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Il vino biologico non garantisce l’assenza di solfiti aggiunti

By 21 Maggio 2024Sicurezza Alimentare4 min read
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Si vedono sempre più di frequente esposti sugli scaffali delle enoteche o nei menù dei ristoranti vini biologici, naturali, biodinamici, ma in pochi consumatori sanno realmente cosa indichino queste nomenclature. Siamo abituati a pensare che, se un prodotto presenta la certificazione “bio”, indicata in etichetta con la famigerata fogliolina di stelline su sfondo verde chiaro, automaticamente sarà sano e sicuro.  

Eppure, quando parliamo di vino biologico, non necessariamente si garantisce l’assenza di solfiti nella bottiglia. Come è noto, è sempre più diffusa l’allergia o intolleranza alimentare ai solfiti: ecco perché è fondamentale saper individuare questo ingrediente, potenzialmente dannoso per la salute dei soggetti sensibili, sull’etichetta del vino. 

Le indicazioni del Ministero dell’Agricoltura

In fase di acquisto della nostra bottiglia di vino è sempre bene controllare tutte le informazioni riportate in etichetta. Ad assicurare le persone affette da allergie o intolleranze alimentari sull’assenza di solfiti nel vino è la dicitura “senza solfiti aggiunti” o “non contiene solfiti aggiunti”. 

Questo tipo di indicazione in etichetta è consentita solo nel caso in cui il vino contenga solo solfiti formatisi naturalmente in seguito alla fermentazione e in concentrazioni non superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro in termini SO2 totale. 

Così ha precisato in una nota il Ministero dell’Agricoltura, che ha richiesto un parere alla Commissione Europea sull’indicazione in etichetta in caso di presenza di solfiti (si veda il Regolamento UE 1169/2011 art. 21, par.1, 2° comma e allegato II, punto 12). 

Nel vino biologico è garantita l’assenza di solfiti aggiunti?

A stabilire i limiti dei solfiti all’interno del vino tradizionale è il Regolamento UE 2019/934, che prevede:  

  • 150 mg/l di SO₂ per i vini rossi; 
  • 200 mg/l per i vini bianchi e rosati. 

Tuttavia, il Regolamento UE 2021/1165, riguardante proprio il vino biologico, prevede una quantità inferiore di solfiti ammessi, ovvero: 

  • 100 mg/l per i vini rossi biologici; 
  • 150 mg/l per i vini bianchi e rosati biologici. 

Sarebbe pertanto un errore dedurre che all’interno del vino biologico sia garantita l’assenza totale di solfiti, soprattutto in caso di allergie e intolleranze. Quello che possiamo dire, invece, è che nel vino biologico, sebbene sia comunque possibile aggiungere solfiti, le quantità sono inferiori rispetto ai vini tradizionali. 

Cosa sono i solfiti presenti nel vino?

I solfiti, o anidride solforosa, sono sali inorganici prodotti dall’anidride solforosa in fase di fermentazione. Grazie alle sue proprietà antisettiche e antiossidanti, la SO₂, nota anche come diossido di zolfo, viene impiegata come conservante dall’industria vinicola. 

Per via della elevata dotazione di polifenoli che li contraddistingue, i vini rossi necessitano di solfitazioni più blande rispetto ai vini bianchi, che sono invece maggiormente esposti a fenomeni ossidativi. 

Qual è l’utilità dei solfiti?

Il ruolo dei solfiti è semplicemente quello di impedire l’ossidazione degli alimenti. Per questa loro capacità, sono stati spesso aggiunti nel vino tradizionale per lasciare inalterate le caratteristiche organolettiche della bottiglia. 

Nell’enologia convenzionale, i solfiti possono essere utilizzati in tutte le fasi della vinificazione in cui vi può essere un contatto più o meno prolungato tra il vino e l’ossigeno: ne sono esempio la fermentazione, il travaso e l’imbottigliamento. Tuttavia, a questo aggiungiamo anche che i solfiti possono essere usati per sanificare botti, presse e altri attrezzi, con lo scopo di impedire lo sviluppo di batteri e microrganismi nocivi. 

I solfiti fanno male alla salute?

I solfiti rientrano tra gli allergeni e quindi tra le sostanze che provocano allergie o intolleranze. Per questo motivo la presenza di solfiti all’interno del vino deve essere sempre segnalata in etichetta, per tutelare quei consumatori con allergie o disturbi alimentari ad essi collegati. 

Le persone ipersensibili ai solfiti, che presentano cioè allergie o intolleranze, se consumano vino che ne contiene in grosse quantità possono manifestare sintomi come vampate, battito cardiaco accelerato, respiro sibilante, orticaria, vertigini, disturbi di stomaco e diarrea, collasso, formicolio o difficoltà a deglutire. 

Qual è la quantità limite di solfiti consentita nel vino?

Come specificato in precedenza, i regolamenti europei hanno previsto limiti specifici per vini bianchi, rosati e rossi a seconda che siano prodotti con metodo tradizionale o biologico. 

Pertanto, qualora i solfiti siano presenti in quantità superiore a 10 mg/litro deve essere presente in etichetta la dicitura “contiene solfiti” secondo quanto previsto dal Regolamento europeo sulle etichette dei prodotti alimentari. 

La speranza è che il loro utilizzo venga ridotto usando tecniche di coltivazione che aumentino la qualità del vino e che riducano l’uso di conservanti, così da avere un prodotto più sano e sicuro per tutti i consumatori, a partire da quelli più sensibili.  

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