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RSPP interno o esterno: requisiti e differenze

By 26 Aprile 2024Aprile 29th, 2024Sicurezza sul Lavoro5 min read
RSPP interno o esterno: requisiti e differenze

Quando si parla di sicurezza sul lavoro, una figura di fondamentale importanza è quella dell’RSPP, ovvero il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. 

Questa figura viene nominata direttamente dal datore di lavoro e può essere interno o esterno: nel primo caso, si tratta di un membro del team aziendale che viene investito di questa nuova mansione; nel secondo caso, invece, si parla di un professionista esterno che viene usato come consulente per svolgere questo ruolo. 

In questo articolo vedremo nel dettaglio qual è la differenza tra un RSPP interno e un RSPP esterno, approfondendo nel dettaglio i pro e i contro tra questi due approcci e i requisiti necessari per ricoprire il ruolo di RSPP. 

Requisiti necessari 

Prima di esaminare le differenze tra RSPP interno ed esterno, è importante menzionare e comprendere i requisiti necessari per diventare un RSPP. 

Disciplinata dal Decreto Legislativo 81/08, la figura dell’RSPP deve possedere una preparazione tecnico-scientifica che gli consenta di acquisire conoscenze specifiche in materia di sicurezza sul lavoro. 

Queste conoscenze includono l’organizzazione del lavoro, l’ergonomia, la psicologia applicata al lavoro, l’igiene del lavoro, la tossicologia e il primo soccorso. 

In più, date le peculiarità del ruolo, un RSPP deve avere buone capacità organizzative e relazionali poiché sarà responsabile di coordinare e monitorare le attività di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori all’interno dell’azienda. 

RSPP Assunto direttamente dal datore di lavoro 

La figura dell’RSPP può essere assunta direttamente dal datore di lavoro, sia come dipendente dell’azienda che come consulente esterno. 

Nel caso di un RSPP interno, questa figura sarà parte dell’organizzazione aziendale e coordinerà un servizio di prevenzione e protezione specifico perché avrà una conoscenza approfondita delle dinamiche organizzative e produttive dell’azienda. 

Un RSPP esterno, invece, viene nominato quando all’interno dell’azienda non vi sono dipendenti in possesso dei requisiti professionali adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro. 

In questo caso, l’RSPP può essere un consulente o una figura professionale esterna all’azienda, che viene incaricato di fornire servizi relativi alla prevenzione e protezione dei lavoratori. 

Ma vediamo tutte le casistiche nello specifico. 

RSPP interno 

Il RSPP interno, come già accennato, è una figura che fa già parte dell’organizzazione aziendale e si occupa di coordinare un servizio di prevenzione e protezione interno; questo ruolo è facilitato, sicuramente, dalla sua conoscenza delle dinamiche interne all’ambiente di lavoro.

Conosce i meccanismi produttivi, le gerarchie e le dinamiche organizzative e, di conseguenza, può usare la sua diretta presenza per prendere misure cucite su misura per l’ambiente lavorativo in cui opera giorno dopo giorno. 

RSPP esterno 

Quando, invece, si parla di un RSPP esterno, si intende un consulente o una figura professionale che non fa parte del team dell’azienda e che viene incaricata di fornire servizi di prevenzione e protezione. 

In genere, si opta per questa soluzione quando non vi è un dipendente interno che possa svolgere questo ruolo (per mancanza di requisiti o attestazioni specifiche). 

In questo caso, l’RSPP esterno deve essere un consulente specializzato nel settore della sicurezza sul lavoro o un’azienda che, quotidianamente, fornisce servizi di consulenza in materia di sicurezza. 

RSPP datore di lavoro 

Una terza via percorribile e che va sicuramente menzionata è quella del RSPP Datore di Lavoro (DLSPP). 

In questo caso, il DLSPP è il datore di lavoro che decide di assumere direttamente il ruolo di RSPP all’interno dell’azienda. 

Attenzione però: per ricoprire questo ruolo, il datore di lavoro deve frequentare corsi specifici, come il Corso di Formazione Iniziale per RSPP Datore di Lavoro e il Corso di Aggiornamento per RSPP Datore di Lavoro. 

Solo così potrà acquisire le competenze necessarie per svolgere il ruolo di RSPP e non cadere in pesanti sanzioni in caso di controlli. 

L’RSPP deve essere interno o esterno?

Lo ribadiamo per sicurezza: l’RSPP può essere interno o esterno, a seconda delle esigenze dell’azienda al momento della nomina. 

La scelta, in sostanza, dipende dalle specificità dell’azienda e delle sue necessità in materia di sicurezza sul lavoro. 

In questo contesto, non esiste una scelta migliore o peggiore: entrambe le soluzioni hanno sicuramente dei vantaggi e degli svantaggi, che possiamo riassumere così: 

RSPP interno RSPP esterno 
Conosce bene l’organizzazione aziendale Esperienza esterna e conoscenze specialistiche 
Ha più facilità di comunicazione interna Neutralità e indipendenza 
Costi minori Costi variabili (in base al contratto di consulenza) 

Corsi per RSPP 

Indipendentemente dalla scelta tra RSPP interno o esterno, tutto passa dalla formazione. 

Per essere sicuri di avere forniranno le conoscenze e le competenze necessarie per svolgere il ruolo di RSPP in modo efficace e professionale è necessario frequentare corsi specifici, che includono il Modulo A, il Modulo B e il Modulo C. 

Il Modulo A è quello che copre le competenze base in materia di sicurezza sul lavoro per questa figura ed è l’indiscutibile punto di partenza. Dura 28 ore e affronta tutto quello che bisogna sapere, dalla normativa generale, fino agli elementi da usare per la valutazione dei rischi. 

Il Modulo B è il corso di approfondimento per RSPP, che porta a uno step successivo le conoscenze acquisite nel Modulo A. Dura 48 ore ed è incentrato sull’analisi, prevenzione e gestione dei rischi sul luogo di lavoro. 

Infine, il Modulo C è il corso di specializzazione per RSPP, che fornisce competenze specifiche in determinati settori o ambiti. Dura 24 ore e si focalizza principalmente sui processi di gestione e comunicazione del rischio. 

Qui trovi il programma completo del nostro corso specifico per RSPP. 

È importante sottolineare che i corsi per RSPP devono essere frequentati periodicamente per mantenere le competenze aggiornate e conformi alle normative vigenti. Nello specifico, gli RSPP devono maturare 40 ore di corsi di aggiornamento ogni 5 anni. 

Come è giusto che sia, la sicurezza sul lavoro è una priorità assoluta e la figura del RSPP svolge un ruolo chiave nel garantire un ambiente di lavoro sicuro per tutti i dipendenti. 

Tenendo sempre a mente che la figura dell’RSPP è obbligatoria per legge, la scelta tra uno interno o esterno dipende dalle specificità dell’azienda e dalle sue esigenze in materia di sicurezza. 

Entrambe le figure hanno vantaggi e svantaggi, e la decisione finale dipenderà dalle caratteristiche dell’azienda, dal budget disponibile e dalle esigenze specifiche. 

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