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Rischio Aflatossine e fitofarmaci

By Sicurezza AlimentareOne Comment

Aflatossine e fitofarmaci: nuovo regime di controlli sulle importazioni

Aggiornato l’elenco degli alimenti e mangimi di origine non animale soggetti a un livello accresciuto di controlli ufficiali sulle importazioni. Dal 1 gennaio 2016 si applica il nuovo Regolamento UE 2383/2015.

Una delle modifiche più significative introdotte dalla nuova normativa riguarda l’importazione di arachidi e prodotti derivati provenienti dal Gambia, che subisce controlli per il rischio legato alla presenza di Aflatossine nel 50% dei casi.

Le uve provenienti dal Perù tornano invece ad essere soggette ai soli controlli di routine per i residui di antiparassitari.

Attualmente gli alimenti che risultano subire controlli più numerosi sono quelli provenienti da India ( ad esempio i semi di sesamo, il peperoncino, noce moscata)  e Vietnam (ad esempio menta, basilico, prezzemolo), mentre l’attenzione maggiore è riservata ai pericoli legati ai residui di fitofarmaci ed alle aflatossine.

Il Quadro Normativo

La normativa sui contaminanti dei prodotti alimentari è piuttosto ampia e complessa. Uno dei Regolamenti più importanti, che tutte le aziende alimentari devono tener presente per la propria analisi dei pericoli del proprio piano HACCP, è sicuramente il Reg. CE 1881/06 e smi.

L’ultimo degli aggiornamenti del Regolamento 1881/06 prevede, ad esempio, l’inserimento del riso e dei suoi derivati fra gli alimenti sottoposti a controllo per il contenuto di arsenico.

Il Reg. CE 882/2004 istituisce l’elenco di alimenti e mangimi di origine non animale che, sulla base di rischi noti o emergenti, è soggetto a controlli maggiori all’ingresso sul territorio comunitario (Reg 669/09 e smi)

L’aggiornamento di questo elenco, previsto dallo stesso Regolamento, può attingere da più fonti:

  • notifiche ricevute mediante il RASFF
  • relazioni e informazioni risultanti dalle attività dell’Ufficio alimentare e veterinario
  • relazioni e informazioni ricevute dai paesi terzi
  • scambi di informazioni tra la Commissione, gli Stati membri e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare
  • valutazioni scientifiche.

 

ALTO IL PERICOLO DI MICOTOSSINE IN FRUTTA SECCA E SNACK

By Sicurezza Alimentare, VarieNo Comments

Sono state 3721 le allerte comunitarie nel 2011 di cui il 16% riguardavano la presenza di micotossine negli alimenti. Di queste la maggior parte rilevate nella frutta secca e snack seguite da quelle negli alimenti per animali.

Nel 92% dei casi si trattava di presenza di aflatossine, micotossine particolarmente tossiche prodotte da due specie di Aspergillus, un fungo che si trova in particolare nelle aree caratterizzate da un clima caldo e umido. Le aflatossine inoltre non vengono distrutte con la cottura e nemmeno durante i processi di trasformazione e conservazione tradizionali dei cibi.

Dati però in calo dal 2009 dopo che i controlli sono diventati più efficaci con regolamenti europei che hanno aumentato i controlli verso alcuni Paesi in particolare, ossia i paesi in via di sviluppo che non hanno controlli rigidi e severi come i nostri.

Difficile la gestione del rischio provocato dalla presenza di micotossine negli alimenti che spesso possono essere a loro volta materie prime destinate alla produzione di innumerevoli prodotti finiti.  A entrare nel merito della gestione del rischio è Daniela Maurizi interventuta al IV Congresso Nazionale “Le Micotossine nella Filiera Agro-Alimentare”  approfondendo nello specifico gli aspetti del sistema di autocontrollo adottate dai produttori alimentari.

Le fasi di trasporto degli alimenti sono le più critiche. Fondamentale la corretta applicazione del sistema di autocontrollo nelle principali fasi del processo produttivo, HACCP. Verifiche che non possono prescindere dalle valutazioni sulla qualifica e affidabilità del fornitore e delle materie prime utilizzate.

 

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