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RSPP: Requisiti, Chi lo nomina, Corsi e Qual è la sua funzione

By 5 Gennaio 2024Sicurezza sul Lavoro8 min read
compito rspp in azienda

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è una figura giuridica obbligatoria per legge all’interno di un’azienda, così come previsto dal Decreto Legislativo 81/2008, anche detto Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro, a tutela e garanzia della Sicurezza sul posto di lavoro. 

Spetta al datore di lavoro, e a lui o lei soltanto in quanto questo compito non è delegabile, la nomina di un RSPP interno o esterno, vale a dire di una figura che può essere sia interna all’azienda, sia un professionista proveniente dall’esterno dell’azienda. 

Per approfondire l’argomento, vediamo punto per punto chi è l’RSPP, quali sono i requisiti richiesti, chi lo nomina, qual è la sua funzione e quali corsi di formazione è necessario seguire per diventarlo. 

Chi è l’RSPP?

Per capire chi è la figura dell’RSPP è necessario partire dalla definizione fornita dal D. Lgs. 81/2008 all’art. 2 comma 1 lett. F), che descrive il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione come la: 

Persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi. 

L’RSPP, in altre parole, è la persona incaricata dal datore di lavoro di coordinare il servizio di prevenzione e protezione aziendale, ovvero l’insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali che possono essere presenti all’interno di un’attività lavorativa. 

Requisiti necessari

Per essere nominati Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, sia che si tratti di RSPP interno che di RSPP esterno, è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti: 

  1. Avere un titolo di studio non inferiore al Diploma di istruzione secondaria; 
  2. In caso di assenza del titolo di studio, è necessario possedere una comprovata esperienza nel ruolo di RSPP di almeno sei mesi; 
  3. Possedere un attestato di frequenza ai corsi di formazione specifici sui rischi sul posto di lavoro; 
  4. Frequentare ogni 5 anni un corso di aggiornamento di diversa durata a seconda del grado di rischio valutato nell’azienda. 

Chi deve nominare il RSPP?

La nomina del RSPP è un obbligo del Datore di Lavoro, che non può essere delegata al dirigente o ad altri collaboratori interni all’azienda (come specificato all’articolo 17 del D. Lgs. 81/08). 

Ove non fosse presente la nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, la responsabilità cadrebbe direttamente sul legale rappresentante della società stessa, in quanto è il soggetto penalmente responsabile dell’assenza in azienda della suddetta figura. 

Chi può essere nominato RSPP?

Il D. Lgs. 81/2008 prevede che l’incarico di RSPP possa essere affidato a: 

  • Un dipendente interno; 
  • Un consulente esterno; 
  • Il datore di lavoro stesso. 

In tutti e tre i casi, i requisiti richiesti per poter essere nominato RSPP sono gli stessi per tutti come elencati poco sopra, oltre a dove frequentare dei precisi corsi di formazione e aggiornamento, come vedremo fra pochi paragrafi. 

Quanti RSPP si possono nominare?

La legge prevede l’obbligo della nomina di un solo RSPP all’interno di un’azienda. Infatti, il datore di lavoro deve affiancarsi un’unica figura RSPP, con lo scopo di rendere efficace ed effettiva la politica aziendale di sicurezza e igiene del lavoro, che deve essere unica e coerente. 

Quando non si deve nominare il RSPP?

Il Testo Unico della Sicurezza prevede, come già chiarito, l’obbligo della nomina di un RSPP. Tale incarico può essere ricoperto anche dal datore di lavoro stesso, purché egli sia in possesso di tutti i requisiti sopraelencati e solamente in certe circostanze previste dalla normativa, quali: 

  • Aziende artigiane fino a 30 addetti; 
  • Aziende industriali fino a 30 addetti; 
  • Aziende agricole e zootecniche fino a 30 addetti; 
  • Aziende della pesca fino a 20 addetti; 
  • altre aziende fino a 200 addetti. 

Il RSPP deve seguire corsi di aggiornamento?

Il RSPP, sia che si tratti di un dipendente interno che di un consulente esterno o del datore di lavoro, è tenuto a frequentare i tre seguenti moduli richiesti per poter esercitare la professione: 

  • (A) 28 ore; 
  • (B) 48 ore, con 12 o 16 ore ulteriori di specializzazione, ovvero: 
    • SP1, SP2, SP3, SP4: corsi di specializzazione, nei quali si approfondisce la tematica della sicurezza con riferimento a particolari settori ATECO 2007, in particolare: 
      • SP1: modulo di specializzazione di 12 ore per il settore ATECO 2007 “A – Agricoltura, silvicoltura e pesca”; 
      • SP2: modulo di specializzazione di 16 ore per il settore ATECO 2007 “B – Estrazione di minerali da cave e miniere” e “F – Costruzioni”; 
      • SP3: modulo di specializzazione di 12 ore per il settore ATECO 2007 “Q, 86.1 e 87 – Sanità e assistenza sociale”; 
      • SP4: modulo di specializzazione di 16 ore per il settore ATECO 2007 “C, 19 e 20 – Attività manifatturiere”. 
  • (C) 24 ore. 

Ove fosse l’RSPP fosse il legale rappresentante, egli deve seguire un corso di formazione della durata di 16, 32 o 48 ore, sulla base del livello di rischio (basso, medio o alto) corrispondente al codice ATECO aziendale. 

La frequentazione dei corsi di aggiornamento deve svolgersi obbligatoriamente ogni 5 anni e la loro durata deve essere di 6, 10 o 14 ore in base al codice di rischio ATECO per il datore di lavoro, mentre gli RSPP interni o esterni devono seguire un aggiornamento di 40 ore ogni 5 anni. 

Con i tecnici professionisti di Gruppo Maurizi è possibile svolgere corsi di formazione specifici per ricoprire questo delicato ruolo, o la presa in carico diretta della funzione di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, per andare incontro a tutti gli adempimenti normativi richiesti dal Decreto Legislativo 81/08 e verificati in sede di ispezione dall’organo di vigilanza competente. 

Per approfondire quanto previsto dalla normativa in merito a formazione e aggiornamento RSPP, seleziona la nostra formazione RSPP. Consulta anche la nostra offerta formativa per la sicurezza sul lavoro. 

RSPP: sanzioni al datore di lavoro per la mancata nomina e la conseguente assenza di formazione/aggiornamento?

ome riportato nell’articolo 17 del Testo Unico della Sicurezza, tra gli obblighi non delegabili del datore di lavoro vi è sia la designazione del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, sia la valutazione dei rischi e la redazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi). 

Il DVR è un documento per l’appunto redatto dal datore di lavoro, ai sensi del D. Lgs. 81/2008, che contiene l’analisi e la valutazione dei rischi per la sicurezza generati dalla regolare attività lavorativa svolta dall’azienda. Lo scopo di tale documento è quello di garantire la sicurezza dei lavoratori, non solo identificando i rischi, ma anche individuando le misure preventive da adottare per evitarli. 

Laddove mancasse la nomina del RSPP o nel caso in cui tale figura non fosse correttamente formata e/o aggiornata, il datore di lavoro può ricevere sanzioni anche molto salate. Le sanzioni penali spettanti al datore di lavoro sono: 

  • l’arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 € a 6.400 € per mancata nomina del RSPP; 
  • l’arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro per la mancata formazione del RSPP; 
  • sanzione amministrativa pecuniaria da 1.228 a 5.528 € in caso di mancata comunicazione all’RSPP dei dati necessari per la redazione del documento di valutazione dei rischi DVR. 

Le sanzioni, invece, relative alla mancata formazione del datore di lavoro che assume il ruolo di RSPP prevedono l’arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.740,00 a 7.014,40 euro.

Responsabilità del Responsabile del Servizio di Prevenzione per la Sicurezza

Per la figura del RSPP la legge non prevede sanzioni contravvenzionali, ma costui è investito sia di responsabilità civile che di responsabilità penale. 

Nel caso della responsabilità civile, può essere di due tipi: 

  1. responsabilità extracontrattuale: prevede che verrà considerato responsabile colui che commette un’azione che cagiona danno a qualcuno, sia essa cosciente o posta in essere per negligenza, la cui conseguenza è il risarcimento del danno. Vale a dire che il mancato rispetto di uno degli obblighi citati dall’art. 33 del D. Lgs. 81/08, qualora diventino causa o concausa di danno, obbligano il RSPP a risarcire i soggetti, siano essi danni patrimoniali o non patrimoniali; 
  2. responsabilità contrattuale: prevede che il RSPP, dal momento che accetta l’incarico, si ritenga contrattualmente vincolato a rispettare e onorare gli obblighi dei propri compiti.  

 Parlando, invece, di responsabilità penale, sebbene il Testo Unico della Sicurezza – come abbiamo già detto – non preveda specifiche sanzioni, tuttavia il RSPP può essere soggetto a responsabilità per reati gravi. Si parla generalmente di “corresponsabilità” con il datore di lavoro, qualora il verificarsi di un evento dannoso sia stato determinato dall’inosservanza dei compiti di prevenzione e protezione specificatamente attribuibili al RSPP e che la legge configura come concausa dell’evento. 

Tali circostanze potrebbero verificarsi nel caso di un infortunio causato della consulenza RSPP effettuata in maniera errata. Ad esempio, se l’RSPP interno a una azienda informasse il datore di lavoro di prevedere delle scarpe antinfortunistiche senza le caratteristiche addizionali idonee a salvaguardare i dipendenti, potrebbe avere, in caso di infortunio del dipendente e in seguito alle indagini da parte dell’organo ispettivo, responsabilità sull’accaduto. 

Differenza fra RSPP e ASPP

L’Addetto del Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP), come indicato nel D. Lgs. n. 81 del 2008, è l’addetto al servizio di prevenzione e protezione, definito all’art. 2 comma 1, lettera g) come la: 

 persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32, facente parte del servizio di cui alla lettera l 

ovvero la persona che si occupa del Servizio di Prevenzione e Protezione all’interno dell’azienda, coordinato dal RSPP. 

Sin da queste poche righe si capisce come RSPP e ASPP non siano figure sovrapponibili, ma complementari. Mentre il RSPP, come abbiamo visto, deve essere nominato obbligatoriamente dal datore di lavoro, l’ASPP può invece essere designato fra i dipendenti dell’azienda. 

L’ASPP può essere interno o esterno all’azienda e le sue funzioni sono di supporto al servizio di prevenzione e protezione, motivo per il quale opera in stretta collaborazione con l’RSPP designato. Come per il RSPP, anche per ricoprire il ruolo di ASPP è necessario frequentare specifici corsi di formazione e aggiornamento e bisogna essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore. 

Per approfondire la figura dell’ASPP, vi consigliamo la lettura del nostro articolo Incarichi RSPP e ASPP. 

RSPP e RLS

È necessario, infine, sottolineare anche la grande differenza fra RSPP e RLS: quest’ultimo, infatti, è il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e il suo ruolo è quello di consultazione e di controllo del rispetto dei diritti dei lavoratori, di cui è appunto il rappresentante. È molto importante non fare confusione fra queste due figure, poiché l’RSPP ha ben altre responsabilità, in quanto rappresentante del datore di lavoro in fatto di Sicurezza sul lavoro. 

Si ricorda che l’applicazione di tutte le misure di prevenzione e protezione da parte dell’organizzazione sono fondamentali, ma l’obiettivo è quello di rendere la prevenzione e la sicurezza il risultato di un sistema, di cultura e valori e di regole condivise applicate da tutti, con l’RSPP nel ruolo di coordinatore. 

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