11mila confezioni contenenti 450mila pastiglie al propoli, contaminate con antiparassitari utilizzati nella lotta al Varroa destructor, un pericoloso acaro delle api.

Le hanno scoperte e intercettate, prima che giungessero a una ditta del Torinese, gli agenti del Corpo forestale dello Stato del Comando Provinciale di Ascoli Piceno in collaborazione con il Comando Provinciale di Torino.

L’operazione segue quella del 14 gennaio quando nella provincia di Forlì erano state sequestrate altre 2mila confezioni di propoli contaminato.

Le indagini sono state svolte su tutto il territorio nazionale dal Corpo forestale dello Stato che ha ricostruito l’intera filiera della produzione, trasformazione e commercializzazione del propoli contaminato. Una vasta e capillare azione di controllo sulle ditte che ha rafforzato il sistema di allerta alimentare.

Dalle analisi è risultata la presenza nel propoli di due antiparassitari utilizzati per la lotta agli acari delle api con concentrazioni superiori ai limiti consentiti per legge.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità le sostanze antiparassitarie non consentite possono costituire un serio pericolo per il sistema nervoso dell’uomo.

Non a caso uno degli antiparassitari utilizzato nella lotta al Varroa destructor, trovato nel propoli bloccato dalla Forestale, è stato ritirato dal commercio alla fine del 2003 dalla Direzione competente del Ministero della Salute.

E’ già stata avviata la procedura di allerta alimentare attraverso gli organi del Ministero della Salute per il ritiro del prodotto contaminato che è stato già eliminato dal mercato.
L’indagine, iniziata nelle Marche e scaturita da una vasta azione di monitoraggio finalizzata ad accertare la qualità del miele biologico, e’ stata svolta con il supporto tecnico-scientifico dell’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale delle Marche.

Il Corpo forestale dello Stato intende bloccare l’uso negli alveari degli antiparassitari banditi dall’Unione Europea, accertare le irregolari quantità degli antiparassitari consentiti e verificare la tracciabilità della propoli se di provenienza nazionale o estera.

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Che cosa è il propoli?

E’ un particolare e pregiato prodotto salutistico naturale, utilizzato nei trattamenti delle affezioni delle prime vie respiratorie, per l’igiene della bocca, in dermatologia, nella prevenzione e nella cura delle malattie intestinali e virali, per combattere infiammazioni, infezioni e rafforzare le difese immunitarie.

E’ una resina esterna delle piante che le api raccolgono e utilizzano per isolare e proteggere l’alveare.

 

Quali i pesticidi incriminati?

A inquinare il propoli sono due pesticidi: il chlorfenvinphos, bandito dalla Ue dal 2003, e il coumaphos, il cui utilizzo in apicoltura è vietato.

Entrambe le sostanze chimiche sono impiegate illegalmente per combattere la Varroa, un acaro che si attacca alle api e le debilita fino a provocarne la morte. Il chlorfenvinphos, in particolare, è riconosciuto dall’Oms come una sostanza tossica per il sistema nervoso dell’uomo.

Per questo, con un decreto del giugno 2003, l’Italia, recependo un regolamento europeo, ne ha vietato l’utilizzo, la circolazione sul territorio nazionale e ha imposto la distruzione di tutte le scorte presenti.

Secondo Ernesto Corradetti, del laboratorio chimico dell’Arpam, l’Agenzia per l’ambiente delle Marche, dalle loro analisi nelle propoli contaminate il primo pesticida riportava livelli 10 volte superiori e il secondo tra le 5 e le 8 volte.