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RASFF: ecco il report sul primo semestre 2017

Ora che si è chiuso il primo semestre dell’anno 2017, i dati raccolti permettono di fare qualche considerazione sull’andamento dei pericoli più rappresentativi, fornendo al contempo interessanti informazioni sulle tipologie di alimenti più a rischio.

Ricordiamo che il sistema europeo di allerta rapido (RASFF), istituito con il Reg 178/02 art. 50, ha il compito di raccogliere e condividere le notifiche dei rischi per la salute umana, diretti o indiretti, dovuti ad alimenti o mangimi.

Il dato che riporta il numero di allerte notificate nel periodo Gennaio – Giugno 2017 inizia quindi a diventare significativo, e delinea un andamento che apre la strada ad interessanti valutazioni.

 

Numero di allerte e tipologia di alimenti

Più consistente è il numero di allerte per una determinata tipologia di alimento, più quell’alimento (o a causa delle proprietà intrinseche dello stesso, o per controlli meno attenti nella gestione delle fasi di lavorazione e distribuzione) potrà considerarsi a rischio, e necessiterà di un maggior controllo (da parte degli organi deputati) e di maggiore attenzione (da parte del consumatore).

numero-allerte-e-tipologia

 

  1. Pesce e crostacei e prodotti a base di pesce e crostacei (18,5% delle allerte)
  2. Pollame e prodotti a base di pollame (13,9% delle allerte)
  3. Carni e prodotti a base di carni diversi dal pollame (10,1% delle allerte)
  4. Frutta e vegetali (9,3% delle allerte)
  5. Noci, nocciole, prodotti a base di noci e nocciole, semi (7,9% delle allerte)

La situazione europea vede tra le notifiche maggiormente rappresentati i prodotti ittici, in particolare pesce e crostacei, e prodotti a base di pesce, seguiti dal pollame e dalle carni diverse dal pollame.

Ma anche i prodotti dell’ortofrutta e la frutta a guscio sono state oggetto di numerose allerte.

 

Cosa rende tali alimenti così a rischio? Quali sono i pericoli che accompagnano proprio questi prodotti?

pericoli-1-semestre-2017

 

  1. Salmonella (19,7% delle allerte)
  2. Istamina/mercurio (13,9% delle allerte)
  3. Allergeni (13,2% delle allerte)
  4. Micotossine (11,0% delle allerte)

I dati mostrano un importante contributo del batterio patogeno Salmonella, seguito dai contaminanti Istamina e mercurio. Salmonella è noto essere un microrganismo che predilige come ospite proprio le carni bianche, mentre Istamina e mercurio contaminano i prodotti ittici.

Se ci soffermiamo sui primi due parametri, notiamo che in effetti nei due grafici la corrispondenza tra il pericolo specifico ed il suo alimento target (salmonella sul pollame; istamina/mercurio nel pesce) è invertita.

Questo dato dimostra infatti che mentre istamina e mercurio sono contaminanti che troviamo solo nei prodotti ittici, Salmonella sebbene preferisca le carni bianche, è in grado di contaminare una serie di altri alimenti (come le carni rosse, erbe e spezie, frutta a guscio…), per cui l’elevato valore rappresentato nel grafico è dato dal contributo di tutti gli alimenti suscettibili al batterio.

L’elevata percentuale di allergeni riscontrata conferma la peculiarità di questo pericolo: può essere presente praticamente in tutte le categorie di alimenti.

Le micotossine hanno tendenza a svilupparsi sulla frutta a guscio, sui cereali, su frutta e vegetali, su erbe e spezie (ne ritroviamo conferma nella distribuzione evidenziata dai grafici).

 

Quali Paesi emanano più allerte, l’Italia come si pone ?

allerte-emanate-per-paese

 

A prescindere dal fatto che il prodotto oggetto dell’allerta sia originario di un dato Stato europeo o che ne risulti semplicemente distribuito, tra gli stati più attivi in questo senso, l’Italia al momento detiene il primo posto. Siamo uno degli stati che ha notificato più allerte nei primi sei mesi dell’anno.

I due grafici mostrano il notevole contributo italiano alla condivisione delle informazioni.

Evidentemente il nostro Paese dimostra di essere particolarmente accorto nel controllo dei pericoli che derivano dalla circolazione delle merci.

 

Circolazione delle merci:  ITALIA VS EUROPA – Quali i pericoli più rappresentati?

allerte rasff europa vs italia

 

L’andamento dei contaminanti negli alimenti nei primi sei mesi dell’anno manifesta chiaramente il notevole contributo delle contaminazioni da Istamina e Mercurio, in particolare in Italia: in effetti siamo un Paese che consuma una grande quantità di pesce, per cui anche statisticamente aumentano i rischi che sono specifici di questo prodotto.

Così come in Europa anche in Italia sono risultate considerevoli il numero di allerte per Salmonella e quelle relative alla presenza di allergeni (questi ultimi ricordiamo presenti in una grande varietà di alimenti).

 

Prodotti di origine italiana, quali sono gli alimenti più a rischio?

 

numero-allerte-per-prodotti-italia

Tra i prodotti che produciamo noi, e che commercializziamo sia in territorio nazionale sia all’estero, il maggior numero di allerte riguarda:

  • pesce e prodotti ittici (un dato che in effetti sembra ormai consolidato);
  • cereali e prodotti da forno
  • carni diverse dal pollame e frutta/ vegetali a pari merito
  • noci, nocciole, semi e derivati
  • pollame /prodotti a base di pollame, latte e derivati a pari merito

 

I dati confermano l’andamento del semestre per i prodotti ittici (con prevalenza di contaminazioni da mercurio ed istamina); cereali e prodotti da forno manifestano micotossine e pericolo allergeni; le carni diverse dal pollame risultano non conformi per la presenza di residui di farmaci veterinari ed allergeni, mentre le allerte diramate per frutta e vegetali riguardano contaminazioni microbiologiche di vario genere.

 

 

2018-03-19T14:56:31+02:0025 Settembre 2017|

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