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Stress lavoro correlato: prevenire conviene

Stress lavoro correlato e rischi psicosociali rappresentano tra i problemi più rilevanti in tema di salute e sicurezza sul lavoro, non solo per le ripercussioni sulla salute dei lavoratori ma anche delle imprese e dell’economia nazionale

Stress lavoro correlato, da cosa deriva?

Riorganizzazione o precarietà del lavoro, orari di lavoro prolungati o carichi di lavoro eccessivi, bullismo o molestie sono le cause più comuni di stress segnalate dai lavoratori.

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Come si ripercuote lo stress lavoro-correlato sulle aziende?

Si stima sia il motivo all’origine di più della metà dei giorni di assenza per malattia. In Italia equivale a 30 milioni di giornate di lavoro perse l’anno pari ad un costo di 3 milioni di euro.

Lo stress da lavoro  è anche la preoccupazione maggiore dei dirigenti in Europa ma solo meno del 30% ha attuato procedure per affrontare i rischi psicosociali.

Se per i datori di lavoro è comunque difficile gestire questo tipo di rischio rispetto a quelli per la salute e la sicurezza sul lavoro più tradizionali, in Italia la media delle aziende che hanno avviato iniziative per affrontare il fenomeno dello stress lavoro correlato mettendo in campo piani di azioni per fronteggiare i rischi sale al 50%, posizionando il nostro Paese al quinto posto tra gli Stati europei.

A rivelarlo è la seconda indagine Esener sui rischi nuovi ed emergenti promossa dall’Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro (Eu-Osha), svolta su un campione complessivo di quasi 50 mila imprese con almeno cinque dipendenti in 36 Paesi (i 28 dell’UE più Albania, Islanda, Montenegro, Repubblica di Macedonia, Serbia, Turchia, Norvegia e Svizzera).

Quali problemi rischia di affrontare l’azienda e di quale tipo di supporto ha bisogno?

In tempo di crisi conviene prevenire perseguendo un benessere organizzativo anche attraverso la capacità manageriali dell’azienda. La norma italiana prevede l’obbligo per i datori di lavoro di tutelare la salute dei dipendenti, un dovere che si applica anche in presenza di problemi di stress lavoro correlato.

Il Decreto legislativo 81/2008, cosiddetto “Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, dal 1 agosto 2010 ha introdotto l’obbligo di Valutazione del rischio di stress lavoro correlato (ai sensi degli artt. 17 e 28).

L’azienda, in caso di inadempienza, potrebbe andare incontro a sanzioni penali come previsto dalla normativa vigente, con l’arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro ai sensi dell’art. 55 comma 1 lettera b del decreto

spiega Gianpaolo Zaccaria, responsabile dell’area Sicurezza sui luoghi di lavoro e Ambientale del Gruppo Maurizi che, attraverso un team di professionisti, supporta le aziende nella compilazione del questionario necessario ai fini della valutazione preliminare dello stress lavoro correlato e nell’elaborazione delle relative misure di miglioramento, ove previste attraverso soluzioni studiate ad hoc per i diversi casi aziendali.

Il datore di lavoro dell’azienda evita in questo modo le sanzioni previste in caso di inadempienza ma soprattutto dimostra, a fronte di eventuali richieste da parte dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, di aver effettuato la valutazione dello stress lavoro correlato, tema spesso molto attuale tra i lavoratori” aggiunge Zaccaria – Il datore di lavoro sarà, quindi, in grado di spiegare ai lavoratori e ai loro Rappresentanti la metodologia adottata e nel caso le misure di miglioramento che l’azienda nel tempo prevede di attuare”.

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By | 2018-03-19T14:57:15+00:00 29 maggio 2015|

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