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Pubblicato il Rapporto RASFF 2016

L’atteso rapporto RASFF 2016 è stato pubblicato.

Il RASFF è il sistema comunitario studiato per notificare in tempo reale i rischi per la salute pubblica derivanti dal consumo di alimenti o mangimi.

Una rete che vede la partecipazione di tutti gli Stati europei, l’Autorità per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e la Commissione Europea.

Come di consueto, i primi mesi di ogni anno viene trasmessa la relazione sul sistema di allerta europeo per alimenti e mangimi, riportante tutti i dati raccolti durante l’anno appena trascorso relativi alle allerte diramate da tutti gli Stati membri.

Il Ministero della Salute ha provveduto a pubblicare i nuovi dati elaborati.

 

Ancora una volta l’Italia è in pole position

Dalle prime analisi delle informazioni raccolte il Bel paese, come già nel 2015, mantiene il primato sulle notifiche trasmesse alla Commissione Europea, con un totale di 415 notifiche (14,2% del totale) seguita dalla Germania (368 notifiche), e dal Regno Unito (con 352).

L’elevato numero di segnalazioni dimostra sicuramente l’efficacia dei costanti controlli cui sono sottoposti gli alimenti posti in commercio.

 

Le prime impressioni

Sono state 2925 le notifiche trasmesse attraverso il RASFF nel 2016.

Tra i principali rischi notificati nelle diverse categorie di alimenti, il rapporto annovera:

 

Rapporto RASFF 2016 grafico notifiche

 

Materiali destinati al contatto con alimenti (MOCA)

Le segnalazioni di materiali destinati al contatto con alimenti non conformi sono state 132, prevalentemente dovute alla migrazione di sostanze dannose (come ammine aromatiche e metalli pesanti).

Quasi tutti i MOCA non conformi provengono dalla Cina.

 

Novel Food non autorizzato

Negli anni dal 2012 al 2016 le irregolarità relative all’immissione sul mercato di novel food non autorizzato sono pressoché raddoppiate.

Da cosa dipende una tale impennata?

  • Sicuramente il novel food è un ambito ancora in evoluzione (così come le normative che lo regolano) e le modalità che permettono la commercializzazione dei nuovi alimenti possono non essere state ancora comprese a fondo (hanno proprio pochi mesi di vita le linee guida pubblicate dall’EFSA sul novel food).
  • La globalizzazione degli scambi commerciali sta favorendo l’ingresso in Europa dei cosiddetti nuovi alimenti, con la diretta conseguenza di una maggiore probabilità di casi non autorizzati.

 

E in Italia? Come vanno le cose?

Le notifiche relative ad irregolarità sui prodotti di origine italiana per tipologia di rischio ricalcano in modo abbastanza fedele il trend internazionale, eccezion fatta per una non trascurabile percentuale relativa ai corpi estranei ed alla mancata indicazione degli allergeni:

  • Microrganismi patogeni (42%)
  • Micotossine (14%)
  • Corpi estranei (14%)
  • Allergeni non dichiarati (6%)
  • Metalli pesanti (6%)
  • Pesticidi (6%)

 

Pericoli microbiologici e chimici

I patogeni maggiormente rappresentati risultano essere Salmonella, E. Coli e Listeria.

Per l’Operatore del settore alimentare scrupolosi controlli in tutte le fasi del processo produttivo, volti a garantire l’igiene delle lavorazioni, sono un requisito imprescindibile per limitare il rischio di contaminazioni, dall’ingresso delle materie prime fino alla realizzazione prodotto finito.

Il pericolo chimico da micotossine va gestito ancora più a monte, prevenendo la contaminazione da muffe lungo tutta la filiera, a partire dal campo, ma anche nelle fasi di stoccaggio e trasporto.

E per evitare la contaminazione indiretta degli alimenti è fondamentale una rigorosa selezione delle materie prime.

 

Contaminazione fisica e gestione degli allergeni

Il dato non è allarmante, ma evidenzia la necessità di una maggior attenzione da parte dell’Operatore del Settore Alimentare italiano nell’applicazione delle procedure previste dal sistema HACCP.

 L’elaborazione di un piano di autocontrollo che preveda una attenta valutazione del rischio fisico (corpi estranei all’interno del prodotto possono provocare danni anche piuttosto gravi) è quindi fondamentale.

Non meno rilevante è il ruolo rivestito dall’etichettatura dei prodotti per garantire al consumatore le informazioni necessarie a gestire il pericolo allergeni: come previsto dal Reg UE 1169/11, uno degli obblighi risiede proprio nella necessità che la denominazione di ogni allergene deve essere chiaramente distinta dagli altri ingredienti presenti, ad esempio mediante un carattere, uno stile o un colore differente.

Il nostro Paese continua ad occupare i primi posti nell’ambito della sicurezza alimentare a livello europeo, e mantiene questo primato sia attraverso una attiva partecipazione al sistema di controllo internazionale, sia grazie ad un miglioramento costante del proprio sistema di controlli ed informazione.

Non ci resta che continuare su questa strada!

 

By | 2018-03-19T14:56:41+00:00 23 marzo 2017|

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