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Arsenico nel riso: nuovi controlli

By Sicurezza degli alimentiNo Comments

Arsenico nel riso: cosa cambia per ristoratori e produttori di alimenti?

Il limite di arsenico nel riso e alcuni suoi derivati è fissato dal Reg. UE 2015/1006 del 25 giugno n.201, che modifica il precedente Reg. CE 1881/2006 come illustrato in tabella:

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Perché si ricerca l’arsenico nel riso?

L’arsenico è una sostanza ubiquitaria in natura, trasportata per lo più dall’acqua, ed una delle fonti di esposizione principale per l’uomo sono proprio gli alimenti.

Arsenico nel risoNel riso l’accumulo di arsenico è significativo non solo perché la coltivazione avviene in un terreno allagato, ma anche in virtù della particolare fisiologia della pianta che è in grado di estrarlo dall’ambiente e accumularlo nei suoi chicchi.

L’assunzione eccessiva di questa sostanza da parte dell’uomo è stata associata ad alcune patologie quali lesioni cutanee, cardiopatie e alcune forme di tumore.

Lo studio dell’EFSA

Gli scienziati dell’EFSA (European Food Safety Authority) hanno stimato quale sia la dose giornaliera per la quale l’arsenico possa essere considerato responsabile di un piccolo ma misurabile effetto su un organo umano.

La così detta ‘dose di riferimento’ è stata impostata a 0,3-8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno (μg/kg p.c./giorno).

Gli effetti sono stati misurati in riferimento ad un aumento del rischio di tumore al polmone, della pelle e della vescica, nonché di lesioni cutanee.

Questo limite non deve essere inteso come un “livello di sicurezza”, ma come un parametro a cui fare riferimento nel determinare le dosi massime consentite negli alimenti.

L’assunzione di arsenico nella dieta alimentare

Lo stesso studio ha analizzato anche il consumo di metallo nelle abitudini alimentari, considerandone le quantità rilevate in ogni tipo di alimento e i relativi livelli di consumo tra le varie fasce d’età.

Arsenico-nel-riso-bambiniNe risulta che i più forti consumatori di arsenico sono i bambini sotto i tre anni, per i quali l’esposizione può essere superiore anche di 2-3 volte rispetto agli adulti, e alcuni gruppi etnici.

L’insieme di queste osservazioni ha portato alla necessità di imporre un limite alla quantità di arsenico nel riso.

Le nuove regole si applicheranno dal prossimo anno; i prodotti immessi sul mercato prima di tale data potranno essere commercializzati fino alla naturale data di scadenza o alla minima data di conservazione.

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ALLARME ARSENICO: IN ITALIA IL PROBLEMA E’ NELLE ACQUE

By Sicurezza degli alimenti, VarieNo Comments

Allarme arsenico acqua e riso, la situazione:

Dopo l’allarme arsenico nel riso negli Stati Uniti lanciato da uno studio dell’associazione Consumer Reports, che ha analizzato più  di 200 campioni di una sessantina di prodotti, compresi gli alimenti per bambini, ci domandiamo come sia la situazione nel nostro Paese.

I risultati della ricerca americana hanno mostrato che la maggior parte dei campioni contiene la forma inorganica di arsenico, e quello integrale presenta livelli più alti.

La contaminazione da arsenico può causare tumori della vescica, del polmone e della pelle.

L’agenzia governativa Food and Drug Admnistration (Fda) sta lavorando a una proposta per limitare la quantità di quest’elemento chimico nel riso.

L’arsenico si trova comunemente a basse concentrazioni negli alimenti perché è presente naturalmente nell’ambiente. L’arsenico è più tossico nella forma inorganica (arseniti e arseniati), meno nella forma organica. Il riso ha rispetto agli altri cereali una quantità di arsenico maggiore, la metà della quale è in forma inorganica.

In Italia limiti per l’arsenico negli alimenti sono stati stabiliti solo per i mangimi e per alcune categorie di alimenti:

–          Caffè decaffeinato: 1 mg/l

–          Tè deteinato: 1 mg/l

–          Gomma base: 3 mg/Kg

–          Sale: 0,5 mg/Kg

I bambini, essendo il loro peso corporeo inferiore, possono essere esposti a livelli più alti. Per quanto riguarda il riso (e in particolare la bevanda a base di riso, destinata ai piccoli consumatori), la Food Standard Agency americana, ricorda che tale bevanda non è adatta dal punto di vista nutrizionale a lattanti e bambini (non può sostituire il latte) e di farsi consigliare dal pediatra su scelte alternative.

In Italia, il problema dell’ arsenico nelle acque riguarda un milione di persone.

La normativa che disciplina le acque destinate al consumo umano è il D. Lgs. 31/01 modificato dal D. Lgs. 27/02. Tale decreto fissa il valore limite del parametro arsenico a 10 µg/l.

arsenico-acquaIl Decreto 11 maggio 2011 disciplina alcune deroghe alle caratteristiche di qualità delle acque per alcune Regioni del territorio Nazionale.  In particolare Lazio, Lombardia, Toscana e la provincia autonoma di Trento, grazie a tale decreto hanno usufruito o possono usufruire di una deroga al parametro arsenico fino a 20 µg/l.

Per quanto riguarda la Regione Lazio (dove la presenza di arsenico nelle acque non è di origine antropica bensì di origine geogenica ossia è dato dalla dissoluzione naturale di alcuni minerali che lo contengono)  la deroga riguarda alcuni Comuni prevalentemente della Provincia di Roma (principalmente agro pontino e zona castelli romani: in tutto 90 Comuni) e di Viterbo e scadrà il 31 dicembre 2012.

Pericolo arsenico, le conclusioni:

Da evidenziare che il rischio di assimilazione dell’arsenico non è tanto da misurare in termini di concentrazioni, ma in termini di quantità complessiva assimilata. Per questo:

a.       non deve scandalizzare il fatto che ci sia una deroga da 10 a 20ppb

b.      è giusto, però, che le deroghe abbiano delle scadenze temporali (per più tempo dura la deroga, maggiore è la quantità complessiva che si consente di assimilare)

c.       i soggetti più sensibili sono i bambini in quanto essendo più piccoli, hanno dei livelli di assimilabilità più bassi

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