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additivi alimentari

Coloranti alimentari: quali sono quelli tossici?

By Sicurezza Alimentare, VarieOne Comment

coloranti-alimentariSpesso ci chiediamo quali sono i coloranti alimentari più pericolosi usati per rendere più attraenti gli alimenti.

Sicuramente il più noto è il blu intenso noto come E133 reso “famoso” alle cronache per il ritiro delle caramelle “Fini Boom Vampirea causa di una quantità superiore ai limiti consentiti.

L’E133 è il colorante Blu Brillante FCF e rientra nell’elenco degli additivi previsti dall’allegato II del Reg. 1333/2008 e s.m.i. e nello specifico nella categoria “ coloranti alimentari con limite massimo combinato”. Il suo utilizzo è ammesso per diverse tipologie di alimenti (per esempio gomme da masticare, bevande aromatizzate, dessert, ecc.) con limiti massimi di utilizzo diversi a seconda delle diverse categorie di alimenti.

E’ importante notare che non è stato classificato e valutato dall’EFSA come “colorante che può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini” come invece i seguenti coloranti alimentari :

  • E110 Sunset Yellow
  • E104 Giallo di chinolina
  • E122 Carmoisina
  • E129 Rosso Allura
  • E102 Tartrazine
  • E124 Ponceau 4R

Gli additivi sono compresi nella lista degli ingredienti e di solito appaiono per ultimi, ma vanno seriamente considerati, imparando prima a conoscerli.

Li troviamo indicati sempre con una “E” e un numero a seguire, ad eccezione degli aromi che possono essere riportati con il loro nome esteso senza la “E”.

I coloranti presenti negli alimenti rientrano appunto tra gli additivi stabiliti per legge e servono per migliorare l’aspetto degli alimenti.

Additivi alimentari: i cambiamenti UE

By Sicurezza Alimentare, VarieNo Comments

Il Regolamento CE n.1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, poi integrato dal Regolamento CE n.1129/2011, applicato a partire dal 1° Giugno 2013, apporta alcune modifiche sostanziali nel campo dell’utilizzo degli additivi alimentari.

Il regolamento CE 1333/2008 ha istituito un elenco dell’Unione di additivi alimentari autorizzati, pubblicato integralmente nel regolamento (UE) n. 1129/2011, e stabilisce le condizioni di impiego, l’etichettatura e le procedure da seguire.

Cosa sono gli additivi alimentari?

Gli additivi alimentari sono tutte quelle sostanze aggiunte ai prodotti alimentari per colorare, dolcificare o conservare e che abbiamo sempre visto in etichetta nella lista degli ingredienti preceduti dalla lettera E o con la loro denominazione.  Ad esempio si tratta di: edulcoranti; coloranti; conservanti; antiossidanti; stabilizzanti; emulsionanti; addensanti e dolcificanti. Nell’Unione europea, oltre a dovere essere indicati in etichetta, devono essere autorizzati ed elencati, insieme con le condizioni di utilizzo, previa verifica sulla loro sicurezza e senza che il consumatore possa essere tratto in inganno.

Di seguito le principali novità introdotte con il nuovo regolamento, che modificano quanto stabilito dalla normativa attualmente in vigore, vale a dire il Decreto Ministeriale n. 209/1996.

Definizioni

Sono state aggiornate le definizioni delle diverse classi di additivi (le varie “conservanti”, “coloranti” e via dicendo). In particolare si può notare che le categorie funzionali sono passate da 24 a 26, ma questo non vuol dire che ne siano state semplicemente aggiunte due. Rispetto alla vecchia normativa sono spariti gli “enzimi”, sono stati inseriti i “supporti” e gli “agenti schiumogeni”. I “propellenti” e i “gas d’imballaggio” fanno ora parte di due categorie distinte (mentre prima erano nella stessa categoria). Alcuni additivi hanno poi cambiato nome (seppur di poco) secondo la seguente tabella:

Normativa precedenteNormativa attuale
Correttori di aciditàRegolatori di acidità
AntischiumogeniAgenti antischiumogeni
GelificantiAgenti gelificanti
UmidificantiAgenti umidificanti
SequestrantiAgenti sequestranti

Principio di trasferimento

Cambiano leggermente i requisiti del principio di trasferimento (cioè quel principio per il quale la presenza di un additivo in un alimento, è diretta conseguenza della presenza di detto additivo in uno dei suoi ingredienti  base). Secondo la nuova normativa l’additivo nel prodotto  finito può derivare da un additivo dell’ingrediente, ma anche (ed ecco la novità) da un aroma o enzima
utilizzato nell’ingrediente.

Leggibilità

Il nuovo Regolamento è stato riorganizzato per facilitarne notevolmente la leggibilità; sono state create delle tabelle per categoria di alimento, riportanti quali e quanti additivi possono essere effettivamente utilizzati in quel particolare alimento. Non sarà più necessario fare confronti trai vari allegati della vecchia normativa per verificare la possibilità di utilizzo (o
meno).

Nomenclatura  additivi (coloranti + edulcoranti)

Viene finalmente stilato un elenco di tutti gli additivi con il loro numero (E100, E101 ecc…) affiancato dalla loro denominazione (Curcumina, Riboflavine ecc…), cosa di cui si sentiva la mancanza, dato che le tabelle precedenti risultavano spesso incomplete. Rimane tuttavia molto vaga la categorizzazione degli additivi.
Vengono infatti stabiliti solo gli elenchi dei coloranti e degli edulcoranti mentre, volendo assegnare un additivo ad una particolare categoria, bisognerà considerare quale sia la sua funzione nel prodotto alimentare.

Sarà quindi sempre possibile ritrovarsi con un singolo additivo che potrebbe ricadere di volta in volta in diverse categorie, non facilitando di certo la comprensione da parte del consumatore.

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