Italia: i richiami degli alimenti da parte degli operatori

  • Bacche di Goji e Mix Antiossidante “Donna Isabella”– (confezioni da 50g, 500g, 1kg, 5 Kg per le bacche di Goji; confezioni da 100g e 5 Kg per il Mix Antiossidante) Lotti bacche di Goji: L917134065;L919054403;L919655459;L920653169;L922037282;L923939982;L923940062;L932639824;L933032143;L935539073;L004131015. Lotti Mix: L916558918;L916558977;L918132793;L918233173;L918232942;L919239439;L919836081;L920361524;L920360538;L922431989;L922431932;L932942259;L933062407;L000242813;L002733842;L002733771. I prodotti sono stati richiamati per il superamento dei limiti di sostanze ad azione antiparassitaria (“carbofuran” e “esaconazolo”).
  • Pasta fresca di grano duro fusilli “Tre Mulini” – (confezioni da 500g) Lotto: 200215. Il prodotto è richiamato dal produttore per presenza dell’’allergene soia non dichiarato in etichetta. Il richiamo è riferito quindi ai soggetti allergici alla soia, per i quali il produttore informa di riconsegnare l’alimento al punto vendita per il rimborso o la sostituzione.
  • Salsa pronta pomodorino datterino “Iper”- (unità di vendita da 330g) Lotto: D304/19. Il produttore richiama l’alimento per possibile presenza di frammenti di vetro.

La crisi che sta colpendo in questi mesi il mondo intero a causa del Corona Virus, e che ha portato alla chiusura le attività commerciali (si pensi a bar, ristoranti, negozi) così come gli stabilimenti di produzione, si riflette in Europa con una conseguente diminuzione delle notifiche di allerta.

In ogni caso i controlli sulla sicurezza alimentare non si sono mai fermati.

La situazione allerte di aprile, nonostante sia numericamente inferiore rispetto agli andamenti dei mesi precedenti, resta comunque piuttosto eterogenea: le allerte riguardano infatti una ampia categoria di prodotti.

Le situazione allerte del mese di aprile 2020

Pollame e prodotti a base di pollame il picco di allerte di aprile

Il dato di aprile relativo alle allerte sul pollame risulta interessante se confrontato con l’andamento del mese scorso. Infatti anche a marzo il picco ha riguardato sempre questa categoria di prodotto, ed anche il mese appena trascorso vede la Polonia come Paese di origine della maggior parte delle allerte sul pollame. Il pericolo è ancora una volta salmonella.

Pesce

Ad aprile il pesce si attesta al secondo posto come numero di allerte. I dati in questo caso non si discostano molto dagli andamenti cui siamo abituati. Le allerte riguardano presenza di mercurio e di altri metalli (cadmio), e di presenza del batterio Listeria nel pesce affumicato.

Questo alimento è un substrato favorevole alla moltiplicazione del pericoloso batterio, che è in grado di svilupparsi anche in ambienti salati ed è resistente alle basse temperature. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) consiglia un attento e costante controllo delle temperature in tutta la catena di produzione, distribuzione e conservazione.

Ai consumatori l’Organizzazione Mondiale per la Sanità consiglia di mantenere la temperatura del frigorifero al di sotto dei 5°C.

Piatti pronti e snack

Le allerte relative a questa categoria di prodotti sono piuttosto eterogenee:

  • 2 casi di presenza allergeni (latte in involtini primavera dal Regno Unito; sesamo, uova e mostarda in humus dalla Svezia)
  • 1 contaminazione fisica (particelle di plastica in pizza dalla Germania)
  • 1 caso di Bacillus Cereus (vitella dall’Austria)
  • 1 caso di Listeria (in insalata mista con uova e salmone affumicato dalla Francia)
  • 1 caso di contaminazione da acrilammide (patatine fritte dalla Lettonia)

I PERICOLI DI APRILE

Salmonella: si mantiene l’andamento dei mesi precedenti

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Ancora una volta le allerte per riscontrata salmonella sugli alimenti mantengono il trend. Ed ancora una volta i dati mostrano che gli alimenti più colpiti sono le carni: pollame in particolar modo (con l’86,5% dei casi) e altre carni (con il 13,5%).

Bisogna considerare però che la maggior parte delle allerte per le carni di pollame riguarda prodotti di provenienza polacca, probabilmente la diffusione del batterio ha avuto origine da una unica partita di prodotto contaminato.

Micotossine

Così come nel mese di marzo le micotossine si mantengono nella TOP 3 dei pericoli anche per il mese di aprile.

Il pericolo interessa:

  • frutta e vegetali (in particolare fichi secchi di provenienza turca e spagnola);
  • spezie (cumino dalla Turchia ed altre spezie da Turchia e Bulgaria);
  • nocciole (dalla Turchia);
  • farina di mais (dall’Italia).

Le micotossine sono un pericolo che generalmente è presente in spezie, nella frutta secca, e nei prodotti vegetali in genere. Si tratta di sostanze di origine biologica (vengono prodotte da funghi quando questi trovano favorevoli condizioni ambientali). Sono pericolose per la salute umana ed è quindi importante che siano sempre tenute sotto controllo. A questo scopo le Autorità competenti ma anche le aziende di produzione in autocontrollo (HACCP) prevedono controlli specifici proprio su questa categoria di alimenti.

Allergeni

Non è nuovo trovare ancora una volta gli allergeni ai primi posti tra i pericoli alimentari. Anche in questo caso il loro carattere di ubiquitarietà ne è la causa: la categoria di prodotti potenzialmente contenenti allergeni è estremamente ampia, ed è quindi probabile riscontrarne molti casi. Nella maggior parte delle segnalazioni pervenute l’allerta è causata da una non corretta segnalazione dell’allergene in etichetta.

In effetti l’allergene di per sé non è un veleno, né è pericoloso per tutta la popolazione. Tuttavia è importante una corretta gestione per garantire la sicurezza a quella percentuale di popolazione che non è in grado di tollerare certe specifiche sostanze (i soggetti allergici).

Ricordiamo di seguito gli allergeni riconosciuti dal Regolamento Europeo (Reg UE1169/2011):

  1. Cereali contenenti glutine, cioè: grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati e prodotti derivati, tranne:
    1. sciroppi di glucosio a base di grano, incluso destrosio;
    2. maltodestrine a base di grano;
    3. sciroppi di glucosio a base di orzo; d) cereali utilizzati per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola.
  2. Crostacei e prodotti a base di crostacei.
  3. Uova e prodotti a base di uova.
  4. Pesce e prodotti a base di pesce, tranne: a) gelatina di pesce utilizzata come supporto per preparati di vitamine o carotenoidi; b) gelatina o colla di pesce utilizzata come chiarificante nella birra e nel vino.
  5. Arachidi e prodotti a base di arachidi.
  6. Soia e prodotti a base di soia, tranne:
    1. olio e grasso di soia raffinato
    2. tocoferoli misti naturali (E306), tocoferolo D-alfa naturale, tocoferolo acetato D-alfa naturale, tocoferolo succinato D-alfa naturale a base di soia;
    3. oli vegetali derivati da fitosteroli e fitosteroli esteri a base di soia;
    4. estere di stanolo vegetale prodotto da steroli di olio vegetale a base di soia.
  1. Latte e prodotti a base di latte (incluso lattosio), tranne: a) siero di latte utilizzato per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola; b) lattiolo.
  2. Frutta a guscio, vale a dire: mandorle (Amygdalus communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci (Juglans regia), noci di acagiù (Anacardium occidentale), noci di pecan [Carya illinoinensis (Wangenh.) K. Koch], noci del Brasile (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia vera), noci macadamia o noci del Queensland (Macadamia ternifolia), e i loro prodotti, tranne per la frutta a guscio utilizzata per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola.
  3. Sedano e prodotti a base di sedano.
  4. Senape e prodotti a base di senape.
  5. Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo.
  6. Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro in termini di SO 2 totale da calcolarsi per i prodotti così come proposti pronti al consumo o ricostituiti conformemente alle istruzioni dei fabbricanti.
  7. Lupini e prodotti a base di lupini.
  8. Molluschi e prodotti a base di molluschi.

La situazione allerte Italiane ad aprile 2020

Tra gli alimenti circolanti anche in Italia, nel mese di aprile sono presenti:

  • Due allerte per pesce surgelato dall’India e dalla Spagna (rilevata presenza di mercurio).
  • Una allerta su tè biologico di origine austriaca (presenza di tetra idro cannabinolo)
  • Una allerta su cumino di provenienza Turca (presenza di tossine naturali)
  • Una allerta su miele di origine belga per presenza di farmaci ad azione veterinaria

La situazione allerte nel nostro Paese

Il mese di aprile caratterizza l’Italia per 2 allerte:

  • Farina di mais (riscontrata presenza di fumonisine). Le fumonisine sono delle tossine di origine fungina che si sviluppano principalmente nel mais
  • Olio di riso (contaminazione chimica dovuta al processo di produzione). Questo tipo di pericolo è tipico dei grassi di origine vegetale in genere