Skip to main content
Tag

pesticidi

Pesticidi-nelle-acque-in-aumento

Pesticidi nelle acque: Rapporto ISPRA 2016

By Sicurezza AmbientaleNo Comments

È di questi giorni la pubblicazione da parte dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) del rapporto relativo al monitoraggio dei pesticidi nelle acque, sia superficiali che sotterranee, relativo al biennio 2013/2014.

Vediamo alcuni numeri relativi a questo rapporto, come sono stati riportati da diversi organi di informazione:

  • Aumento dei pesticidi nelle acque superficiali nel periodo 2003 – 2014 (+20%)
  • Aumento dei pesticidi nelle acque sotterranee nel periodo 2003 – 2014 (+10%)
  • I pesticidi contaminano il 63,9% dei laghi e dei fiumi Italiani

Basterebbero questi numeri per suscitare la preoccupazione di chi legge, portando alla dovuta riflessione sulla sicurezza delle acque che molto spesso vengono utilizzate anche per alimentare la rete idrica.

Tuttavia riteniamo doveroso fare maggiore chiarezza, riportando i dati come proposti nel rapporto stesso.

Innanzi tutto, come ammette la stessa ISPRA, i dati sono parziali nella misura in cui soprattutto per le acque sotterranee sono assenti i dati di alcune Regioni (Calabria, Molise, Basilicata, Campania e Puglia).

Il dato relativo alla percentuale delle acque inquinate è in realtà da riferirsi ai punti di prelevamento, nei quali certamente è stato effettuato più di un campionamento.

Questo dato, riletto da questa prospettiva è sicuramente meno allarmante.

Sempre stando a quanto scritto dall’ISPRA, l’adeguatezza del monitoraggio eseguito non è stata valutata secondo quelli che dovrebbero essere i termini più adeguati per dare un giudizio, per mancanza di informazioni adeguate inerenti le diverse specificità territoriali e le pressioni antropiche.

Altro dato che deve far riflettere è quello relativo al numero e tipologia di sostanze ricercate, per le quali assistiamo a grandissime discrepanze sul territorio nazionale (per le acque superficiali si passa dalle 180 sostanze ricercate dalla Sicilia, alle 22 cercate dalle Marche; per le acque sotterranee dalle 180 sempre della Sicilia alle 5 sempre delle Marche).

I dati in genere sono poi riferiti nella maggior parte dei casi alle regioni del Nord Italia, mentre scendendo verso Sud i dati si diradano.

I limiti per i pesticidi nelle acque (per uso potabile e sotterranee) sono rispettivamente di 0,1 µg/l per il singolo pesticida e 0,5 µg/l per la somma di questi.

Confrontando i risultati con questi limiti, emerge un quadro più confortante, dato che la presenza di pesticidi in molti casi è stata valutata come entro i limiti che non devono essere superati al fine di proteggere la salute umana e l’ambiente.

punti di monitoraggio pesticidi nelle acque tabella

Altro dato interessante è quello relativo ai singoli pesticidi, dal quale emerge che, se per molti di essi la percentuale di casi in cui la presenza è stata riscontrata al di sopra degli standard di qualità ambientale oscilla tra lo 0,2% e il 4% (quindi accettabile), per alcuni di essi si sono riscontrate percentuali ben più elevate (Glifosato – 25,2%, AMPA – 52,2%, Triciclazolo – 25,8%; dati riferiti alle acque superficiali); da questo dato si potrebbe dedurre che la maggior parte dell’inquinamento delle acque sia responsabilità di poche sostanze.

Infine vogliamo porre l’attenzione sul dato relativo all’aumento di pesticidi negli ultimi 12 anni, segnalato come prepotentemente in ascesa (+ 20% nelle acque superficiali e + 10% in quelle sotterranee).

Tuttavia questo dato andrebbe letto anche alla luce dell’aumento delle sostanze ricercate che, come è possibile leggere nel rapporto, ha toccato il suo massimo proprio nel 2014 almeno per le acque superficiali.

Vogliamo finire con un commento relativo alla concentrazione media dei pesticidi totali che sembra avere un trend in discesa negli ultimi anni, che è arrivato al di sotto della soglia di 0,5 µg/l, considerata di sicurezza.

concentrazione media pesticidi nelle acque superficiali grafico

concentrazione media pesticidi nelle acque sotterranee grafico 2

Naturalmente i dati da noi analizzati e qui riproposti sono assolutamente parziali e non pretendono di valutare in toto il rapporto ISPRA, che raccoglie una serie di dati comunque molto consistente. Quello che si è voluto fare, come premesso, è cercare di smussare alcuni aspetti forse eccessivamente enfatizzati dai media.

Tuttavia, come già detto, i dati della relazione sono incompleti e non permettono di dare un giudizio definitivo, anche se mettono in evidenza alcune criticità da non sottovalutare; in particolare sarebbe interessante poter avere a disposizione i dati completi e confrontabili su tutto il territorio nazionale.

Emerge dunque un quadro che può essere solo parziale e non esaustivo, sebbene il lavoro svolto sia senz’altro utile per tracciare la strada verso una comprensione sempre maggiore dell’impatto dei pesticidi sulle nostre acque che sono un pericolo da monitorare con grande attenzione.

Per una ulteriore consultazione trovate qui il rapporto dell’ISPRA.

nostra pasta pesticidi

Quanto è sicura la nostra pasta?

By Laboratorio, Sicurezza AlimentareNo Comments

La pasta è uno dei simboli del “made in Italy” ed è giustamente un alimento del quale il nostro Paese si vanta in quanto a qualità e bontà. Tuttavia, così come per altri alimenti, anche la pasta è esposta a pericoli che possono renderla un alimento non così appetibile per il consumatore.

Tra i pericoli più frequenti non possiamo sicuramente tralasciare i pesticidi (o come sono meglio conosciuti in gergo tecnico, i residui di antiparassitari) e le micotossine.

Le differenze tra i due sono abbastanza marcate sia dal punto di vista dell’origine del pericolo, sia dal punto di vista della possibile gestione da parte delle aziende.

Cosa è emerso dalle analisi di laboratorio?

[fusion_builder_container hundred_percent=”yes” overflow=”visible”][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”no” center_content=”no” min_height=”none”][fusion_youtube id=”_FltcUA4Ohw” width=”600″ height=”350″ autoplay=”no” api_params=”” class=””/]

I residui di antiparassitari sono, come dice il loro nome, dei residui di prodotti di sintesi, utilizzati nel campo agricolo per proteggere le colture dai parassiti che potrebbero danneggiarle; sono quindi classificabili come un pericolo chimico. Vi è un elenco di questi prodotti sia nella normativa Europea (Reg. C.E. 396/05) che in quella Italiana (Decr. Min. Sal. 27/08/04) e per ognuno di essi viene indicato se possano essere utilizzati su un particolare alimento, oltre a un limite di concentrazione massimo consentito.

Per le aziende produttrici di pasta, quindi di un prodotto finito che utilizza una materia prima (il grano) trattata con antiparassitari, tenerne sotto controllo le concentrazioni è un compito assai arduo dato che la materia prima stessa non è sotto il loro diretto controllo. In questa fase diventa quindi cruciale una adeguata qualificazione dei fornitori, attraverso la quale garantire la qualità delle materie prime utilizzate. Di sicuro aiuto è anche un programma di controlli presso i fornitori stessi, per verificare le modalità operative utilizzate durante la coltivazione. In linea generale le paste sottoposte ad analisi hanno evidenziato dei residui di antiparassitari assenti, o presenti in quantità molto al di sotto dei limiti di legge, indice di una materia prima di qualità. La presenza sporadica può essere dovuta, oltre che ad un utilizzo diretto dell’antiparassitario, a contaminazioni indirette (in genere gli antiparassitari sono applicati in forma di aerosol, quindi facilmente diffondibili con il vento) da coltivazioni adiacenti.

Le micotossine sono delle tossine derivanti dalla presenza di funghi, spesso presenti nei locali dove la pasta viene stoccata. Rispetto agli antiparassitari, stiamo parlando dunque di un pericolo microbiologico che può invece essere facilmente controllato dalle aziende produttrici di pasta (con la corretta manutenzione dei locali, con il controllo delle condizioni di umidità degli ambienti ecc.).

Anche in questo caso i risultati dei test hanno fornito un quadro soddisfacente, dato che tutti i valori riscontrati sono risultati al di sotto dei limiti di legge stabiliti dal Reg. CE 1881/06.

pesticidi-negli-spaghettiNell’ambito delle micotossine riveste un ruolo molto importante il DON (Deossinivalenolo), una micotossina che, pur essendo stata dichiarata non cancerogena nel 1993, è ancora al centro di studi e approfondimenti. Attualmente la Commissione Europea ha commissionato all’EFSA (European Food Safety Authority – Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) uno studio relativo agli effetti dei metaboliti del DON sulla popolazione. Lo studio, il cui termine era stato originariamente previsto per Dicembre 2015, è stato prorogato fino a Luglio 2016, per consentire di ottenere una serie di dati più esaustivi possibile. Questo giustifica la grande attenzione per questa micotossina e spiega il perché venga sempre inclusa nei parametri da ricercare.

Un dato interessante, emerso dai valori di DON riscontrati sui campioni di pasta (ricordiamolo, sempre al di sotto dei limiti di legge previsti per la pasta secca), è quello relativo ai limiti previsti per questo contaminante negli alimenti per lattanti e bambini (da zero a tre anni). In alcuni casi, i valori di DON rilevati nei campioni esaminati, oltrepassano il limite previsto, pari a 200 ppb (µg/Kg), facendo quindi scattare un campanello d’allarme.

Tuttavia, c’è da considerare che quando la Normativa menziona gli alimenti per lattanti e bambini, si riferisce ad alimenti specificamente realizzati e commercializzati per questa categoria di utenti. Dunque, laddove non vi siano sull’alimento espliciti richiami ai lattanti e bambini, il limite sopra riportato non può essere considerato un parametro realmente discriminante.

Può essere invece utilizzato come spunto per capire come sia fondamentale una adeguata formazione ed informazione al consumatore; un genitore deve sapere che un prodotto “per adulti” può non avere tutte le caratteristiche idonee ad essere consumato dai bambini, per i quali sono invece poste in commercio delle alternative appositamente realizzate.

In conclusione, tutte le paste analizzate sono risultate sicure da un punto di vista della presenza di contaminanti (siano essi chimici o microbiologici), confermando la qualità di questo prodotto di punta della produzione alimentare Italiana.

[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO BIOLOGICI NON GARANTISCONO CIBO PIU’ SANO

By Sicurezza Alimentare, Sicurezza Ambientale, VarieNo Comments

Per chi fino ad oggi pensava che spendere un po’ di più per gli alimenti a marchio “bio” (in realtà anche un terzo in più!) valesse la pena in termini di salute e benessere da oggi si deve ricredere. Il cibo biologico non è più sano del tradizionale né è del tutto esente da pesticidi.

Ad affermarlo è uno studio dei ricercatori dello Stanford University Medical Centre, in California, in collaborazione con il Veteran Affairs Palo Alto Health Care System secondi il quale gli ortaggi e i frutti ”bio” non comportano alcun vantaggio per la salute rispetto a quelli coltivati con pesticidi e prodotti chimici.

Il dottor Dena Bravata, che ha guidato la ricerca, ha affermato che ”non c’e’ molta differenza tra alimenti biologici e convenzionali, se sei un adulto e intendi prendere una decisione basata esclusivamente sulla salute”.

Gli esperti hanno scoperto come anche gli alimenti convenzionali nella quasi totalità dei casi presentano tracce di pesticidi o antiparassitari al di sotto del livello considerato pericoloso per la salute. Insomma, secondo gli scienziati le differenze sarebbero assolutamente marginali, e non tali da rappresentare un reale vantaggio per la salute.

 “Zero pesticidi, fertilizzanti o additivi chimici, ma solo concimi organici, più sostanze nutritive e vitamine” se è questo che si pensa del biologico non è dunque del tutto vero. “Molti credono che il cibo biologico sia sempre piu’ sano e piu’ nutriente – ha spiegato il co-autore della ricerca Crystal Smith-Spangler Siamo rimasti un po’ sorpresi di non aver avuto riscontri in questo senso”.

Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine, raccogliendo dati su frutta, verdura, cereali, carne, latte, polli e uova ottenuti con i criteri bio e confrontandoli con i valori dei prodotti convenzionali, non vi sarebbe addirittura nemmeno la certezza che il cibo biologico possa essere completamente libero dai pesticidi. Nel cibo biologico la possibilita’ di contaminazione dai pesticidi è ridotto del 30% ma non esiste la garanzia di assenza totale, mentre nel cibo convenzionale i livelli di pesticidi sono comunque sempre nei limiti di legge consentiti.

I ricercatori hanno preso in esame una grande rassegna di studi realizzati tra i due tipi di cibo, esaminando 17 studi sugli esseri umani e 223 sui livelli di sostanze nutritive, contaminazioni batteriche, micotiche o di pesticidi. Non sono state trovate differenze rilevanti nel contenuto vitaminico degli alimenti vari, se non un lieve vantaggio dei prodotti biologici per quanto riguarda i valori di vitamine e antiossidanti, ne’ differenze di proteine o grassi tra latte biologico e convenzionale.

Mentre poi la presenza di batteri è equivalente nelle due categorie di prodotti, i microbi trovati in polli e maiali bio risentono meno del fenomeno della resistenza agli antibiotici. Una delle regole dell’allevamento organico infatti è l’uso ridotto al minimo di questa categoria di farmaci.

 

 GRUPPO MAURIZI CAMBIA SEDE

 

La nostra Azienda è cresciuta negli ultimi anni e la nostra sede crescerà con noi.

Per fare spazio a nuovi progetti, clienti e collaboratori, abbiamo scelto una sede più grande.

Da lunedì 20 giugno potrai trovarci nel nostro nuovo Headquarter a questo indirizzo:

 

Gruppo Maurizi s.r.l.

Via Pellaro 22, 00178 Roma

 

A partire da tale data tutti i campioni del laboratorio dovranno essere spediti e/o consegnati al nuovo indirizzo.

This will close in 0 seconds

Richiedi una consulenza
icona-preventivo