Ministero della Salute: le allerte in Italia

  • Coca Cola “Coca Cola HBC Italia”– (confezioni da 6 bottigliette in vetro da 20 cl) Lotti: 200107, 200108, 200109, 191218, 191219, 191220, 191221. Richiamo dal commercio per possibile presenza di filamenti di vetro all’interno. Il produttore informa di non consumare i lotti di coca cola interessati e fornisce un numero verde da contattare per la sostituzione.
  • Gelato alla mandorla d’Avola Fior Fiore “Coop” – (confezione da 300 g) Lotti:6270629, 4060929, 6110629, 1250529. Il prodotto è richiamato dal produttore per presenza di allergene soia non dichiarati in etichetta. Il prodotto è pericoloso soltanto per i soggetti allergici alla soia.
  • Salame contadino “La Salumeria di Eustacchio” – Lotto: 04316; tmc: 15/07/20. Richiamo del prodotto per contaminazione microbiologica da listeria e salmonella. Consigliamo i consumatori che avessero acquistato il lotto interessato a non consumare il prodotto.
  • Bastoncini con crusca di frumento Piacersi “Conad” – Lotto/tmc: 04/05/2021 . Richiamo del prodotto per riscontrata presenza di micotossine (desossivalenolo) superiori ai limiti previsti dalla normativa.

Le allerte per prodotti di origine italiana

Pollame e derivati, numerose le allerte in Europa

Il mese di febbraio vede un picco nelle allerte riguardanti la situazione delle carni di pollame: più del 20% delle allerte diramate sugli alimenti riguarda questa tipologia di prodotto.

In particolare il peso maggiore è dovuto alla riscontrata presenza di salmonella, un batterio che in effetti è piuttosto comune in questo tipo di carni. Ricordiamo sempre che una adeguata cottura delle carni è fondamentale per ridurre il rischio salmonella significativamente.

Integratori alimentari seguono al secondo posto

Seguono le allerte relative agli integratori alimentari. Oltre il 15% delle allerte riguarda gli integratori. Solitamente questo tipo di allerte è causata dall’utilizzo di sostanze non consentite o in concentrazione superiore ai limiti previsti dalla normativa, ed il caso di febbraio non fa eccezione. Diversi casi di riscontrata presenza del principio attivo THC su oli CBD, provenienti da Regno Unito, Slovenia, Austria, Irlanda e Olanda. Questi oli sembra abbiano numerose proprietà benefiche, dovute al principio attivo CBD (che però non ha azione psicotropa come il più famoso THC, presente sempre nella cannabis).

Allergeni su piatti pronti e snack

Anche piatti pronti e snack sono stati oggetto di un numero di allerte non trascurabile (il 10% delle allerte del mese). Sicuramente un peso rilevante lo hanno avuto gli allergeni: etichette che non riportavano la loro presenza.

Acrilammide, un pericolo da non sottovalutare

Sono stati rilevati anche due casi di presenza di acrilammide su patatine fritte. L’acrilammide è un pericoloso contaminante chimico, che si forma alle alte temperature negli alimenti ricchi di carboidrati. Per l’appunto le patatine fritte (sono ricche di carboidrati e vengono fritte alle alte temperature) sono un alimento particolarmente a rischio. Un utile consiglio, che è valido anche per le cotture di prodotti ricchi in carboidrati in generale (il pane stesso ad esempio) è quello di utilizzare oli ad elevato punto di fumo (cioè resistenti alle alte temperature) per le fritture, ed evitare di mangiare le parti troppo abbrustolite.

Picco di Salmonelle tra le allerte di febbraio

L’alimento incriminato è il pollame.

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Non è in effetti una novità che le carni di pollame siano particolarmente soggette alla contaminazione da parte di questo pericoloso batterio. Tra tutte le allerte per salmonella di febbraio più dell’80% riguardano pollame e derivati contaminati. Seguono prodotti carnei diversi dal pollame e latte, curiosamente non sono stati evidenziati casi di contaminazioni su uova.

Farmaci/sostanze non consentite (o superiori ai limiti) ed allergeni sono i pericoli che seguono a breve distanza

In accordo con i dati relativi agli integratori alimentari, il dato sulle sostanze non consentite riguarda proprio questa categoria di prodotti, in particolare la presenza della sostanza psico attiva tetraidro cannabinolo.

Gli allergeni hanno rivestito nel mese appena trascorso un ruolo importante, quasi il 13% dei pericoli riguarda proprio gli allergeni. Ancora una volta ad essere colpiti sono una ampia gamma di prodotti diversi: da prodotti lattiero caseari, a piatti pronti, a carni a cereali, ribadendo di nuovo il carattere di ubiquitarietà di questo pericolo.

Gli alimenti più colpiti in Italia a febbraio 2020

Anche tra gli alimenti circolanti nel nostro Paese le carni di pollame sono state a febbraio quelle più colpite, tutte per contaminazione da salmonella. Alimenti di vario genere sono stati oggetto di allerta per la presenza di allergeni e per contaminazioni fisiche. Norovirus sulle ostriche, e salmonella su carni diverse dal pollame. Rilevato anche un caso di presenza di farmaci ad azione veterinaria su carne di maiale.

  • Pollame: 100% delle allerte per salmonella
  • Altri alimenti: 40% allergeni, 40% contaminazioni fisiche, 20% contaminazioni ambientali
  • Molluschi bivalvi: 100% delle allerte per norovirus
  • Carni diverse dal pollame: 66,6% salmonella, 33,3% residui di farmaci veterinari

 

Le allerte per prodotti di origine italiana

Nel mese appena trascorso il nostro Paese è stato interessato soltanto da 3 allerte. Soltanto su 3 prodotti di origine italiana infatti sono stati riscontrati pericoli:

  • Presenza di filamenti di vetro all’interno dio bottiglie di coca cola (già il Ministero della Salute ha provveduto ad emanare l’allerta sul proprio sito)
  • Residui di farmaci veterinari su carne di maiale
  • Presenza di salmonella su carne di manzo congelata