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Più sicurezza per la nostra acqua

Il temuto cromo esavalente viene finalmente inserito nei parametri da tenere sotto controllo e da monitorare per caratterizzare la salubrità delle acque per il consumo umano.

Il cromo esavalente è infatti considerato mutageno, cancerogeno e tossico, e ha inoltre una elevata solubilità in acqua che lo rende altamente diffondibile nelle risorse idriche.

Questo ne causa una forte permanenza nell’ambiente, sia rispetto alla diffusione territoriale (l’acqua è infatti molto mobile) sia a quella temporale (se il cromo esavalente riesce a penetrare nella rete idrica può permanervi per molto tempo).

Entrambi questi aspetti lo rendono di difficile bonifica e quindi la scelta di fissarne un limite per tenerlo sotto controllo è senz’altro una misura di prevenzione.

 

acqua dal rubinetto analisi cromo

 

Per tutti questi motivi, dal prossimo luglio 2017 potrà diventare obbligatorio ricercare anche il parametro “cromo esavalente” al momento di effettuare l’ analisi per la potabilità dell’acqua.

Il Ministero della Salute infatti, con proprio decreto del 14/11/2016, ha stabilito che, vista la pericolosità intrinseca del cromo esavalente e alla luce dei giudizi dell’Istituto Superiore di Sanità su questo argomento, ne debba essere stabilito un valore limite da non superare per poter definire la potabilità dell’acqua.

Tale valore soglia era già stato stabilito per le acque sotterranee, in misura pari a 5 µg/l, valore al di sopra del quale è stata ritenuta necessaria una analisi del rischio e una caratterizzazione del sito (D. Lgs. 152/06).

È stato fatto dunque un passo avanti, estendendo il concetto anche alle acque per il consumo umano, sia sulla base del principio di precauzione, sia sulla base di alcune recenti misure adottate in Gran Bretagna.

 

Quando andrà ricercato il cromo esavalente:

Tuttavia l’approccio è stato leggermente diverso rispetto al sopra citato Decreto Legislativo, nel senso che la ricerca del cromo esavalente dovrà essere effettuata solo se il parametro “Cromo” superi i 10 µg/l.

Solamente in questo ultimo caso, andrà ricercato anche il cromo esavalente, per il quale è stato ugualmente fissato un valore soglia pari a 10 µg/l.

In altre parole, in prima istanza sarà sufficiente la semplice ricerca del cromo, con l’estensione dell’analisi solo alle suddette condizioni.

La ratio della norma è quella secondo la quale, ad elevate concentrazioni di cromo “semplice” potrebbero corrispondere altrettanto elevate concentrazioni di cromo esavalente, con le possibili conseguenze per la salute.

Il Decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 16/01/17 ed entrerà in vigore a partire dal 180° giorno successivo a tale data.

 

2018-03-19T14:56:44+00:00 03 febbraio 2017|

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