Da poco è stato pubblicato il report annuale relativo alle attività effettuate del EU Food Fraud Network (EU FFN) in merito alle frodi alimentari. Creato nel 2013, il EU FFN è composto da autorità competenti di ogni stato membro e gestito dal DG Sante.
Questi organi di collegamento sono stati designati per consentire lo scambio di informazioni su sospette violazioni transfrontaliere della legislazione dell’UE lungo la catena agroalimentare. La rete funziona in stretta consultazione con la CE Knowledge Centre for Food Fraud, che fornisce competenze nell’ambito delle scienze alimentari, tra cui la ricerca sull’autenticità e la qualità degli alimenti importati in europa.

Ma cosa si intende per FRODE ALIMENTARE? In questa definizione rientrano tutte le attività fraudolenti caratterizzate dalla natura intenzionale di violare le normative specifiche sulle caratteristiche di un determinato prodotto con lo scopo di ottenere un guadagno economico e arrecare quindi un danno al cliente o al consumatore finale. Questo danno nel migliore dei casi può essere solo di natura economica, ma a volte può avere anche impatto sulla salute umana.

Le aziende che producono alimenti e che seguono e applicano i requisiti previsti dalle certificazioni volontarie BRC o IFS sono abituati a queste definizioni ma soprattutto sono abituati a fare delle valutazioni di tutte le loro materie prime per valutarne l’adulterabilità. Questo documento e dati riportati sono per questo utili al riesame annuale del risk assessment sulle materie prime e alle azioni di mitigazione messe in atto per limitare al minimo i danni.

Innanzitutto possiamo evidenziare che quattro sono stati i criteri utilizzati per individuare e denunciare le frodi alimentari:

1. Violazione delle norme dell’UE: questo criterio comporta una violazione di una o più norme codificate nella legislazione della catena agroalimentare dell’UE

2. Inganno del cliente: questo criterio implica inganno al consumatore/cliente (ad esempio modificando la colorazione o l’etichettatura di un prodotto, che nasconde la sua vera qualità). L’elemento ingannevole può anche comportare un rischio per la salute pubblica poiché alcune delle proprietà del prodotto possono essere nascoste (per esempio, allergeni non dichiarati).

3. Guadagno economico: questo criterio porta una qualche forma di diretta o vantaggio economico indiretto per l’autore.

4. Intenzione: questo criterio si basa su elementi che danno validi motivi per ritenere che le non conformità lo siano non a caso. Ad esempio, sostituendo ingredienti di alta qualità ingredienti con ingredienti di qualità inferiore, che spesso implica intenzioni fraudolente.Un aspetto più estremo, che ha implicazioni sulla sicurezza, è l’adulterazione intenzionale motivata ideologicamente a nuocere alle persone, come il bioterrorismo. Dal report si vede come il numero di richieste per assistenza e cooperazione condivise tra gli Stati membri tende a aumentare nel corso degli anni, supportando la lotta globale contro la frode alimentare dando quindi importanza alla condivisione delle informazioni.

 

Inoltre, dal grafico seguente si evidenzia come i paesi più attivi in questo processo sono stati nel 2019 la Germania, la Francia e il Belgio.

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E’ interessante inoltre evidenziare che i prodotti alimentari più frequentemente individuati perché soggetti ad attività fraudolenti sono stati grassi e oli, pesce e carni. Evidentemente gli alimenti su cui c’è maggiore possibilità di adulterazioni per un maggiore guadagno economico.

Le motivazioni principali riguardano etichettature errate per il 47% dei casi e nel 20% relativi alla ricetta del prodotto (aggiunta additivi, sostituzioni ingredienti, diluizioni, ecc.). Nel 16% dei casi invece ci si riferisce a trattamenti o processi non ammessi.

Infine è interessante vedere i paesi di origine dei prodotti frodati: come si vede dalla figura seguente, parliamo nella gran parte dei casi di Cina, Spagna, Italia e Turchia.

Tutti questi dati e informazioni, come detto sopra, sono fondamentali per le aziende di produzione che in fase di acquisto da paesi esteri, possono fare le valutazioni necessarie nel caso di provenienza da uno dei paesi più frequentemente soggetti a notifiche di prodotti. In generale questi dati sono necessari per un risk assessment sulle materie prime per il rischio frode. Per questo riportiamo di seguito anche il link al documento completo del report:

https://ec.europa.eu/food/sites/food/files/safety/docs/ff_ffn_annual-report_2019.pdf