La stagione invita a mangiare pesce crudo o a preparare un sushi a casa ma purtroppo è anche la stagione in cui è alto il rischio anisakis, un parassita intestinale ospite nel suo stadio larvale di molti pesci tra cui tonno, salmone, sardina, acciuga, merluzzo, nasello e sgombro.

Quando si mangia pesce infetto crudo, le larve possono impiantarsi sulla parete dell’apparato gastrointestinale, dallo stomaco fino al colon. Per difendersi dai succhi gastrici, attaccano le mucose con grande capacità perforante, determinando una parassitosi acuta o cronica che si manifesta già dopo qualche ora con forti dolori addominali, nausea e vomito.

Se nei ristoranti di sushi di qualità si rispettano le norme igienico sanitarie (tranne forse in alcuni cinesi travestiti da giapponesi in cui l’igiene lascia a desiderare) per il ‘fai-da-te’ è meglio seguire alcuni consigli:

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1- utilizzare pesce congelato o congelare il pesce fresco prima di mangiarlo crudo: l’anisakis e le sue larve muoiono infatti se sottoposti a 60 gradi di temperatura oppure dopo almeno 24 ore a -20°.

2- stessa cosa vale per il pesce marinato: il limone e l’aceto non hanno alcun effetto sul parassita.

Per saperne di più: Direttive e raccomandazioni in merito alla presenza di larve di Anisakis nel pesce, Circolare del Ministero della Sanità.