Le reti di sicurezza sono dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione di persone e/o cose contro le cadute dall’alto e si utilizzano per i lavori in quota, ovvero le attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore ai 2 m rispetto a un piano stabile.

Possono essere impiegate per:

  • lavori di costruzione e manutenzione di edifici
  • lavori di costruzione e manutenzione di ponti
  • lavori di costruzione e manutenzione di viadotti
  • lavori di costruzione e manutenzione infrastrutture
  • lavori su coperture

Le reti di sicurezza possono in alcuni casi essere utilizzate anche per catturare o contenere oggetti o detriti.

Le reti di sicurezza non sono espressamente previste dal decreto legislativo n. 81/08 in un articolo dedicato, si può fare riferimento agli articoli 111 e 112 in materia di sicurezza sul lavoro. Tali dispositivi proteggono dalle cadute consentendo contemporaneamente al lavoratore di lavorare in altezza senza la limitazione dei movimenti dovuta all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale dalle cadute. La loro caratteristica principale è quella di assorbire bene l’energia derivante dalla caduta del lavoratore sulla rete, riducendo per il lavoratore i danni derivanti dalla caduta.

Non possono essere marcate CE in quanto non esiste una direttiva di prodotto specifica. Esse possono essere costruite in conformità alla norma UNI EN 1263-1. Ciò garantisce che la conformità di rete, intelaiatura di sostegno, fune sul bordo ed altri elementi di supporto.

Reti anticaduta e sistemi di sicurezza, la valutazione del rischio

Il datore di lavoro valuta i seguenti rischi:

  • rischi prevalenti
  • rischio di caduta dall’alto derivante da lavorazioni in quota o montaggio/smontaggio delle reti di sicurezza
  • rischio di urto contro le reti di sicurezza derivante da cadute da superfici in pendenza
  • rischi concorrenti
  • rischio innescante la caduta derivante da: inadeguata capacità portante della superficie, insufficiente aderenza delle calzature, insorgenza di vertigini, abbagliamento degli occhi, scarsa visibilità, colpo di calore o di sole, rapido abbassamento della temperatura
  • rischio di natura atmosferica derivante da vento, pioggia, umidità o ghiaccio sulla superficie
  • rischi susseguenti
  • oscillazione del corpo con urto contro ostacoli (effetto pendolo)
  • arresto del moto di caduta per effetto delle sollecitazioni trasmesse dall’imbracatura sul corpo
  • sospensione inerte del corpo dell’utilizzatore che resta appeso al dispositivo di arreso caduta e da tempo di permanenza in tale posizione
  • non perfetta adattabilità del DPI
  • intralcio alla libertà dei movimenti causata dal DPI
  • inciampo su parte del DPI

Il datore di lavoro adotta i provvedimenti di tipo tecnico-organizzativo per eliminare o ridurre i pericoli e proteggere i lavoratori con mezzi di protezione.

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Il personale impiegato deve essere informato, formato ed addestrato e deve essere evitata la presenza di personale non addetto ai lavori in quota.

Per quanto riguarda il rischio di caduta dall’alto, il datore di lavoro accerta:

  • l’idoneità psico-fisica del lavoratore
  • l’informazione e la formazione adeguate e qualificate del lavoratore in relazione alle operazioni previste
  • l’addestramento qualificato e ripetuto del lavoratore sulle tecniche operative, sulle manovre di salvataggio e sulle procedure di emergenza

Per quanto riguarda il rischio di urto contro le reti di sicurezza, il datore di lavoro accerta:

  • l’idoneità psico-fisica del lavoratore
  • l’informazione e la formazione adeguate e qualificata del lavoratore in relazione alle operazioni previste

Reti anticaduta e sistemi di sicurezza, il piano di emergenza

Nel caso in cui dall’analisi emergano rischi di sospensione inerte o lesioni gravi per il lavoratore, deve essere predisposta una procedura che preveda l’intervento di emergenza in aiuto del lavoratore che abbia subito una caduta dall’alto o che abbia urtato contro le reti di sicurezza.

Deve essere prevista comunque la presenza di lavoratori con capacità operative per il salvataggi del lavoratore.