Si celebra domani la Giornata Mondiale della Salute Mondiale 2015 e, tra i principali rischi psicosociali al lavoro, emerge la gravità dello stress nei lavoratori italiani ed europei. Un problema che, secondo L’Unione europea, interessa circa 40 milioni di cittadini.

stress e lavoro

L’importanza della salute mentale e del benessere al lavoro viene anche riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in occasione della Conferenza Ministeriale sulla Salute Mentale del 2005.

Lo stress è uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni di tipo fisiche, psicologiche o sociali e deriva dal fatto che le persone non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative nei loro confronti.

L’individuo è capace di reagire alle pressioni a cui è sottoposto nel breve termine, e queste possono essere considerate positive, ma di fronte ad una esposizione prolungata a forti pressioni egli avverte grosse difficoltà di reazione (Accordo europeo sullo stress sul lavoro dell´8 ottobre 2004).

Lo stress è una risposta “naturale”, “fisiologica”, “normale” dell’organismo (Eustress) che permette di affrontare situazioni problematiche o vissute come tali.

Se queste situazioni si presentano troppo spesso (ricorrenti), assumono caratteristiche di eccessiva difficoltà, durano troppo a lungo e diventano quasi croniche, allora lo stress assume caratteristiche negative (Distress).

Gli stadi che permettono di identificare l’evoluzione dello stress:

  • Allarme: modificazioni biochimico-ormonali, il corpo mobilita energie e risorse per difendersi in modo efficace;
  • Resistenza: l’organismo si riorganizza in senso stabilmente difensivo;
  • Esaurimento: si esaurisce la capacità di adattamento ed avviene il crollo delle difese.

 Lo stress è dannoso quando:

  • La stimolazione è troppo intensa
  • La stimolazione è troppo prolungata
  • Manca il recupero tra una stimolazione e l’altra
  • La stimolazione è di lieve entità, ma sotto soglia di consapevolezza (effetto accumulo)
  • Non è possibile sottrarsi alla stimolazione

Lo stress lavoro-correlato rientra, secondo l’art.28 del D.lgs. 81/08, all’interno di quei fattori che devono essere monitorati all’interno di un’impresa, al fine di salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori e la cui valutazione va inserita nel Documento di Valutazione dei Rischi.

La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato consiste nell’individuazione di indicatori, facilmente e chiaramente misurabili, delle manifestazioni esterne di stress in relazione alle condizioni di lavoro

Gli attori principali in questo processo sono:

  • il Datore di Lavoro (DDL),
  • il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP),
  • il Medico Competente,
  • il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

Gli indicatori dello stress possono essere riferiti a:

  • stress salute mentale 2015Elementi legati al contesto di lavoro, come gli orari, la pressione emotivi e psicologica, la natura dell’organizzazione e la sua cultura interna, le possibilità di partecipazione, etc.
  • Elementi legati al contenuto del lavoro, come la natura del compito, della mansione, la complessità, il contenuto stesso del lavoro e le competenze necessarie per svolgerlo.

La valutazione si basa su due tipologie di criteri:

  • Criteri oggettivi: assenze per malattia, assenteismo, turnazione, lamentele dai lavoratori
  • Criteri soggettivi: la percezione dell’ambiente di lavoro di ogni individuo, violenza e molestie di natura psicologica, problemi disciplinari, tensioni emotive e sociali tra i lavoratori.

Da queste due tipologie di criteri è possibile giungere ad una stima del rischio relativo allo stress lavoro-correlato.

La corretta metodologia d’individuazione degli elementi capaci di generare stress

  • identificare, nella maniera più oggettiva possibile, i fattori di stress legati al lavoro
  • individuare i lavoratori a rischio
  • intervenire suoi potenziali problemi di carattere disciplinare
  • realizzare un’adeguata documentazione sui rischi e sulle relative tecniche di miglioramento da mettere in pratica.

Un’accurata valutazione dello stress lavoro-correlato è, oltre che una buona pratica per la salute dei lavoratori, anche un ottimo modo per evitare cali di produttività dovuti alla non efficiente operatività dei lavoratori che, secondo molti studi, lavorano meno e peggio se in condizioni di stress.

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