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TERRA DEI FUOCHI: I CHIMICI PROPONGONO CONTROLLO SU TUTTI I PRODOTTI ALIMENTARI E SULLE FALDE

By Sicurezza Alimentare, Sicurezza AmbientaleNo Comments

Il Consiglio Nazionale dei Chimici (CNC) propone di sottoporre a controlli tutti i prodotti alimentari provenienti dalla Terra dei fuochi, in modo da garantire che “sia chi produce generi alimentari che i consumatori siano certi che il prodotto che viene da quei territori sia sicuro per l’alimentazione umana” spiega a Rai News 24 Fernando Maurizi, segretario del Consiglio Nazionale dei Chimici.

La terra dei fuochi, non tutta la Campania ovviamente, è da anni una grande discarica a cielo aperto e ciò crea un grave problema per tutti i prodotti che vengono coltivati in quei territori. “La soluzione proposta dai Chimici è di mettere in sicurezza queste discariche costituite prima dell’entrata in vigore della normativa e che pertanto non rispondono oggi ai dettami per garantire una buona discarica – sottolinea Maurizi – di conseguenza l’unica cosa è coprire questi terreni in cui possono essere sotterrate sostanze nocive, ma lasciando i rifiuti dove si trovano e garantire un controllo delle falde. Assolutamente non bisogna spostarli altrimenti si provocherebbe solo una movimentazione di rifiuti andando magari ad inquinare altri posti”.

COME GESTIRE IL PERICOLO MICOTOSSINE

By Sicurezza Alimentare, VarieNo Comments

Il pericolo micotossine

Globalizzazione dei mercati, ed in particolare di quello alimentare, vuol dire maggiori rischi e pericoli legati a cattive pratiche di gestione degli alimenti.

Tra i pericoli che maggiormente interessano la comunità “alimentare” vi è quello delle Micotossine, muffe che possono causare malattie negli esseri umani.

Funghi come l’Aspergillus e il Fusarium producono micotossine, come le aflatossine, che possono causare anche disturbi della crescita nei bambini, cancro al fegato e problemi al sistema immunitario. Secondo la Fao le micotossine ogni anno infettano circa un quarto delle colture agricole del  mondo e provocano la perdita di un miliardo di tonnellate di cibo.

“Sia la Comunità Europea che l’Italia stessa sono sempre all’avanguardia nella gestione delle allerte alimentari, sia nell’ottica della prevenzione che in quella dei controlli. Non a caso da alcuni anni a questa parte si è avvertita la necessità di incrementare i controlli, soprattutto verso quei Paesi considerati a rischio, nei confronti dei quali la richiesta di materie prime si è andata incrementando.

Le  Micotossine, per la loro natura ubiquitaria, sono un pericolo per molte categorie di alimenti e, se mal gestite, possono potenzialmente essere causa di intossicazioni sia nell’uomo che negli animali”.

Lo spiega Fernando Maurizi, Segretario del Consiglio Nazionale dei Chimici all’aperturta stamattina a Roma dell IV Congresso Nazionale sulle micotossine nella filiera Agro-Alimentare  organizzato dall ‘Istituto Superiore di Sanità e dal Consiglio Nazionale dei Chimici e che durerà fino a mercoledì 13 giugno presso l’ Aula Pocchiari dell’ISS in viale Regina Elena 299.

E’ necessario comprendere a fondo quello che è lo stato dell’arte riguardo alle Micotossine. Quanto ne sappiamo?

Quali sono gli effetti dannosi per uomo e animali? Quali le novità nel campo della ricerca?

Solo ricevendo risposte precise e puntuali le imprese possono avere un quadro il più completo possibile per poter gestire il pericolo e per evitare problemi per la popolazione.

“In questa ottica si delinea il ruolo del Chimico che, con le sue competenze può essere considerato una figura di riferimento, una sorta di ‘trait d’union’ capace di mettere in comunicazione tra loro le diverse figure professionali che di volta in volta si alternano nel difficile compito di caratterizzare i diversi aspetti che caratterizzano le Micotossine – sottolinea Maurizi – Senza tralasciare le competenze tecniche che consentono sicuramente ad un chimico di poter comprendere ‘a tutto tondo’ i diversi aspetti legate alle Micotossine, il loro sviluppo, i rischi a loro connessi, le metodiche di analisi, solo per citarne alcuni.

MAURIZI: OLIO DEODORATO E’ FRODE MA NON FA MALE ALLA SALUTE

By Sicurezza Alimentare, VarieNo Comments

Ancora devono entrare in vigore le nuove norme dell’Unione europea sulle caratteristiche degli oli di oliva contro le sofisticazioni e già i consumatori sono messi in guardia sul pericolo di imbattersi in olio deodorato e di cattiva qualità spacciato per extravergine di oliva.

Diversi articoli mettono in allerta i consumatori sulla possibilità di trovare in vendita olio deodorato, extra vergine di oliva “taroccato” con il consenso della legge recentemente emanata dall’Ue. Così il settimanale il Salvagente che critica i limiti troppo alti della legge sebbene la consideri un passo importante per combattere le frodi e quindi per tutelare i consumatori.

Anche ne Il Corriere della sera Margherita De Bac si scaglia contro Bruxelles che attraverso un nuovo regolamento “ha autorizzato un tipo di lavorazione che permette di innalzare i limiti massimi di achil esteri” facendo da megafono alle preoccupazioni di associazioni come Slow food e Confederazione italiana agricoltori.

Va però precisato innanzitutto che non è corretto dire che la deodorazione consente di mettere sul mercato oli ‘non commestibili’ che comporterebbero un danno alla salute. Inoltre se in effetti un un trattamento blando di deodorazione potrebbe consentire ad oli altrimenti fuori legge sopratutto per il PANEL TEST di rientrare nel limite ora imposto di 75 mg/kg di alchil esteri, prima non vi era limite né modo analitico, salvo l’esame organolettico, per scoprire detta frode.

“Ci tengo a rassicurare il consumatore – afferma Fernando Maurizi, segretario del Consiglio nazionale dei chimici – che se è vero che l’olio per essere classificato extravergine di oliva non può essere sottoposto a nessun trattamento sia esso fisico,chimico-fisico o chimico questo trattamento di deodorazione blanda non è invasivo e non comporta per il consumatore danno alimentare ma danno da frode per acquisto  di prodotto di qualità inferiore migliorato organoletticamente con trattamento fisico”.

Come scoprire le adulterazioni dell’olio d’oliva?

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