Skip to main content

Nuovi limiti per piombo e arsenico inorganico negli alimenti

By 15 Febbraio 2024Sicurezza Alimentare7 min read
biscuit 93171 1280 e1482935006431

Piombo e arsenico sono generalmente elencati, insieme a cadmio e mercurio, nella lista dei metalli pesanti. Nonostante il nome possa generare un certo allarmismo, essi sono componenti naturali della crosta terrestre e possiamo ritrovarli nel terreno, nell’acqua e nell’atmosfera e persino nel cibo che ingeriamo. 

Non vi è nessuna manipolazione dietro, non si tratta di esperimenti chimici da topi di laboratorio, anzi: la stessa acqua con cui ci dissetiamo quotidianamente oppure l’aria che respiriamo sono ricche di componenti chimiche, alcune di esse molto preziose per il nostro organismo. 

Nel caso dei metalli pesanti, tuttavia, non possiamo riscontrare effetti benefici per l’uomo; al contrario, alcuni di essi sono dotati di elevata tossicità a lungo termine, poiché interferiscono con il normale metabolismo cellulare impedendo il corretto svolgimento di funzioni vitali. 

L’EFSA e l’OMS sono intervenute a tutela della salute pubblica per prevenire l’assunzione di metalli pesanti, come piombo e arsenico inorganico, per mezzo della nostra alimentazione. I limiti di legge consentiti all’interno degli alimenti di queste sostanze, ed in generale di tutti i contaminanti chimici, sono definiti dal Regolamento CE 2023/915. 

Vediamo insieme quali punti sono stati toccati dalla normativa in vigore a scopo preventivo e risolutivo. 

Quali alimenti contengono arsenico?

Grazie a importanti studi effettuati dall’EFSA, l’Autorità per la Sicurezza Alimentare dell’Unione Europea, siamo oggi in grado di definire quali alimenti possono contenere naturalmente arsenico. Il gruppo di esperti scientifici ha, infatti, ritenuto che i principali fattori dell’esposizione dietetica generale all’arsenico inorganico siano: 

  • i cereali e i prodotti a base di cereali; 
  • i prodotti alimentari per usi dietetici speciali (come le alghe); 
  • l’acqua in bottiglia;  
  • il caffè; 
  • la birra; 
  • il riso e i prodotti a base di riso; 
  • il pesce; 
  • le verdure. 

Quali sono gli alimenti che contengono piombo?

Anche per il piombo l’EFSA ha steso un documento teso a valutare le implicazioni del piombo per la salute umana. Il piombo è un contaminante ambientale che si trova sia in natura sia come risultato di attività umane quali l’estrazione mineraria. Sin dagli anni Settanta, in Europa sono state adottate misure per regolamentare i livelli di piombo nella benzina, nelle vernici, nelle lattine per alimenti e nelle tubature, ottenendo un notevole risultato nel ridurre l’esposizione; tuttavia, resta comunque alta la preoccupazione del contatto per via alimentare. 

Infatti, sebbene il piombo sia presente nell’ambiente essenzialmente in forma inorganica, l’esposizione umana avviene principalmente attraverso gli alimenti e l’acqua, in parte anche attraverso l’aria, la polvere e il suolo.  

Il gruppo di esperti dell’EFSA ha individuato una serie di alimenti capaci di contribuire in maggior misura all’ esposizione alimentare al piombo, fra cui: 

  • I cereali; 
  • Gli ortaggi; 
  • L’acqua potabile. 

L’esposizione non alimentare al piombo è stata giudicata meno importante per gli adulti, sebbene la polvere di casa e il suolo possano essere importanti fonti di esposizione per i bambini. 

I nuovi limiti per l’arsenico inorganico

Fino a oggi, per l’arsenico non era previsto nessun limite sugli alimenti, ma solo per l’acqua. A seguito degli studi dell’EFSA, si è dimostrato che i forti consumatori di riso in Europa e i bambini di età inferiore ai tre anni sono i soggetti più esposti all’arsenico inorganico attraverso l’alimentazione. Da qui la necessità di definire dei limiti per l’arsenico per il riso e i prodotti a base di riso quali cracker, gallette, dolci di riso, cialde e così via. 

Le nuove voci e i loro limiti per l’arsenico inorganico sono: 

  • Riso lavorato non parboiled (riso brillato o bianco) <0,15 mg/kg 
  • Riso parboiled e riso semigreggio <0,25 mg/kg 
  • Cialde di riso, cialdine di riso, cracker di riso e dolci di riso < 0,30 mg/kg 
  • Riso destinato alla produzione di alimenti per lattanti e i bambini < 0,10 mg/kg 

I nuovi limiti per il piombo

I nuovi limiti per il piombo sono più articolati e scaturiscono sempre da un parere EFSA per: 

  1. diminuire l’esposizione dei lattanti e bambini fino ai 3 anni come anche delle donne in età fertile; 
  2. rivedere alcuni limiti che erano stati distinti per alcune specie vegetali, in modo più restrittivo. 

Una novità importante riguarda il miele, per il quale non era previsto un limite. Il rilevamento di tale sostanza ha tuttavia generato delle contromisure degli Stati Membri che hanno creato difficoltà a livello di commercializzazione nel mercato comune. 

Le nuove voci inserite per il piombo sono: 

  • Alimenti a base di cerali e altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini <0.050mg/kg 
  • Alimenti a fini medici speciali destinati in modo specifico ai lattanti, commercializzati: 
  • in polvere <0,020mg/kg 
  • allo stato liquido <0,010mg/kg 
  • Bevande destinate ai lattanti e ai bambini etichettate e vendute come tali 
  • Commercializzate allo stato liquido o da ricostituire <0,020 mg/kg 
  • Da preparare mediante infusione o decozione < 0,50 mg/kg 
  • Ortaggi esclusi cavoli a foglia, salsefica, ortaggi a foglia ed erbe fresche, funghi, alghe marine e ortaggi a frutto < 0,10 mg/kg 
  • Mirtilli rossi, ribes a grappoli, bacche di sambuco e frutti del corbezzolo <0,20 mg/kg 
  • Ortaggi a frutto ad eccezione del granoturco dolce < 0,050 mg/kg 
  • Granoturco dolce <0,10 mg/kg 
  • Miele < 0,10mg/kg 

I principali cambiamenti riguardano invece le seguenti voci: 

  1. Crostacei; 
  2. Cerali e leguminose; 
  3. Ortaggi; 
  4. Cavoli a foglia, salsefica, ortaggi a foglia escluse le erbe fresche e i seguenti funghi: Agaricus bisporus (prataioli), Pleurotus ostreatus (orecchioni), Lentinus erode (Shiitake); 
  5. Frutta, esclusi mirtilli rossi, ribes a grappoli, bacche di sambuco e frutti del corbezzolo; 
  6. Vini. 

Queste ultime sono state modificate con inserimento di limiti diversi o per lo più con aggiunta di più voci che differenziano le tipologie di alimenti.

Quali sostanze possono essere considerate inquinanti alimentari?

Le sostanze chimiche sono costituenti essenziali di tutto ciò che esiste sul pianeta. Alcune di esse, tuttavia, possono presentare una serie di proprietà tossicologiche, capaci di provocare effetti negativi nell’uomo e negli animali. 

A volte tracce di sostanze chimiche sono presenti accidentalmente negli alimenti in esito ai metodi di produzione e di preparazione alimentare, ad esempio residui di pesticidi, prodotti fitosanitari (farmaci) o additivi usati nei mangimi. Negli alimenti possono, inoltre, trovarsi residui non intenzionali di piccole tracce di sostanze chimiche provenienti dai materiali da confezionamento e da altri materiali a contatto con gli alimenti (MOCA). 

Può, altresì, avvenire una contaminazione di aria, acqua e suolo a causa degli effetti dell’inquinamento dovuto alle attività umane. 

Tra i più importanti contaminanti presenti negli alimenti possiamo elencare: 

  1. le tossine naturali, cioè le sostanze naturali prodotte da vari organismi (ad esempio tossine vegetali quali alcaloidi o micotossine); 
  2. i contaminanti ambientali, ovvero sostanze rilasciate nell’aria, nell’acqua o nel suolo spesso a seguito di attività industriali o agricole che comprendono policlorobifenili (PCB), diossine, pesticidi clorurati persistenti e ritardanti di fiamma bromurati, ma anche metalli quali arsenico, cadmio, piombo e mercurio; 
  3. i contaminanti da processo, quali acrilammide o furano, che si formano naturalmente negli alimenti e nei mangimi durante i processi industriali o la cottura.

I rischi per la salute legati alla presenza di arsenico negli alimenti

Un gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui contaminanti nella catena alimentare (gruppo CONTAM) ha valutato i rischi per la salute umana legati alla presenza di arsenico negli alimenti in un interessante studio 

Sono stati presi in considerazione più di 100.000 dati di presenza di arsenico negli alimenti, andando a valutare l’esposizione all’arsenico inorganico proveniente dagli alimenti e dall’acqua in 19 Paesi dell’Unione Europea. Un elemento davvero rilevante che è emerso dallo studio è che l’esposizione alimentare all’arsenico inorganico per i bambini di età inferiore ai tre anni è generalmente stimata da 2 a 3 volte quella degli adulti.  

Questi valori non sono più tollerabili, poiché è stato dimostrato dal comitato scientifico dell’EFSA che l’arsenico inorganico provoca il cancro ai polmoni e alla vescica urinaria, oltre che alla pelle. Pertanto, il gruppo CONTAM ha modellato i dati dose-risposta dei principali studi epidemiologici e ha ristabilito i valori limite entro cui l’esposizione alimentare all’arsenico inorganico costituisce un rischio minimo o nullo. 

I rischi per la salute legati alla presenza di piombo negli alimenti

Come abbiamo avuto modo di osservare, secondo lo studio del gruppo CONTAM, i prodotti cerealicoli contribuiscono maggiormente all’esposizione alimentare al piombo, mentre la polvere e il suolo possono essere importanti fonti non alimentari nei bambini.  

Sappiamo che il piombo viene assorbito maggiormente nei bambini piuttosto che negli adulti e che è in grado di accumularsi nei tessuti molli e, nel tempo, nelle ossa. L’emivita del piombo nel sangue e nelle ossa è rispettivamente di circa 30 giorni e 10/30 anni, mentre l’escrezione avviene principalmente nelle urine e nelle feci.  

Il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare dell’EFSA ha identificato dei rischi importanti per la salute, a partire dalla neurotossicità dello sviluppo nei bambini piccoli e fino ad arrivare agli effetti cardiovascolari e alla nefrotossicità (malattie renali croniche) negli adulti come effetti critici per la valutazione del rischio.  

Il ruolo dell’EFSA

L’EFSA fornisce consulenza scientifica alla Commissione europea ed effettua valutazioni del rischio in merito a un gran numero di sostanze chimiche eventualmente presenti in alimenti o mangimi a seguito della loro produzione, distribuzione o impacchettamento, così come quelle che possono essere presenti nell’ambiente naturalmente o come risultato di attività umana, quali ad esempio i metalli pesanti come arsenico e piombo.  

Questo lavoro viene svolto dal gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui contaminanti nella catena alimentare. 

Richiedi una consulenza

Leave a Reply

Richiedi una consulenza
icona-preventivo

Thank you for your upload