La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro ha presentato a Bruxelles la quinta edizione del European Working Conditions Survey.

Dalla ricerca sulle condizioni di lavoro in Europa, basata su dati raccolti nel primo semestre 2010, in 34 paesi europei (su un campione di oltre 43 mila lavoratori), emerge che diminuiscono i lavoratori che temono rischi per la propria salute e sicurezza e cresce l’attenzione da parte delle aziende alle condizioni di lavoro.

Ciò ha condotto anche a maggiore attenzione ai training del personale e alla promozione del benessere durante tutta la vita lavorativa. Aumenta dunque del 2% la percentuale dei lavoratori europei soddisfatti dalle proprie condizioni di lavoro, ma un quarto delle aziende ha la sensazione che il lavoro stia avendo un effetto negativo sulla propria salute. Il 90% ritiene di essere adeguatamente informato sui rischi alla salute e sicurezza, ma un quarto delle imprese è preoccupata per la salute e la sicurezza.

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Gli operai rimangono i più esposti ai rischi fisici e professionali. Come negli ultimi 20 anni molti lavori richiedono lavoro fisico, ad esempio il 25% dei lavoratori sono esposti a vibrazioni ed il 33% sopportano carichi pesanti. Rimangono inalterati le esposizioni ai rischi fisici tra i lavoratori manuali: la metà circa dei lavoratori è costretta ad adottare posizioni stancanti o dolorose per circa un quarto del tempo.

Cresce la percentuale degli europei rispetto a 10 anni fa che subisce movimenti ripetitivi di mani e braccia esponendosi al rischio di sovraccarico bio-meccanico. Tra i tipi di rischi che presenta l’ambiente di lavoro si va da ambiente troppo rumorosi, troppo caldi o freddi, fino alla presenza di sostanze che causano malattie. Cresce l’esposizione a prodotti chimici.