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Sostanze chimiche di sintesi negli alimenti: Il rapporto dell’EFSA

L’ Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha reso pubblico il suo rapporto sulla presenza di sostanze chimiche di sintesi negli alimenti.

Il rapporto si incentra su argomenti che destano vivamente gli interessi dei consumatori europei, trattando temi storici quali la presenza di pesticidi e farmaci veterinari negli alimenti, e due tematiche recentemente al centro dell’attenzione riguardanti sostanze ritenute pericoli emergenti in campo di sicurezza alimentare quali l’acrilammide ed i composti tossici che si generano dalla cottura di alcuni oli vegetali (GE e 3- MCPD).

 

Ma quanto sono diffuse le sostanze chimiche di sintesi negli alimenti?

E perché la loro presenza desta tanto interesse?

 

sostanze chimiche negli alimenti

 

Tutta la materia vivente, e quindi anche gli esseri umani, gli animali, le piante e gli alimenti, è costituita da sostanze chimiche.

Il cibo contiene sia naturalmente, sia per aggiunta volontaria o involontaria, una grande varietà di sostanze, alcune utili, come i nutrienti, altre indesiderate quali

  • tossine,
  • residui di pesticidi,
  • micotossine,
  • farmaci per uso veterinario,
  • metalli pesanti

e altri residui introdotti nella catena alimentare durante l’intero ciclo di produzione dell’alimento (la coltivazione, la lavorazione, il trasporto o l’imballaggio).

Esiste inoltre la possibilità che agenti chimici siano presenti negli alimenti come conseguenza di un loro uso improprio (aggiunta in quantità superiori a quelle consentite o in alimenti non consentiti) o illegale (ricorso a sostanze non autorizzate).

I possibili effetti dannosi di queste sostanze sulla salute dei consumatori dipende da vari fattori tra cui l’assorbimento e la tossicità della sostanza, il livello della sostanza nel cibo, la quantità di cibo contaminato consumata, la durata dell’esposizione.

Su espressa richiesta della Commissione europea, L’EFSA monitora annualmente i livelli di sostanze chimiche presenti negli alimenti che consumiamo e pubblica un rapporto per informarci sui risultati ottenuti e sugli eventuali pericoli.

Esistono, infatti, dei limiti stabiliti per legge entro i quali la presenza di sostanze chimiche negli alimenti non risulta dannosa per l’uomo.

In tutta Europa, gli Stati membri raccolgono dati sui livelli di sostanze chimiche presenti negli alimenti allo scopo di verificare la conformità con i livelli massimi di residui.

L’EFSA funge da polo informativo per queste attività di monitoraggio, fornendo una panoramica dei dati raccolti dagli Stati membri dell’UE e analizzati dall’EFSA stessa.

 

Cosa emerge dal rapporto 2016 dell’EFSA?

Per quanto riguarda i fitosanitari, in Europa su un totale di 82.649 campioni analizzati, il 97,1% rientra nei limiti di legge, mentre solo l’1,5% dei campioni risulta avere residui di fitofarmaci in quantità superiore.

Per quanto riguarda i residui di farmaci veterinari, dei 425.000 campioni analizzati, 1500 sono risultati non conformi, pari allo 0,37% del totale.

Anche se quest’ultimo dato è leggermente superiore al range riscontrato nei sette anni precedenti (0,25% -0,34%), in sostanza, i dati emersi in relazione alla presenza di pesticidi e farmaci veterinari risultano rassicuranti in quanto presentano un elevato tasso di conformità agli obiettivi UE.

Più preoccupanti sono i dati riguardanti l’acrilammide, una sostanza che può avere effetti mutageni e cancerogeni e che si sviluppa a temperature di cottura superiori ai 120 °C in prodotti ricchi di amido come cereali e patate, ed i composti tossici che si generano dalla cottura di alcuni oli vegetali (GE e 3- MCPD).

In entrambi i casi tutti i consumatori sembrano esservi esposti ma nei bambini, in ragione del loro peso corporeo più basso, è più facile arrivare a superare la soglia ritenuta sicura.

 

Qual è il ruolo e la funzione del rapporto dell’EFSA sulla presenza di sostanze chimiche di sintesi negli alimenti?

Il rapporto ha lo scopo di mettere in evidenza i numerosi sforzi fatti in Europa per raccogliere, monitorare e analizzare informazioni sui livelli di sostanze chimiche in piante, animali, cibi e bevande allo scopo di valutarli e tenerli sotto controllo.

La collaborazione tra gli stati membri dell’UE e l’EFSA rappresenta uno strumento fondamentale sia per avere un riscontro circa l’efficacia dei controlli in essere, che per individuare nuove modalità per ridurre ulteriormente l’esposizione dei consumatori alle sostanze chimiche, allo scopo di assicurare un livello sempre più elevato di protezione della salute pubblica.

Il documento dell’EFSA, infine, presenta il vantaggio di essere realizzato in maniera tale da comunicare con chiarezza ai cittadini europei, e non solo agli addetti ai lavori, le risultanze del lavoro di valutazione del rischio svolto dall’Autorità, in modo da informare al meglio i consumatore europei.

 

2018-03-19T14:56:44+00:00 02 febbraio 2017|

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