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‘BIO’ IN ITALIA PIU’ GARANTITO CHE IN AMERICA

By Sicurezza Alimentare, VarieNo Comments

Se in america il “bio” non è sicuro, anzi sembra che non garantisca alimenti più sani rispetto ai prodotti tradizionali, secondo un recente studio effettuato dalla Stanford University Medical Center di cui abbiamo parlato qualche settimana fa, nel nostro Paese la situazione potrebbe essere diversa.

Ci siamo domandati: ma anche in Italia la situazione è così drammatica? Veramente mangiare bio non porta alcun beneficio?

Abbiamo analizzato punto per punto tutti gli aspetti e quanto segue sono le nostre conclusioni:

–       ANTIPARASSITARI:   il Reg. CE 834/2007 e il Reg. CE 889/2008 regolamentano in Europa le sostanze che possono essere utilizzate nei prodotti biologici per combattere eventuali parassiti nelle fasi di coltivazione. Questi sono tutti di origine naturale, mentre molte sostanze utilizzate nell’agricoltura convenzionale sono prodotti di sintesi e a volte pericolosi per la salute umana (e per questo esistono delle dosi massime di utilizzo e dei tempi di carenza ben precisi che devono essere sempre rispettati anche in agricoltura convenzionale).

Non dimentichiamo poi che in agricoltura biologica, molto spesso i coltivatori si avvalgono di microrganismi per la lotta biologica o di sostanze da utilizzare in trappole che quindi non vengono a contatto con l’alimento.

–       CONCIMI: in agricoltura biologica possono essere utilizzati solo concimi naturali: letame, torba, compost, guano, ecc.

–       BENESSERE DEL BESTIAME: il Reg. CE 889/2008 stabilisce nello specifico le superfici coperte e scoperte necessarie per allevamenti biologici: questo con l’intenzione di far si che l’animale viva nel miglior modo possibile, senza lo stress tipico degli allevamenti intensivi.

Naturalmente sono regolamentati anche i mangimi destinati agli animali allevati secondo il sistema biologico.

Tutto questo fa sì che all’interno delle carni ci sia una concentrazione più bassa di ormoni che l’animale produce sotto stress e che non ci sia il rischio di presenza di sostanze chimiche pericolose per il consumatore.

La corretta applicazione di tutto quanto previsto dai Regolamenti già citati viene monitorato da enti di certificazione riconosciuti dalla Comunità Europea.

Tecnici specializzati provvedono allo svolgimento di visite mirate al controllo delle sostanze utilizzate in agricoltura, dei quantitativi, delle quantità di alimenti prodotti, ecc.

Solo in caso di conformità a tutti gli aspetti, l’ente di certificazione emette il certificato che attesta che l’azienda rientra nel regime di agricoltura biologica ed è quindi autorizzata ad utilizzare il logo caratteristico in etichetta. In caso di infrazione invece l’ente può provvedere anche alla sospensione del certificato. A sua volta l’ente di certificazione viene sottoposto a vigilanza dell’autorità competente ai sensi della normativa comunitaria e nazionale vigente.

Infine, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali effettua controlli in campo per verificare eventuali frodi.

AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO BIOLOGICI NON GARANTISCONO CIBO PIU’ SANO

By Sicurezza Alimentare, Sicurezza Ambientale, VarieNo Comments

Per chi fino ad oggi pensava che spendere un po’ di più per gli alimenti a marchio “bio” (in realtà anche un terzo in più!) valesse la pena in termini di salute e benessere da oggi si deve ricredere. Il cibo biologico non è più sano del tradizionale né è del tutto esente da pesticidi.

Ad affermarlo è uno studio dei ricercatori dello Stanford University Medical Centre, in California, in collaborazione con il Veteran Affairs Palo Alto Health Care System secondi il quale gli ortaggi e i frutti ”bio” non comportano alcun vantaggio per la salute rispetto a quelli coltivati con pesticidi e prodotti chimici.

Il dottor Dena Bravata, che ha guidato la ricerca, ha affermato che ”non c’e’ molta differenza tra alimenti biologici e convenzionali, se sei un adulto e intendi prendere una decisione basata esclusivamente sulla salute”.

Gli esperti hanno scoperto come anche gli alimenti convenzionali nella quasi totalità dei casi presentano tracce di pesticidi o antiparassitari al di sotto del livello considerato pericoloso per la salute. Insomma, secondo gli scienziati le differenze sarebbero assolutamente marginali, e non tali da rappresentare un reale vantaggio per la salute.

“Zero pesticidi, fertilizzanti o additivi chimici, ma solo concimi organici, più sostanze nutritive e vitamine” se è questo che si pensa del biologico non è dunque del tutto vero. “Molti credono che il cibo biologico sia sempre piu’ sano e piu’ nutriente – ha spiegato il co-autore della ricerca Crystal Smith-Spangler Siamo rimasti un po’ sorpresi di non aver avuto riscontri in questo senso”.

Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine, raccogliendo dati su frutta, verdura, cereali, carne, latte, polli e uova ottenuti con i criteri bio e confrontandoli con i valori dei prodotti convenzionali, non vi sarebbe addirittura nemmeno la certezza che il cibo biologico possa essere completamente libero dai pesticidi. Nel cibo biologico la possibilita’ di contaminazione dai pesticidi è ridotto del 30% ma non esiste la garanzia di assenza totale, mentre nel cibo convenzionale i livelli di pesticidi sono comunque sempre nei limiti di legge consentiti.

I ricercatori hanno preso in esame una grande rassegna di studi realizzati tra i due tipi di cibo, esaminando 17 studi sugli esseri umani e 223 sui livelli di sostanze nutritive, contaminazioni batteriche, micotiche o di pesticidi. Non sono state trovate differenze rilevanti nel contenuto vitaminico degli alimenti vari, se non un lieve vantaggio dei prodotti biologici per quanto riguarda i valori di vitamine e antiossidanti, ne’ differenze di proteine o grassi tra latte biologico e convenzionale.

Mentre poi la presenza di batteri è equivalente nelle due categorie di prodotti, i microbi trovati in polli e maiali bio risentono meno del fenomeno della resistenza agli antibiotici. Una delle regole dell’allevamento organico infatti è l’uso ridotto al minimo di questa categoria di farmaci.

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