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SISTRI News: sanzioni (forse) in arrivo

By Sicurezza AmbientaleNo Comments

Dopo che agli operatori erano state concesse diverse proroghe per prendere dimestichezza con il sistema attraverso l’applicazione di una sorta di doppio regime che prevede l’utilizzo dei documenti cartacei insieme alle procedure informatiche, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, non vede più proroghe all’orizzonte.

Già prima dell’estate il ministro aveva annunciato:

“Entro la fine di quest’anno vogliamo raggiungere il nostro obiettivo: dotarci di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti tecnologicamente avanzato, efficace e in grado di rappresentare per le imprese, le cui istanze sono state pienamente recepite, la garanzia di operare nella trasparenza e nella legalità”.

Conto alla rovescia per un Sistri 2, nuove tecnologie in nuove mani ma i tempi sono ristretti

Semplificazione, eliminazione dei registri cartacei e riduzione dei costi per le aziende, sono le priorità ribadite più volte dal ministro, che su questa linea aveva dato indicazioni per eliminare le black box e le chiavette Usb, colpevoli di avere messo in crisi gli operatori, e sostituirle con “altri dispositivi elettronici più efficaci”.

Su questa linea sta lavorando la Consip, a cui è stato affidato il compito di trovare un nuovo concessionario che sviluppi tecnologie alternative e gestisca un Sistri 2 attraverso un bando europeo pubblicato a giugno scorso del valore di 260 milioni di euro.

L’azienda che si aggiudicherà l’appalto pertanto dovrà sviluppare queste tecnologie alternative oltre a riprendere in mano quello che era il sistema di tracciabilità e ridefinirlo secondo le nuove direttive.

Sistri news …?

A pochi mesi dalla scadenza stabilita però ancora non si hanno notizie, nemmeno sulla conclusione delle procedure di gara. Ci chiediamo a questo punto come sarà possibile rispettare queste tempistiche.

L’ultima novità che è venuta da Galletti è che “il ministero sta valutando la possibilità di introdurre un contributo di iscrizione simbolico per gli aderenti volontari” e d’altro canto pare voglia estendere il sistema a tutte le tipologie di rifiuti.

Da aprile scorso peraltro era scattato l’obbligo di versare il contributo annuale dopo che il ministro aveva previsto l’obbligo di adesione al Sistri solo per le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti.

Dopo alcuni mesi dall’ultimo upgrade continuano ad arrivare chiarimenti sulle procedure da seguire e sul sito del Sistri è pubblicato un nuovo aggiornamento della guida di supporto all’utilizzo dell’applicativo “Gestione azienda”.

Insomma è evidente che la situazione è caotica né tantomeno sembra preannunciarsene una più chiara a breve.

La CNA ha stimato che per le piccole e medie imprese il costo di questo sistema è di 3.500 euro, molto maggiore all’attuale sistema cartaceo.

Intanto, secondo le indicazioni del Ministero, il sistema deve essere utilizzato così com’è, visto che gli operatori ne hanno già sopportato i costi.

 

Costi del sistri: le aziende chiedono i danni

By Sicurezza Ambientale, VarieNo Comments

I costi del sistri e le ragioni delle aziende

70 milioni di euro è il costo sostenuto da 325.470 imprenditori italiani per iscriversi al Sistri, il sistema telematico per la tracciabilità dei rifiuti pericolosi, acquistare oltre 500mila chiavette usb e quasi 90mila black box e montarle sui propri mezzi.

Oltre ai costi per formare il personale ed organizzare ad hoc le attività produttive, insomma per adeguarsi ad un sistema in realtà mai partito.

Mettiamoci in più le difficoltà che le aziende affrontano in questo momento e si capisce perché le associazioni di categoria sono scese sul piede di guerra per ottenere tramite azioni legali la restituzione da parte del ministero dell’Ambiente di quanto le aziende hanno versato in questi ultimi due anni.

“Abbiamo sempre denunciato le inefficienze e gli inutili costi del Sistri per le imprese chiamate ad attuarlo – dichiarano Cna, Confartigianato, Casartigiani e Confesercenti – Chiediamo una revisione profonda e strutturale del sistema, per semplificare il quadro normativo e le procedure e rendere il Sistri uno strumento di semplice utilizzo, realmente efficace per contrastare le ecomafie e fondato su criteri di trasparenza ed efficienza. In attesa che il sistema possa davvero funzionare, intraprenderemo azioni legali necessarie nei confronti del ministero dell’Ambiente per restituire, alle nostre imprese, risorse che sono quanto mai importanti in questo momento di grave crisi”.

Si associa Confcommercio che chiederà il rimborso, non solo dei contributi Sistri finora versati, ma anche dei costi sostenuti dalle imprese aderenti per implementare il sistema di traciamento.

Il presidente della commissione consiliare Ambiente ed Energia di Confcommercio, Luigi Bianchi, spiega:

“Con l’azione giudiziaria chiederemo il ristoro degli effetti negativi sul sistema produttivo collegati all’introduzione del Sistri, tra i quali si evidenzia la restituzione del contributo versato negli ultimi due anni, per la parte relativa alla quota destinata a garantire il funzionamento di un sistema che non è mai divenuto operativo. In attesa che il sistema possa davvero funzionare l’azione si concretizzerà nella richiesta di risarcimento del danno quantificabile nella diminuzione del patrimonio dei soggetti tenuti ad iscriversi al Sistri a fronte del mancato funzionamento del sistema”.

Per avere un’idea di quanto ha inciso tutto questo su un imprenditore basti pensare che un trasportatore di medie dimensioni ha dovuto spendere nei due anni 35mila euro tra contributi versati, costi per montaggio black box e danno stimato per il fermo automezzi.

Intanto il Ministero va per la sua strada. Formazione, aggiornamento di documenti e altro sul sito ufficiale del Sistri dove ci sono persino informazioni per chi desidera partecipare, dal 28 novembre al 2 dicembre 2011, alla seconda sessione di corsi riservati alle officine interessate all’autorizzazione all’installazione delle black box.

Gli operatori del settore rimangono a guardare, in fondo il 9 febbraio è ancora lontano e, vista la situazione, probabilmente non rimarrà la data definitiva di inizio operatività del Sistri.

Il presidente di Confartigianato di Enna sottolinea che “sono sempre state denunciate le inefficienze e gli inutili costi del Sistri per le imprese obbligate ad attuarlo. Ed allora si chiede una revisione del sistema per semplificare le procedure e il quadro normativo e rendere il Sistri uno strumento di semplice utilizzo, realmente efficace per contrastare le ecomafie e fondato su criteri di trasparenza ed efficienza. Il paradosso, inoltre, sta nel fatto che ci sono titolari di imprese che due anni fa sono stati obbligati ad adeguarsi ad una norma che non è mai stata operativa per le inefficienze tecniche del sistema; tra questi ci sono imprenditori che hanno raggiunto i requisiti d’anzianità contributiva e quindi non esercitano più l’attività ma che comunque hanno sostenuto dei costi per un servizio mai utilizzato”.

La Confartigianato ha inviato una lettera al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, per spiegare in quale realtà si vive nel territorio siciliano ed ennese in particolare.

“Desta ancor più preoccupazione e delusione che il ministro, in quanto siciliana e consapevole della crisi che si vive nel territorio, non intervenga con norme a favore delle piccole imprese”.

 

 GRUPPO MAURIZI CAMBIA SEDE

 

La nostra Azienda è cresciuta negli ultimi anni e la nostra sede crescerà con noi.

Per fare spazio a nuovi progetti, clienti e collaboratori, abbiamo scelto una sede più grande.

Da lunedì 20 giugno potrai trovarci nel nostro nuovo Headquarter a questo indirizzo:

 

Gruppo Maurizi s.r.l.

Via Pellaro 22, 00178 Roma

 

A partire da tale data tutti i campioni del laboratorio dovranno essere spediti e/o consegnati al nuovo indirizzo.

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