Skip to main content
Tag

rasff

RASFF: Le allerte alimentari di Giugno

By RASFF, Sicurezza AlimentareNo Comments

Cos’è il RASFF 

Il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rapid Alert System for Food and Feed, da cui l’acronimo 

RASFF) è un network per lo scambio di informazioni tra Commissione europea, Autorità europea per la 

sicurezza alimentare (EFSA) ed autorità sanitarie europee. Senza il RASFF non sarebbe possibili ritirare 

prontamente dal mercato i prodotti oggetto di allerta, che possono rappresentare un rischio grave per la 

salute. 

 

Il RASFF di Giugno 

Per il mese di Giugno si registrano 130 allerte. Il grafico mostra la quota registrata per i singoli alimenti:  

I dati maggiori sono quelli relativi a frutta e verdura (33), pollame (30), noci e nocciole e prodotti a base di noci e nocciole (21).

Per quanto riguarda i pericoli, le segnalazioni si registrano per un gruppo ristretto.

I dati più significativi sono quelli relativi a salmonella (43), micotossine (29), e pesticidi (26)

Le informazioni del Ministero della salute

Il Ministero della salute comunica, tramite portale, i richiami dei prodotti alimentari da parte degli operatori. La pubblicazione sul sito del Ministero è a cura della Regione competente su segnalazione dell’operatore del settore alimentare previa valutazione della ASL.

Per il mese di Giugno, sono stati pubblicati i seguenti richiami:

 

  • Insalata russa, Bontà Gastronomiche, L PA200522 – Richiamo per rischio microbiologico
  • Strozzapreti del Fumaiolo, Fumaiolo srl, L 004/22 – Richiamo per rischio fisico
  • Caffe’ torrefatto e macinato gusto classico JUANITO 250 g, DICO SpA (Roma), L D06X – Richiamo per rischio chimico
  • Pestato di carciofi con olio extravergine di oliva, Sole e Terra del Vesuvio srl, L 31820A22 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • pesce gatto,sardine,stoccafisso,mazzancolle,pesce lucertola,tilapia,suro,umbrina, Alimenti dal Mondo – L vari – Italia srl – Richiamo per rischio microbiologico
  • BIO Tofu medallions mit spinat, Natur Aktive – Biolab srl Gorizia, L 21170, 21166, 21079, 22292 – Richiamo per rischio microbiologico
  • Semi di chia (Salvia hispanica), NoiVoi, L 07/05/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Semi di chia – biologico, Ohi vita, L 09/06/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Semi di chia, Carrefour L 16/04/23, 04/03/23, 27/01/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Semi di Chia, DBT – L 24/04/23, 07/04/23, 26/02/23, 08/01/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Semi di chia (Salvia hispanica), Cucina e sapori, L 11/06/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Mix Insalata alla Mediterranea – Misto di semi con pomodori secchi e semi di chia (Salvia hispanica), Happy Harvest, L 12/01/23, 27/08/22, 05/10/22, 24/11/22, 10/03/23, 28/04/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Semi di Chia (Salvia hispanica), I Biologici, L 08/05/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
allerte-in-italia-novembre

Novembre 2017 – Le Allerte RASFF d’autunno

By Sicurezza AlimentareNo Comments
[fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” parallax_speed=”0.3″ video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” overlay_color=”” video_preview_image=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” padding_top=”” padding_bottom=”” padding_left=”” padding_right=””][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” border_position=”all” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” center_content=”no” last=”no” min_height=”” hover_type=”none” link=””][fusion_text]

I richiami del Ministero della Salute di novembre

  • Porchetta di Ariccia I.G.P. – Fa.Lu.Cioli Srl (confezioni sottovuoto peso medio 150 g) L: 021017 scad. 31/12/17 : presenza  di Listeria Monocytogenes
  • Formaggi caprino pimpinella,caprino semistagionato, conciato, conciato romano– Azienda Agricola Le Curti (in varie pezzature) : Lo stabilimento di produzione non è né registrato né riconosciuto ai sensi della normativa vigente, non rispetta inoltre i requisiti igienici sanitari previsti dalla legislazione comunitaria. Non c’è evidenza che il latte utilizzato rispetti i criteri previsti da normativa.
  • Ostrica Concava – M.Gi.B. (più lotti di produzione con date di scadenza 11-12-13-14-15 novembre 2017 : presenza di biotossine algali (PSP)
  • Ostrica – Bonapesca srl L: 8144024312 e L: 8144024313 : presenza di biotossine algali (PSP)
  • Filetti di acciughe in Olio di Oliva– ATHENA (barattolo in vetro da 80 g) L:SK343A : Istamina oltre il limite

Porchetta di Ariccia colpita da Listeria

Richiamato dal commercio un lotto del rinomato prodotto tipico della provincia di Roma per presenza di un pericoloso batterio: Listeria Monocytogenes. Esso è responsabile della listeriosi, una patologia causata dall’ingestione di alimenti contaminati.

Il batterio può svilupparsi nelle verdure crude, nel latte non pastorizzato, nelle carni crude o poco cotte, ma anche negli alimenti lavorati e pronti al consumo. Fortunatamente la tossinfezione da Listeria è piuttosto rara, e nei soggetti sani non comporta gravi problematiche solitamente, ma nei casi di donne in gravidanza o in persone immuno compromesse può essere responsabile di meningiti.

Fondamentali per prevenire il rischio di contaminazione da Listeria sono il costante mantenimento dei requisiti operativi:

  1. idonee condizioni igieniche delle aree e delle attrezzature di lavoro
  2. corrette temperature di conservazione (inferiori a 4°C)
  3. separazione tra alimenti crudi e cotti e tra tipologie diverse di alimenti
  4. cottura accurata
  5. evitare la conservazione degli alimenti per tempi troppo lunghi

La tempestiva comunicazione dell’ Operatore del Settore Alimentare agli organi competenti, le procedure di richiamo attivate e l’informazione al consumatore minimizzeranno il pericolo di diffusione.

Stabilimenti di produzione: obblighi e responsabilità

Lo stabilimento di produzione di qualsiasi tipologia di alimenti ha una enorme responsabilità nel garantire la sicurezza dei propri prodotti. Strutture non autorizzate e senza i necessari requisiti di igiene, il non rispetto dei criteri di sicurezza previsti dalle normative vigenti, e delle procedure da attivare in caso di necessità, sono i maggiori responsabili di pericoli reali per la salute del consumatore!

Biotossine algali

Tornano tra i pericoli dei prodotti ittici in commercio le biotossine algali, già oggetto di allerta anche nei mesi precedenti.

Nei mesi di settembre e maggio sono stati evidenziati tre casi: rappresentati rispettivamente da cozze, vongole, e da ostriche commercializzate anche in Italia. In questo caso due aziende distributrici italiane richiamano ostriche a causa di rischio di avvelenamento di tipo PSP (Sindrome paralitica da molluschi bivalvi).

Le tossine prodotte da queste alghe colpiscono il sistema nervoso causando l’arresto della trasmissione degli impulsi nei nervi periferici e nei muscoli scheletrici. Questo può determinare, nei casi più gravi, arresto cardiaco o blocco della funzionalità respiratoria.

Ricordiamo che i molluschi, in quanto organismi filtratori, sono accumulatori delle sostanze disciolte in acqua, ed in occasione di fioriture di alghe tossiche ne assorbono le pericolose tossine. In fase di acquisto “Occhio all’etichetta”!

Essa fornisce le indicazioni di origine, potrete valutare se provengono da acque controllate.

Non è nuova l’allerta su prodotti ittici dovuta ad elevati livelli di istamina, a novembre ha colpito filetti di alici commercializzati in Italia.

Allerte RASFF – La situazione a Novembre

pericoli-alimentari-novembre-2017

In controtendenza rispetto all’andamento dei mesi precedenti, le allerte relative ai prodotti ittici questa volta sono poco rappresentate, i pericoli istamina e mercurio rappresentano meno del 3% dei casi.

Guadagna invece il primo posto per numero di allerte emanate la categoria frutta e vegetali. Il pericolo correlato a questa tipologia di prodotto è rappresentato prevalentemente dai pesticidi (vedi il nostro articolo sulle allerte segnalate nel mese di Giugno).

I dati indicano la Cina come Paese di provenienza di quasi tutti i prodotti ortofrutticoli.

A novembre si riscontra una percentuale non trascurabile del pericolo allergeni. Ancora una volta essi manifestano la loro caratteristica di pericolo ubiquitario, essendo distribuiti in modo piuttosto uniforme in una grande varietà di alimenti (che contribuiscono alla percentuale della voce “Altri Alimenti”).

Le contaminazioni chimiche del mese di novembre comprendono diversi casi di materiali destinati al contatto con gli alimenti non idonei (cessione di sostanze indesiderate).

Restano ancora considerevoli i pericoli sugli alimenti dietetici ed integratori alimentari: le allerte riguardano, così come per i mesi precedenti, l’utilizzo di sostanze non consentite o superiori ai limiti (solitamente ad azione stimolante, e/o a supposta azione dimagrante).

Le allerte riguardanti il batterio Salmonella si distribuiscono nelle categorie dei prodotti carnei.

allerte-novembre-per-categoria-alimentare

La situazione a Novembre in Italia

allerte-in-italia-novembre

Interessante il dato relativo al numero di allerte, tra i prodotti commercializzati anche nel nostro Paese,  per:

Frutta e vegetali – delle cinque allerte diramate, tre riguardano presenza di pesticidi, tutti prodotti provenienti dalla Cina; un prodotto di origine italiana presenta micotossine; un prodotto con contaminazione fisica è di provenienza spagnola.

Piatti pronti e snack –  problematiche relative a contaminazioni fisiche (rinvenimento di frammenti metallici, in vetro, in plastica).

Le restanti categorie di prodotti mantengono una distribuzione delle allerte piuttosto uniforme.

Le diverse tipologie di alimenti sono caratterizzate dai pericoli tipici della categoria:

  • biotossine nei molluschi,
  • micotossine nei cereali,
  • contaminazione chimica da cessione per i materiali a contatto,
  • salmonella nelle carni di pollame.
[/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container][fusion_global id=”19367″]
allerte-in-italia-ottobre-2017

RASFF: richiami e allerte del mese di Ottobre

By Sicurezza AlimentareNo Comments

I richiami dal commercio in Italia del mese di Ottobre

  • 27/10/17 Formaggi ovi-caprini freschi, stagionati e speziati – Azienda Agricola Le Curti. Richiamati dal commercio per assenza di registrazione dello stabilimento di produzione, e per mancanza dei requisiti igienico sanitari previsti dalla normativa vigente. Il prodotto non è ritenuto sicuro per la salute.
  • 25/10/17 Yogurt cremoso cereali – Pittalis. L’azienda segnala che il prodotto (confezione in vetro da 140 g, lotti: SC 07/11/12017; SC 21/11/12017; SC 23/12/12017) pur mostrando in etichetta la dicitura “senza glutine”, contiene invece l’allergene. Avviso per eventuali acquirenti celiaci a non consumare il prodotto ed a riconsegnarlo presso il negozio di acquisto. 
  • 12/10/17 Farina di mais – Az. Agricola Buono & bio di Alberto Libé. Il prodotto (confezione da 1 Kg, lotto: 17081, TMC: 22/03/18) presenta micotossine (fumonisine).
  • 11/10/17 Cime di Rapa – Gusto del Salento. L’alimento, prodotto dalla Soc. Coop. Agr. Natura a r.l. (confezioni in barattoli in vetro da 400g), è responsabile di un caso confermato di botulismo alimentare. Non consumare assolutamente i prodotto, restituirlo al punto vendita.

 

Tra i richiami dal commercio più rilevanti emanati nel mese appena trascorso dal Ministero della Salute annoveriamo una serie di pericoli piuttosto eterogenea: tutti accomunati dall’estrema rilevanza del rischio.

La pericolosa tossina botulinica, prodotta dal batterio Clostridium Botulinum ad esempio. Essa è la responsabile del botulismo alimentare, una malattia paralizzante che può essere letale. Gli alimenti più colpiti sono rappresentati in prevalenza dalle conserve vegetali, in particolar modo quando non vengono rispettate idonee procedure di sterilizzazione e di acidificazione dei prodotti.

 

Come difendersi

Leggi l’etichetta! Non smetteremo mai di ricordare che l’etichetta è la carta di identità di ciò che mangiamo.

Ciò che essa riporta può evitare gravi pericoli per la salute, ma può anche esserne causa se le informazioni sono scorrette, come nel caso della dicitura “senza glutine” che non corrisponde a realtà!

Ed ancora, la presenza di tossine negli alimenti (come le micotossine potenzialmente presenti nelle farine) è un pericolo che può essere tenuto sotto controllo attraverso un costante piano di analisi specifiche sul prodotto.

Non di minore importanza è la registrazione di qualsiasi stabilimento di produzione alimenti! Le autorità di controllo devono essere a conoscenza di CHI produce CHE COSA! In modo da poter tenere sotto controllo gli alimenti commercializzati, sia da un punto di vista analitico se necessario (attraverso campionamenti ed analisi mirate), sia attraverso verifiche dei requisiti igienico sanitari necessari a garantire la salute del consumatore.

 

Questi dati mostrano, anche considerando soltanto prodotti provenienti dal nostro Paese, quanto è ampia la variabilità dei pericoli cui siamo soggetti.

È fondamentale quindi non abbassare mai la guardia.

 

Allerte del RASFF di Ottobre in Europa:

allerte rasff ottobre 2017

 

Incrociando i dati dei due grafici riusciamo ad ottenere le informazioni circa l’andamento dei pericoli maggiormente rappresentati e la relativa tipologia di alimenti che generalmente ne è soggetta.

distribuzione-pericoli-ottobre-2017-rasff

 

Il mese di ottobre è stato caratterizzato da numerose allerte riguardanti gli allergeni, e come già confermato dagli andamenti dei mesi precedenti, la tipologia di prodotti che manifesta questo pericolo è estremamente varia: dai piatti pronti, a noci, nocciole, cerali, ed alimenti vario genere, sottolineando ancora una volta l’onnipresenza di questo rischio.

La presenza di mercurio ed istamina nel pesce conferma il trend dell’intero anno.

Anche salmonella è particolarmente presente nel mese di ottobre, e la sua distribuzione negli alimenti è piuttosto eterogenea: sicuramente nel pollame (il prodotto più sensibile all’attacco del batterio), ma anche nelle carni diverse dal pollame, nelle erbe e spezie, uova, latte e derivati, ed altri alimenti.

Tra i contaminanti chimici rientrano una serie di composti che interessano molti alimenti dietetici e la categoria degli integratori alimentari: si tratta nella maggior parte dei casi di sostanze non autorizzate per questa tipologia di alimenti.

Buona parte dei pericoli annoverati nella categoria “Altro” è rappresentata da contaminazioni fisiche (pezzi di vetro, plastica o metallo riscontrati in varie tipologie di alimento), e da contaminanti industriali (che dipendono dal processo di lavorazione o che sono rappresentati da sostanze in grado di migrare dai materiali destinati al contatto con gli alimenti). Anche la loro distribuzione è piuttosto eterogenea.

 

La situazione in Italia

allerte-in-italia-ottobre-2017

 

Anche nel mese di ottobre il primato del numero di allerte relativo ai prodotti che passano anche nel nostro Paese spetta ai prodotti ittici, con 8 allerte per contaminazione da mercurio ed istamina.

Si attestano invece al secondo posto, con un numero di 5 allerte, i molluschi bivalvi, per contaminazione da E. Coli.

L’intensa attività filtrante di questi animali li rende forti accumulatori biologici.

Essi possono infatti assorbire una grande varietà di agenti nocivi (dai batteri, a metalli pesanti, a tossine). Ad aumentare il pericolo contribuiscono  sia una possibile contaminazione primaria dovuta allo stato delle acque, sia contaminazioni secondarie successive, nelle fasi  di preparazione e distribuzione se non effettuate con le corrette modalità.

Ancora una volta i controlli continui delle autorità competenti, le buone procedure operative lungo tutta la filiera alimentare, dallo stabilimento di produzione fino alla vendita al consumatore finale, ed il rispetto delle normative sulla sicurezza alimentare rappresentano la nostra miglior difesa e la garanzia di un alimento sano!

 

allerte-italia-rasff

RASFF: gli alimenti richiamati a Settembre

By Sicurezza AlimentareNo Comments

A Settembre parecchi i richiami di alimenti in Italia!

Il mese appena trascorso ha visto un cospicuo numero di richiami da parte delle aziende alimentari, superando quelli di tutti i mesi trascorsi dall’inizio dell’anno.

Raccomandiamo di evitare il consumo di tutti i prodotti elencati qualora ne aveste acquistati!

 

Ministero della Salute: I richiami RASFF di Settembre

  • Yogurt “Fattoria Scaldasole”:
  • magro mela e cannella senza lattosio Lotto: L171024 (confezione da due vasetti da 115 g)
  • magro mela e cannella L171020 e L171026 (confezione singola da 250 g)
  • Intero alla pera L 171019 e L171025 (confezioni Teddi da due vasetti da 115 g)
  • Intero alla banana L 171024 e L171104 (confezioni Teddi da due vasetti da 115 g)

Possibile contaminazione da glutine non dichiarato in etichetta.

  • Uova di gallina in guscio, marchi: Cisam, Agriovo, Agribon, Saccoccio commercializzati da CISAM Soc. Agricola a r.l. Lotti: dal 22-9-17 al 17-10-17 (lotti coincidenti con le scadenze)

Contaminazione da Fipronil sopra i limiti di legge.

  • Curry “Queen Victoria” Lotto: L06193R, TMC: 31.07.2020 (vasetto da 90 g)

Presenza di senape (allergene) non indicata in etichetta.

  • Uova Rosse in guscio, “Az. Agricola Tomaino Rosina” codice stampigliato: 3IT129CZ079 (confezioni da 30 uova)

Contaminazione da Fipronil sopra i limiti di legge.

  • Taleggio DOP da latte crudo “Carozzi Formaggi srl” Lotto: 04827 (forma intera)

Contaminazione da Listeria Monocytogenes.

  • Acque effervescenti naturali: “Cutolo Rionero”; “Blues” Lotti: da R7248C a R7255C, TMC: da 5.09.18 a 12.09.18 (confezioni da 6 e 12 bottiglie in PET da 1,5 L)

Pseudomonas Aeruginosa superiore ai limiti di legge.

  • Uova di gallina in guscio, “Fattorie Valle del Misa” Lotti: dal 31/17 al 34/17

Contaminazione da Fipronil sopra i limiti di legge.

  • Salame di Norcia “Lanzi srl” Lotto: L177 (400 g)

Presenza di corpo estraneo in plastica blu/giallo.

  • Latte fermentato Bifidus “Bontà Viva” (confezioni da 4 vasetti) gusti: avena/noci (L14262651); cereali(L14261851); kiwi/cereali (L14262251)

Etichetta non conforme: presenta la dicitura “Senza glutine” mentre è possibile la presenza dell’allergene.

  • Spinacio “Buongiorno Freschezza” L: 240108642M2, produttore Ortofin srl (confezione da 500 g)

Probabile presenza di erba infestante velenosa (mandragola).

  • Cubetti di pancetta dolce e affumicata “Valtidone” Lotti: 5575 e 5576 (confezioni da 160 g in due vaschette da 80 g e 100 g in due vaschette da 50 g)

Presenza di salmonella.

 

Nella maggior parte dei casi riconsegnate il prodotto al venditore, che provvederà al ritiro.

L’azienda produttrice del salame di Norcia garantisce il rimborso o la sostituzione del prodotto. Attenzione dovranno fare i celiaci nel caso dei prodotti contenenti l’allergene glutine.

Da notare sono i richiami di ben 3 Aziende che commercializzano uova, relativamente al pericolo di contaminazione oltre i limiti consentiti di Fipronil, l’ormai noto insetticida che da agosto allerta gli stati europei.

Ricordiamo che in caso di alimenti ingeriti, una esposizione pericolosa potrebbe derivare dall’assunzione di una quantità di prodotto contaminato non trascurabile, e nel quale l’insetticida si fosse accumulato in gran quantità, non sembrano comunque essere questi i casi.

 

Uno sguardo alla situazione allerte di Settembre

allerte-rasff-settembre

pericoli-rasff-settembre

 

I dati del mese di settembre richiamano l’attenzione sul pericolo non trascurabile relativo alla categoria alimenti dietetici ed integratori alimentari.

Con un numero di ben 14 allerte, questa tipologia di prodotti si pone al primo posto tra gli alimenti a maggio rischio. Il pericolo più rappresentato è costituito dall’utilizzo di sostanze non autorizzate.

 

Alimenti dietetici ed integratori: attenti all’etichetta!

Spesso, in modo particolare per ciò che riguarda gli integratori alimentari, sono utilizzate sostanze che millantano benefici e/o proprietà di cui l’efficacia non è stata scientificamente dimostrata. Un altro comune problema è la scorretta informazione al consumatore: non vengono riportati in etichetta dati importanti come eventuali rischi per la salute, le modalità di utilizzo e le dosi di assunzione raccomandate.

L’etichetta è uno tra gli strumenti più potenti che noi consumatori abbiamo come garanzia dell’alimento che stiamo acquistando!

Essa rappresenta la carta d’identità del prodotto. Informazioni scorrette o incomplete possono rappresentare un rischio per la salute del consumatore, e le autorità di controllo vigilano affinché la trasparenza non venga mai meno.

 

Settembre: carni sotto accusa

Il mese appena trascorso annovera trai suoi pericoli più rappresentati il settore carni.

Si contendono infatti il numero di allerte diramate tanto il pollame, quanto le carni diverse dal pollame.

Per le carni bianche si mantiene il trend del pericolo di contaminazione da Salmonella, mentre le carni ed i prodotti a base di carne diversi dal pollame manifestano una serie di pericoli piuttosto eterogenei: salmonella, presenza di allergeni, contaminazioni fisiche e contaminazioni chimiche da processi di produzione (come presenza di Idrocarburi Policiclici Aromatici).

Ricordiamo che alcuni Paesi hanno ottenuto deroghe al nuovo Regolamento per la riduzione dei limiti proprio degli IPA per le proprie carni lavorate, ma solo per la commercializzazione sul proprio territorio.

 

Uno sguardo al nostro Paese

Il numero di allerte riguardanti prodotti che interessano il nostro Paese (per origine o per distribuzione) a settembre è piuttosto differenziato. Come di consueto i prodotti ittici si classificano al primo posto, sempre per presenza del contaminante mercurio.

Questo mese due allerte riguardano un pericolo che solitamente non è molto presente in Italia, contaminazione da biotossine su molluschi bivalvi, proprio di origine Italiana. Si tratta di cozze e Bis di cozze e vongole “Euroittica”.

allerte-italia-rasff

 

 

Biotossine algali nei molluschi – un problema in crescita

Nei molluschi in questione è stata rilevata la presenza di acido okadaico. Questa sostanza è prodotta da alghe di varie specie, che possono trovarsi anche nei nostri mari (mar Adriatico in particolare).

I bivalvi sono organismi filtratori, essi sono in grado di accumulare queste tossine in quantità tali da renderli pericolosi per la salute. L’acido okadaico è il responsabile della Sindrome Diarroica da Molluschi Bivalvi (DSP – Diarrhetic Shellfish Poisoning), una sindrome di natura diarroica.

Il rischio di avvelenamento da acido okadaico non è considerato generalmente rilevante poiché non è letale, tuttavia il problema della proliferazione delle alghe tossiche è in crescita e non va sottovalutato.

Ricordiamo che né i trattamenti termici, né le basse temperature sono in grado di inattivare la tossina; quindi né cibi freschi, né cibi surgelati, né ben cotti sono sicuri senza una sorveglianza efficace!

 

allerte-emanate-per-paese

RASFF: ecco il report sul primo semestre 2017

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Ora che si è chiuso il primo semestre dell’anno 2017, i dati raccolti permettono di fare qualche considerazione sull’andamento dei pericoli più rappresentativi, fornendo al contempo interessanti informazioni sulle tipologie di alimenti più a rischio.

Ricordiamo che il sistema europeo di allerta rapido (RASFF), istituito con il Reg 178/02 art. 50, ha il compito di raccogliere e condividere le notifiche dei rischi per la salute umana, diretti o indiretti, dovuti ad alimenti o mangimi.

Il dato che riporta il numero di allerte notificate nel periodo Gennaio – Giugno 2017 inizia quindi a diventare significativo, e delinea un andamento che apre la strada ad interessanti valutazioni.

[fusion_builder_container hundred_percent=”yes” overflow=”visible”][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”no” center_content=”no” min_height=”none”][toc]

 

Numero di allerte e tipologia di alimenti

Più consistente è il numero di allerte per una determinata tipologia di alimento, più quell’alimento (o a causa delle proprietà intrinseche dello stesso, o per controlli meno attenti nella gestione delle fasi di lavorazione e distribuzione) potrà considerarsi a rischio, e necessiterà di un maggior controllo (da parte degli organi deputati) e di maggiore attenzione (da parte del consumatore).

numero-allerte-e-tipologia

 

  1. Pesce e crostacei e prodotti a base di pesce e crostacei (18,5% delle allerte)
  2. Pollame e prodotti a base di pollame (13,9% delle allerte)
  3. Carni e prodotti a base di carni diversi dal pollame (10,1% delle allerte)
  4. Frutta e vegetali (9,3% delle allerte)
  5. Noci, nocciole, prodotti a base di noci e nocciole, semi (7,9% delle allerte)

La situazione europea vede tra le notifiche maggiormente rappresentati i prodotti ittici, in particolare pesce e crostacei, e prodotti a base di pesce, seguiti dal pollame e dalle carni diverse dal pollame.

Ma anche i prodotti dell’ortofrutta e la frutta a guscio sono state oggetto di numerose allerte.

 

Cosa rende tali alimenti così a rischio? Quali sono i pericoli che accompagnano proprio questi prodotti?

pericoli-1-semestre-2017

 

  1. Salmonella (19,7% delle allerte)
  2. Istamina/mercurio (13,9% delle allerte)
  3. Allergeni (13,2% delle allerte)
  4. Micotossine (11,0% delle allerte)

I dati mostrano un importante contributo del batterio patogeno Salmonella, seguito dai contaminanti Istamina e mercurio. Salmonella è noto essere un microrganismo che predilige come ospite proprio le carni bianche, mentre Istamina e mercurio contaminano i prodotti ittici.

Se ci soffermiamo sui primi due parametri, notiamo che in effetti nei due grafici la corrispondenza tra il pericolo specifico ed il suo alimento target (salmonella sul pollame; istamina/mercurio nel pesce) è invertita.

Questo dato dimostra infatti che mentre istamina e mercurio sono contaminanti che troviamo solo nei prodotti ittici, Salmonella sebbene preferisca le carni bianche, è in grado di contaminare una serie di altri alimenti (come le carni rosse, erbe e spezie, frutta a guscio…), per cui l’elevato valore rappresentato nel grafico è dato dal contributo di tutti gli alimenti suscettibili al batterio.

L’elevata percentuale di allergeni riscontrata conferma la peculiarità di questo pericolo: può essere presente praticamente in tutte le categorie di alimenti.

Le micotossine hanno tendenza a svilupparsi sulla frutta a guscio, sui cereali, su frutta e vegetali, su erbe e spezie (ne ritroviamo conferma nella distribuzione evidenziata dai grafici).

 

Quali Paesi emanano più allerte, l’Italia come si pone ?

allerte-emanate-per-paese

 

A prescindere dal fatto che il prodotto oggetto dell’allerta sia originario di un dato Stato europeo o che ne risulti semplicemente distribuito, tra gli stati più attivi in questo senso, l’Italia al momento detiene il primo posto. Siamo uno degli stati che ha notificato più allerte nei primi sei mesi dell’anno.

I due grafici mostrano il notevole contributo italiano alla condivisione delle informazioni.

Evidentemente il nostro Paese dimostra di essere particolarmente accorto nel controllo dei pericoli che derivano dalla circolazione delle merci.

 

Circolazione delle merci:  ITALIA VS EUROPA – Quali i pericoli più rappresentati?

allerte rasff europa vs italia

 

L’andamento dei contaminanti negli alimenti nei primi sei mesi dell’anno manifesta chiaramente il notevole contributo delle contaminazioni da Istamina e Mercurio, in particolare in Italia: in effetti siamo un Paese che consuma una grande quantità di pesce, per cui anche statisticamente aumentano i rischi che sono specifici di questo prodotto.

Così come in Europa anche in Italia sono risultate considerevoli il numero di allerte per Salmonella e quelle relative alla presenza di allergeni (questi ultimi ricordiamo presenti in una grande varietà di alimenti).

 

Prodotti di origine italiana, quali sono gli alimenti più a rischio?

 

numero-allerte-per-prodotti-italia

Tra i prodotti che produciamo noi, e che commercializziamo sia in territorio nazionale sia all’estero, il maggior numero di allerte riguarda:

  • pesce e prodotti ittici (un dato che in effetti sembra ormai consolidato);
  • cereali e prodotti da forno
  • carni diverse dal pollame e frutta/ vegetali a pari merito
  • noci, nocciole, semi e derivati
  • pollame /prodotti a base di pollame, latte e derivati a pari merito

 

I dati confermano l’andamento del semestre per i prodotti ittici (con prevalenza di contaminazioni da mercurio ed istamina); cereali e prodotti da forno manifestano micotossine e pericolo allergeni; le carni diverse dal pollame risultano non conformi per la presenza di residui di farmaci veterinari ed allergeni, mentre le allerte diramate per frutta e vegetali riguardano contaminazioni microbiologiche di vario genere.

 

 [/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

pericoli-alimentari-giugno

Le allerte alimentari di inizio estate: Giugno 2017

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Anche questo mese le preziose segnalazioni pubblicate dal Ministero della Salute ci informano dei pericoli riscontrati su due tipologie di prodotto.

12 giugno 2017 – Farina per pizza di grano tenero tipo 00 – “Gran Mugnaio”, lotto:73103, TMC: 03/05/18 presenza tracce di soia. La segnalazione è rivolta ai consumatori allergici alla soia! Evitate di consumare il prodotto, riconsegnatelo al punto vendita!

12 giungo 2017 – Salame Casereccio “Salumificio Zoratti”, lotto: A12 presenza di Salmonella Typhimurium. Il pericolo microbiologico dovuto alla presenza di Salmonella rende l’alimento non idoneo al consumo, eliminate immediatamente il prodotto se riconoscete marca e lotto identificativo!

 

Le allerte di giugno: quali i pericoli più rappresentati e in quali alimenti si riscontrano

I primi caldi estivi vedono affacciarsi sul palco europeo una serie di pericoli che iniziamo ormai a riconoscere. il maggior numero di allerte riguardano:

  • Il batterio Salmonella guida la classifica (27,8% dei pericoli di giugno), riscontrato in prevalenza nelle carni di pollame e nei prodotti a base di carni di pollame;
  • Contaminazioni da Istamina e Mercurio seguono a breve distanza (15,2% dei pericoli), contaminati i prodotti ittici
  • il batterio E. Coli mostra un deciso incremento rispetto ai mesi precedenti (8,9% dei pericoli), in particolare il ceppo in grado di produrre la tossina Shiga qui inserirei collegamento con l’articolo di maggio in cui ne parlo (batterio STEC). Riscontrati i patogeni nelle carni e nei formaggi.
  • Presenza di allergeni non dichiarati (7,6%) rappresentano una percentuale di allerte non trascurabile. A conferma del fatto che si tratta di un pericolo trasversale, il rischio riguarda categorie di alimenti molto varie (dai piatti pronti, ai cereali, ai prodotti dell’ortofrutta)
  • Seguono le micotossine (6,3%), riscontrate negli alimenti ad esse più congeniali (pistacchi e arachidi, spezie ed erbe, cereali)

 

allerte-alimentari-giugno-2017

 

Se confrontiamo le allerte Europee e quelle che interessano l’Italia (relativamente ad alimenti distribuiti o che hanno origine nel nostro Paese), notiamo che la maggior parte dei pericoli istamina e mercurio rappresentati in Europa transita anche attraverso il nostro Paese. Si tratta di contaminanti presenti nei prodotti ittici, di cui in effetti l’Italia fa un largo consumo.

L’andamento invece dei restanti contaminanti (Salmonella, E. Coli, Allergeni e micotossine) si mantiene in modo piuttosto uniforme: solo una piccola parte degli alimenti oggetto di allerta è distribuita in Italia.

L’efficienza dei controlli sul pescato minimizza sicuramente il rischio di contaminazioni da mercurio e da istamina, noi possiamo contribuire a ridurre ancora il pericolo evitando un consumo eccessivo di pesce, in modo particolare dei pesci predatori di grande taglia che tendono ad accumulare maggiori quantità di contaminanti (pesce spada, tonno…), o magari alternando li con il consumo di specie più piccole (sgombro, sardine, sogliola…).

segnalazioni-allerte-giugno

pericoli-alimentari-giugno

 

Questo tipo di allarme però concorre a rendere plausibile quello che può essere considerato un luogo comune oggi:Il mese di giugno annovera tra le sue allerte, sebbene rappresentato con una percentuale esigua, il pericolo pesticidi, con 2 allerte su prodotti ortofrutticoli (cavolo rosso dal Belgio e patate da Cipro).

Fortunatamente nessuno di questi prodotti è stato commercializzato in Italia.

 

Ma allora è vero che frutta e verdura sono piene di veleni?

Facciamo chiarezza.

 

La definizione corretta è: prodotti fitosanitari.

Si tratta di sostanze che vengono utilizzate principalmente per mantenere in buona salute le piante, proteggendole dall’attacco da parte di parassiti in grado di distruggerle, prevenendo la competizione con altre specie vegetali che comprometterebbero il raccolto, o ancora evitando che in nostri prodotti dell’ortofrutta sviluppino malattie.

Tra questi prodotti troviamo gli erbicidi, gli insetticidi, i fungicidi, i repellenti.

L’efficacia di ciascuno di essi è data dalla “sostanza attiva” che è la responsabile dell’azione specifica sulla pianta stessa o sull’eventuale organismo nocivo che attaccherebbe il vegetale.

 

Noi siamo tutelati?

È proprio qui che entrano in campo le autorità europee e nazionali!

Tra i compiti svolti dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare infatti, uno è proprio la valutazione dei rischi connessi all’utilizzo dei prodotti fitosanitari. EFSA e Stati membri collaborano per valutare se i principi attivi presenti nei pesticidi possono o meno avere effetti nocivi sulla salute umana, anche se in modo indiretto.

Per esempio attraverso l’inquinamento delle falde acquifere o del suolo, o ancora se sono in grado di provocare danni ambientali su organismi che non rappresentano il loro diretto bersaglio.

Ognuna di queste sostanze è sottoposta ad una attenta valutazione e ad esami rigorosi prima di essere autorizzata.

E non finisce qui!

Una volta che ne è stato autorizzato l’utilizzo, normative specifiche ne regolano i limiti massimi permessi, e numerosi controlli monitorano costantemente il rispetto dei parametri consentiti.

 

I 3 gradi di controllo sui prodotti fitosanitari

EUROPEO: Disciplina i controlli su tutta la filiera, dalla fattoria alla tavola, in particolare:

  • Fornisce pareri e valutazioni scientifiche (EFSA)
  • Emana leggi sulla commercializzazione e utilizzo dei fitosanitari
  • Emana leggi sul controllo di eventuali residui di fitosanitari sugli alimenti

NAZIONALE: il Ministero della Salute coordina e fa da tramite , in particolare:

  • Recepisce le direttive europee e le applica al territorio nazionale
  • Definisce l’iter per l’autorizzazione di tali sostanze (per garantire la sicurezza del consumatore e dell’ambiente)
  • L’Italia ha istituito una commissione consultiva per i prodotti fitosanitari, che fornisce pareri scientifici sulla efficacia ed eventuale tossicità dei principi attivi

TERRITORIALE: a livello regionale le ASL attuano i piani di controllo ufficiale previsti, in particolare

  • Attraverso controlli sugli alimenti di origine vegetale
  • Attraverso controlli sulla commercializzazione ed impiego dei prodotti fitosanitari stessi.

 

L’ultimo rapporto ufficiale sul controllo dei residui di prodotti fitosanitari negli alimenti emanato dal Ministero della Salute riferisce che oltre il 97% dei campioni analizzati non contenevano residui quantificabili di residui fitosanitari (o in ogni caso tali residui sono risultati inferiori ai limiti di legge).

Un secondo dato incoraggiante per il nostro Paese riporta che solo l’1,1% dei campioni italiani analizzati sono risultati irregolari, contro una media europea del 1,6%.

La capillare organizzazione dei controlli in tutte le fasi della catena alimentare minimizza i rischi derivanti dall’utilizzo dei fitosanitari.

Se da un lato gli insegnamenti dei nostri nonni ci spingono verso un ritorno al prodotto come natura crea, dall’altro dobbiamo oggi fare i conti con le richieste di un mercato sempre più esigente, che vuole trovare a portata di mano, a prezzi accessibili ed in ogni periodo dell’anno prodotti praticamente perfetti.

Dopotutto non dimentichiamo che il mercato siamo noi!

allerte alimentari Maggio 2017

Maggio 2017: i nuovi allarmi alimentari europei

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Ministero della Salute 13 maggio 2017 – Avviso ai consumatori di rischio intossicazione alimentare da sindrome sgombroide per tonno fresco di origine spagnola.                                         

Il tonno, commercializzato dalla ditta spagnola Garciden, potremmo averlo trovato in vendita sui banchi di pescherie e di vendita al dettaglio.

L’Italia non è nuova a questo tipo di allerte: mercurio nei prodotti ittici e sindrome sgombroide (ne abbiamo parlato in questo articolo) da pesce di provenienza prevalentemente spagnola e portoghese, ancora una volta trainano l’andamento degli allarmi diramati in Europa dal RASFF.

Delle 16 allerte di pesce contaminato commercializzato nella Comunità, 13 casi vedono l’Italia come uno dei paesi in cui è distribuito.

 

Richiami di prodotto in Italia

1 giugno 2017 – Coca Cola lotto: 170329863M, TMC: 28/09/27 sapore e aspetto non idonei e concentrazioni elevate di solfiti e caffeina.

Anche i grandi marchi hanno i loro problemi! Recentissimo richiamo per bottiglie da 1,5 litri della nota bevanda. Il lotto interessato è stato prontamente richiamato dal commercio per non conformità in fase di produzione. L’informazione al consumatore è stata diramata dal Ministero della Salute sul portale dei richiami da parte degli operatori: livelli concentrati di caffeina, acido fosforico e solfiti (ricordiamo che i solfiti sono allergeni!) ed un sapore molto sgradevole recita la nota di dettaglio  dell’informativa ministeriale. Controllate il lotto e le caratteristiche delle vostre ultime bottiglie di Coca Cola acquistate ed evitatene il consumo!!

 

29 maggio 2017 – Mix a base di farina, lievito e sale per torta – “Terre Umbre”, lotto: 062017, TMC: 15/02/18 presenza di tracce di soia.

Fate attenzione, la soia è un allergene! Non consumate il prodotto se siete allergici.

 

19 maggio 2017 – Farina integrale di mais Ottofile – “Linea Attiva Bio”, lotti: 30-12-17 e 13-12-17 in sacchetti da 500 g presenza di micotossine oltre i limiti.

Riconsegnate al negoziante il prodotto, non consumatelo!

 

18 maggio 2017 – Crostatine SG Cacao e Nocciole e Albicocca – “GIUSTO senza glutine”, lotti: 17013 e  17014 rispettivamente, TMC: 11/2017 presenza muffe.

Non consumate il prodotto.

 

I pericoli di maggio più rilevanti, uno sguardo d’insieme

allerte alimentari Maggio 2017

 

Ritorno dei frutti di bosco contaminati?

Ricordate l’allarme Epatite A per frutti di bosco contaminati di qualche anno fa?

Era il 2013 quando siamo stati allertati dalla presenza di questo pericolo. Oggi lo spettro dei frutti di bosco contaminati sembra riaffacciarsi: si tratta di una partita di lamponi surgelati provenienti (come 4 anni fa) ancora una volta dalla Polonia.

Stavolta il rischio non è epatite, ma di contaminazione da norovirus.

Si tratta di un virus altamente infettivo, responsabile di gastroenteriti, che possono aggravarsi nei bambini o nelle persone anziane. Tra le cause più comuni di contaminazione degli alimenti da norovirus risultano le acque infette.

Per scongiurare questi pericolo l’Istituto Superiore di Sanità consiglia una adeguata cottura dell’alimento ad elevate temperature, il solo lavaggio non è sufficiente (il virus è infatti resistente anche alla presenza di cloro, comunemente utilizzato come disinfettante nelle acque potabili).

Dai dati rilevati nel mese di maggio comunque è risultata una sola allerta diramata per questo pericolo, e sono già state previste procedure di ritiro dal commercio. Speriamo quindi si tratti di un solo caso sporadico, per il quale sarebbe inopportuno creare allarmismi inutili.

 

Biotossine algali: 3 allerte per avvelenamento da molluschi bivalvi

3 casi di ritiro dal commercio in Europa di molluschi bivalvi provenienti dall’Irlanda, di cui uno ha interessato anche l’Italia (ostriche).

La definizione tecnica è ASP (Amnesic Shellfish Poisoning): avvelenamento amnesico da molluschi.

La particolarità del nome è data dal fatto che i sintomi legati a questo tipo di intossicazione (disturbi gastrointestinali, quindi diarrea e vomito), delle volte sono associati a stati confusionali e perdita di memoria.

Il responsabile di questo avvelenamento è l’acido domoico, una tossina prodotta da alcune alghe unicellulari microscopiche, che tende a concentrarsi nelle acque in concomitanza con le fioriture algali. I molluschi bivalvi (mitili, vongole, ostriche..), essendo organismi filtratori, diventano dei veri e propri accumulatori.

Il rischio di avvelenamento da biotossine algali è abbastanza raro in Europa, ma negli ultimi anni, sia a causa dell’aumento delle fioriture delle alghe responsabili, sia per l’aumento delle importazioni dei molluschi da aree geografiche diverse, se ne sta osservando un incremento.

La tossina è termoresistente, per cui neanche una cottura attenta è un rimedio efficace.

Prima di acquistare i vostri bivalvi verificatene l’etichetta, per essere sicuri che provengano da acque controllate.

 

Batterio STEC: carni di agnello e latte crudo contaminati – 3 casi in Europa

Batteri amici o nemici?

Il batterio Escherichia Coli è uno dei rappresentanti più noti della nostra flora intestinale, fondamentale per regolarizzare le fasi digestive.

Solitamente è innocuo. Tuttavia ne esistono alcuni ceppi molto pericolosi, in grado di produrre tossine responsabili di patologie molto gravi, come diarree emorragiche e la sindrome emolitico-uremica. La Shiga tossina è una di queste, ed ha dato il nome al ceppo di Coli che la produce: STEC (E. Coli produttore della tossina Shiga).

Già nel 2011 due focolai di infezione da STEC  in Germania e Francia avevano allarmato il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo per le Malattie, e attivato l’EFSA, per contenere i rischi di un’epidemia e prevenire nuovi focolai.

Germogli (come nei casi del 2011) e alimenti crudi (come nelle allerte di questo mese) sono gli alimenti a rischio.

 

I consigli dell’EFSA

  • Cottura accurata degli alimenti,
  • Igiene delle mani di chi manipola,
  • Igiene delle lavorazioni.

I continui controlli dei centri deputati ed il sistema europeo di scambio di informazioni permettono oggi di mantenere sotto controllo il rischio di nuovi focolai, e limitano il pericolo a sporadici casi.

pericoli alimentari aprile 2017 rasff

Aprile 2017: le nuove allerte del RASFF

By Sicurezza AlimentareNo Comments

L’allerta di questo mese, diramata ad inizio Aprile, riguarda il prodotto Polenta Istantanea IRIS.

Se ne avete nelle vostre dispense (si tratta di pacchi da 500 g con scadenza 5 Ottobre 2017) state attenti, è stata rilevata la presenza di aflatossine e di glutine.

Il produttore ha prontamente diramato la richieste di ritiro dal commercio e di richiamo.

L’avviso è già presente sul portale dedicato del Ministero della Salute e, poiché si tratta di un prodotto a distribuzione internazionale, il Sistema di Allerta Rapido Europeo ha provveduto ad informare gli stati membri.

Il rischio derivante dalla presenza di glutine di per sé è rivolto a quella specifica categoria di consumatori che soffrono di celiachia e che non tollerano tale allergene.

Ma la presenza di aflatossine è un pericolo che interessa tutta la popolazione!

Per i dettagli relativi a questa categoria di tossine rimandiamo al nostro articolo sulle allerte di marzo.

 

Qual è la situazione del mese di Aprile?

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

allerte alimentari aprile-2017-segnalazioni-rasff

 

Il mese di Aprile vede Salmonella al primo posto, attestandosi su percentuali importanti (più del 20% delle allerte del mese).

Mentre sulla scia di Marzo, due pericoli purtroppo sempre presenti, si contendono il secondo posto nel numero di allerte diramate in Europa:

  • mercurio (oltre il 16%)
  • micotossine (11%)

pericoli alimentari aprile 2017 rasff

 

Impariamo a conoscere il nemico

Sapere quali sono i pericoli più rilevanti per la salute umana quando acquistiamo un alimento ci permette di tenerli sotto controllo, e di limitare quindi i rischi che si corrono quando mangiamo. Sicuramente i numerosi controlli degli organi competenti (ASL, Servizi Veterinari, Sian, IZS…) offrono garanzie di qualità, ma non dimentichiamo che dobbiamo essere noi stessi a saper mangiare in modo sicuro.

 

Cosa bisogna sapere?

È sufficiente saper rispondere alle domande giuste:

  • Quali sono i pericoli?
  • Dove si celano?
  • Come si tengono sotto controllo?

 

Fondamentalmente i pericoli riscontrabili negli alimenti si possono raggruppare in poche categorie:

microbiologici; chimici; fisici; allergeni.

Per scovare i pericoli alimentari è necessario innanzitutto capire di quale pericolo si tratta: ogni mese il Sistema di Allerta ci fornisce chiare indicazioni i tal senso, basta saper leggere i dati!

  • Il pericolo mercurio ad esempio si manifesta nei prodotti ittici,
  • Il pericolo Salmonella è presente prevalentemente nelle uova, carni di pollame e loro derivati,
  • Le micotossine si sviluppano ivece in prodotti come cereali, spezie, frutta secca.

 

Ma allora non mangiamo più nulla?

Assolutamente no! È sufficiente mangiare in modo consapevole.

 

I primi mesi del 2017 ci hanno già insegnato che per tenere sotto controllo i rischi derivanti dalla contaminazione da mercurio, basta non eccedere nel consumo di grossi pesci predatori (che sono noti esserne accumulatori).

Nel caso invece del pericolo Salmonella, una accurata cottura e l’idonea temperatura di conservazione sono una garanzia di salubrità quando si ha a che fare con uova e pollame.

Attenti invece alle condizioni di umidità e temperatura nella conservazione di spezie e cereali.

Alcuni pericoli tuttavia non sono associabili ad alimenti specifici, e la loro ampia distribuzione li rende particolarmente insidiosi: un ruolo importante lo rivestono gli allergeni.

 

Allergeni: il pericolo trasversale

Dai dati forniti dal Sistema di Allerta Rapido emergono interessanti considerazioni sugli allergeni alimentari: si tratta di un pericolo che non è limitato a specifiche categorie di alimenti (come nel caso di molti microrganismi patogeni che prediligono alcuni alimenti piuttosto che altri).

A rendere insidiosi gli allergeni è proprio la loro tendenza ad essere ubiquitari.

Nel mese di aprile sono state diramate allerte per la presenza di allergeni non dichiarati nei cereali, in prodotti contenenti nocciole, in prodotti dolciari e snack, rappresentando più del 7% delle allerte.

Ricordiamo che l’allergene non è un veleno, si tratta a tutti gli effetti di un alimento.

Un alimento che può rivelarsi molto pericoloso per l’organismo di un soggetto allergico, poiché questi non è in grado di tollerarlo.

Non è semplice fornire una stima precisa dell’incidenza delle allergie alimentari, la variabilità infatti è determinata da molteplici fattori, come le differenze genetiche, culturali e geografiche della popolazione, così come le diverse abitudini alimentari. Il Ministero della Salute colloca l’incidenza delle allergie alimentari intorno al 3% della popolazione.

É inoltre dimostrato che le stesse sono prevalenti nei primi due anni di vita (incidenza intorno al 6-8%), e diminuiscono con l’età.

 

Occhio all’etichetta!

Le parole che trovate evidenziate in neretto, o sottolineate, o in carattere di dimensioni maggiori nell’elenco degli ingredienti in etichetta non sono un vezzo artistico o pubblicitario del produttore.

Sono gli allergeni presenti in quel dato prodotto.

Questa indicazione è il risultato dell’applicazione di una norma europea volta a fornire una chiara informazione al consumatore.

Non diamola per scontata!

 

Rapporto RASFF 2016 grafico notifiche

Pubblicato il Rapporto RASFF 2016

By Sicurezza AlimentareNo Comments

L’atteso rapporto RASFF 2016 è stato pubblicato.

Il RASFF è il sistema comunitario studiato per notificare in tempo reale i rischi per la salute pubblica derivanti dal consumo di alimenti o mangimi.

Una rete che vede la partecipazione di tutti gli Stati europei, l’Autorità per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e la Commissione Europea.

Come di consueto, i primi mesi di ogni anno viene trasmessa la relazione sul sistema di allerta europeo per alimenti e mangimi, riportante tutti i dati raccolti durante l’anno appena trascorso relativi alle allerte diramate da tutti gli Stati membri.

Il Ministero della Salute ha provveduto a pubblicare i nuovi dati elaborati.

 

Ancora una volta l’Italia è in pole position

Dalle prime analisi delle informazioni raccolte il Bel paese, come già nel 2015, mantiene il primato sulle notifiche trasmesse alla Commissione Europea, con un totale di 415 notifiche (14,2% del totale) seguita dalla Germania (368 notifiche), e dal Regno Unito (con 352).

L’elevato numero di segnalazioni dimostra sicuramente l’efficacia dei costanti controlli cui sono sottoposti gli alimenti posti in commercio.

 

Le prime impressioni

Sono state 2925 le notifiche trasmesse attraverso il RASFF nel 2016.

Tra i principali rischi notificati nelle diverse categorie di alimenti, il rapporto annovera:

 

Rapporto RASFF 2016 grafico notifiche

 

Materiali destinati al contatto con alimenti (MOCA)

Le segnalazioni di materiali destinati al contatto con alimenti non conformi sono state 132, prevalentemente dovute alla migrazione di sostanze dannose (come ammine aromatiche e metalli pesanti).

Quasi tutti i MOCA non conformi provengono dalla Cina.

 

Novel Food non autorizzato

Negli anni dal 2012 al 2016 le irregolarità relative all’immissione sul mercato di novel food non autorizzato sono pressoché raddoppiate.

Da cosa dipende una tale impennata?

  • Sicuramente il novel food è un ambito ancora in evoluzione (così come le normative che lo regolano) e le modalità che permettono la commercializzazione dei nuovi alimenti possono non essere state ancora comprese a fondo (hanno proprio pochi mesi di vita le linee guida pubblicate dall’EFSA sul novel food).
  • La globalizzazione degli scambi commerciali sta favorendo l’ingresso in Europa dei cosiddetti nuovi alimenti, con la diretta conseguenza di una maggiore probabilità di casi non autorizzati.

 

E in Italia? Come vanno le cose?

Le notifiche relative ad irregolarità sui prodotti di origine italiana per tipologia di rischio ricalcano in modo abbastanza fedele il trend internazionale, eccezion fatta per una non trascurabile percentuale relativa ai corpi estranei ed alla mancata indicazione degli allergeni:

  • Microrganismi patogeni (42%)
  • Micotossine (14%)
  • Corpi estranei (14%)
  • Allergeni non dichiarati (6%)
  • Metalli pesanti (6%)
  • Pesticidi (6%)

 

Pericoli microbiologici e chimici

I patogeni maggiormente rappresentati risultano essere Salmonella, E. Coli e Listeria.

Per l’Operatore del settore alimentare scrupolosi controlli in tutte le fasi del processo produttivo, volti a garantire l’igiene delle lavorazioni, sono un requisito imprescindibile per limitare il rischio di contaminazioni, dall’ingresso delle materie prime fino alla realizzazione prodotto finito.

Il pericolo chimico da micotossine va gestito ancora più a monte, prevenendo la contaminazione da muffe lungo tutta la filiera, a partire dal campo, ma anche nelle fasi di stoccaggio e trasporto.

E per evitare la contaminazione indiretta degli alimenti è fondamentale una rigorosa selezione delle materie prime.

 

Contaminazione fisica e gestione degli allergeni

Il dato non è allarmante, ma evidenzia la necessità di una maggior attenzione da parte dell’Operatore del Settore Alimentare italiano nell’applicazione delle procedure previste dal sistema HACCP.

 L’elaborazione di un piano di autocontrollo che preveda una attenta valutazione del rischio fisico (corpi estranei all’interno del prodotto possono provocare danni anche piuttosto gravi) è quindi fondamentale.

Non meno rilevante è il ruolo rivestito dall’etichettatura dei prodotti per garantire al consumatore le informazioni necessarie a gestire il pericolo allergeni: come previsto dal Reg UE 1169/11, uno degli obblighi risiede proprio nella necessità che la denominazione di ogni allergene deve essere chiaramente distinta dagli altri ingredienti presenti, ad esempio mediante un carattere, uno stile o un colore differente.

Il nostro Paese continua ad occupare i primi posti nell’ambito della sicurezza alimentare a livello europeo, e mantiene questo primato sia attraverso una attiva partecipazione al sistema di controllo internazionale, sia grazie ad un miglioramento costante del proprio sistema di controlli ed informazione.

Non ci resta che continuare su questa strada!

 

allerte-alimentari

RASFF: nuova procedura di richiamo

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Il RASFF, sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi, è uno strumento fondamentale per garantire la comunicazione e la condivisione tra gli Stati membri dell’UE di informazioni relative a possibili rischi per la salute umana.

Rischi che possono essere dovuti all’uso di alimenti o mangimi non conformi ai requisiti di sicurezza stabiliti dalla normativa vigente.

Questo sistema gioca un ruolo cruciale nella gestione delle situazioni di rischio per la salute umana e nell’adozione tempestiva delle opportune misure di salvaguardia necessarie a garantire il massimo livello di tutela dei consumatori.

Proprio per questo motivo, l’OSA (Operatore del Settore Alimentare), quale responsabile primario della sicurezza dei prodotti immessi sul mercato, deve conoscere il funzionamento del sistema di allerta rapido e contribuire attivamente alla diffusione di tutte le informazioni inerenti un alimento a rischio agli organi di controllo competenti e all’attuazione delle misure necessarie per la tutela della salute pubblica.

efsa-sicurezza-alimentare-dei-consumatori-procedura-di-ritiro

In particolare, il Regolamento (CE) 178/2002, che ha istituito il sistema di allerta rapido, obbliga l’OSA a mettere in atto delle adeguate procedure per il richiamo del prodotto nel caso in cui un alimento non considerato sicuro possa essere già arrivato in possesso del consumatore, informando contestualmente i cittadini sul rischio reale legato al consumo del prodotto in questione e sulle modalità di riconsegna dello stesso al punto d’acquisto oppure all’ASL territorialmente competente.

Questo obbligo si estende anche agli operatori responsabili della sicurezza di mangimi e di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti.

La recente nota del Ministero della salute (nota 22660-P del 31/05/2016) avente come oggetto “Procedure per il richiamo, da parte degli OSA, di prodotti non conformi, ai sensi del Regolamento (CE) 178/2002 e successiva pubblicazione dei dati inerenti i prodotti richiamati per una corretta tutela del consumatore”, fissa le modalità operative per soddisfare i requisiti di efficacia ed accuratezza delle informazioni fornite al consumatore in caso di richiamo di un prodotto.

La nota descrive nell’Allegato 1 le procedure da seguire nella gestione del richiamo a seconda che sia stata appurata la sussistenza di un grave rischio per la salute umana o sia necessaria una valutazione del rischio, per decidere se adottare o no misure rapide a tutela della salute, conformemente a quanto già riportato nell’allegato D della linea guida per la gestione operativa del sistema d’allerta per alimenti destinati al consumo umano, approvata in Conferenza Stato-Regioni il 13 Novembre 2008.

Al fine di rendere agevole per il consumatore l’individuazione del prodotto oggetto di richiamo, la nota riporta inoltre un modello apposito (allegato 2) con tutte le indicazioni da fornire in relazione al richiamo del prodotto.

Tali indicazioni comprendono:

– denominazione di vendita;

– marchio del prodotto;

– nome o ragione sociale dell’OSA a nome del quale il prodotto è commercializzato;

– lotto di produzione;

– marchio di identificazione dello stabilimento, ove applicabile;

– nome del produttore e sede dello stabilimento;

– data di scadenza o termine minimo di conservazione;

– descrizione peso/volume unità di vendita;

– motivo del richiamo: descrizione precisa del pericolo che ha determinato il richiamo del prodotto. Si ritiene infatti che un’indicazione generica, del tipo “prodotto non conforme”, non sia sufficiente a soddisfare il requisito di accuratezza dell’informazione dettato dall’articolo 19 del Regolamento (CE) 178/2002;

– le istruzioni al consumatore per la gestione del prodotto acquistato, nonché ulteriori eventuali avvertenze, incluse le modalità per contattare l’assistenza clienti (numero verde, indirizzo e-mail, ecc.)

– fotografia del prodotto, così come si presenta al consumatore all’atto dell’acquisto.

In tutti i casi in cui venga disposto il richiamo, gli OSA devono scaricare dal sito del Ministero l’allegato 2, compilarlo e trasmetterlo alla ASL competente per territorio.

La ASL o la Regione,  dopo una valutazione dell’appropriatezza della procedura di richiamo, provvederà, a pubblicare sul sito del Ministero il modello, utilizzando la sezione del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS) creata allo scopo di garantire un più ampio e tempestivo accesso alle informazioni ai consumatori.

Sarà cura della Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute comunicare la data dell’attivazione di tale sistema informatico.

La nota del Ministero della Salute si pone quindi come obiettivo quello di implementare l’efficacia e la validità della procedura di richiamo dei prodotti non conformi fornendo all’OSA un protocollo specifico da adottare a seconda della gravità del rischio, e allo stesso tempo di rendere il consumatore maggiormente informato circa i reali rischi connessi al consumo di determinati alimenti.

Un’adeguata e corretta informazione del consumatore rappresenta infatti uno strumento essenziale per renderlo pienamente consapevole dei rischi connessi al consumo di determinati alimenti ed è un requisito imprescindibile per garantire la tutela della salute e degli interessi del consumatore stesso.

 

 GRUPPO MAURIZI CAMBIA SEDE

 

La nostra Azienda è cresciuta negli ultimi anni e la nostra sede crescerà con noi.

Per fare spazio a nuovi progetti, clienti e collaboratori, abbiamo scelto una sede più grande.

Da lunedì 20 giugno potrai trovarci nel nostro nuovo Headquarter a questo indirizzo:

 

Gruppo Maurizi s.r.l.

Via Pellaro 22, 00178 Roma

 

A partire da tale data tutti i campioni del laboratorio dovranno essere spediti e/o consegnati al nuovo indirizzo.

This will close in 0 seconds

Richiedi una consulenza
icona-preventivo