuole costituire solo una semplice introduzione al mondo dell’etichettatura Canadese che, al pari di quella di altri Paesi, deve essere affrontata con cautela e con il giusto approccio metodico, per evitare di porre in commercio alimenti che altrimenti rischiano il blocco in dogana per informazioni non corrette.

 

Hai bisogno di aiuto con le etichette per il mercato Canadese?

Contattaci senza impegno o scopri i nostri servizi sull’etichettatura per il Canada!

 

By | 2018-03-19T14:56:36+00:00 04 luglio 2017|

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