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rimozione amianto

bonus rimozione amianto 2017

In arrivo il Bonus 2017 per chi rimuove l’amianto

By Sicurezza AmbientaleNo Comments

La sempre più crescente necessità di provvedere alla rimozione dei manufatti in amianto (a seguito dell’entrata in vigore della 257/92 e successivi decreti applicativi), e di ridurre il rischio di esposizione a questa tipologia di materiale, ha portato lo Stato a stanziare la cifra di 17 milioni di euro per le imprese che eseguono interventi di bonifica amianto.

Questo bonus amianto 2017 è disciplinato dal Decreto del 15 giugno 2016, emanato di concerto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dal  Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il bonus viene concesso sotto forma di credito d’imposta, ed è necessario rispettare determinati requisiti per ottenerlo.

 

bonus rimozione amianto 2017

 

Il primo di questi requisiti è relativo ai soggetti che possono beneficiarne che, ai sensi dell’articolo 2195 del Codice Civile, risultano essere i titolari di reddito d’impresa.

Tutte le imprese hanno diritto all’incentivo, indipendentemente dalla natura giuridica dell’azienda o dalla sua dimensione.

Per poter usufruire del bonus è necessario aver effettuato interventi di bonifica, quindi rimozione e smaltimento dell’amianto su beni e strutture produttive ubicate nel territorio nazionale.

Gli interventi per il quale è possibile richiedere il bonus devono essere stati effettuati in un preciso lasso di tempo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016.

Lavori effettuati al di fuori questo periodo di tempo non possono essere considerati utili per poter usufruire di questo beneficio.

Per poter richiedere questo incentivo è necessario inoltre provvedere ad esibire le fatture sottoscritte dall’azienda che ha eseguito la rimozione relative alle spese sostenute per provvedere alle attività eseguite.

È stata stabilita infatti una soglia di spesa minima (al di sotto della quale non è possibile richiedere l’incentivo) che deve essere superiore a 20.000 euro e una soglia di spesa massima che deve essere inferiore a 400.000 euro.

Gli interventi per il quale è possibile richiedere il bonus sono quelli svolti per la bonifica dell’amianto presente in coperture e/o manufatti (comprese lastre, tubi, contenitori per trasporto e stoccaggio dei materiali etc.) i cui costi sono stati sostenuti direttamente dall’impresa.

Anche il denaro speso in attività di consulenza e perizie tecniche rientra tra le spese utili per ottenere l’incentivo.

Di seguito si riporta un elenco delle persone fisiche e delle aziende che NON possono richiedere l’incentivo:

  • Persone fisiche e società del settore agricolo (ai sensi dell’art. 32 del D.P.R. 917/1986);
  • Persone fisiche e società impegnate nel settore della pesca e dell’acquacoltura (Regolamento UE n. 717/2014);
  • Persone fisiche e società che si occupano della fornitura di Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG) di cui al Regolamento Europeo n. 360/2012 della Commissione;
  • Persone fisiche aventi un reddito come lavoratori autonomi (ai sensi dell’articolo 53 del TUIR);
  • Enti non commerciali (a meno che non risultino titolari di reddito d’impresa, in quel caso rientrano trai possibili beneficiari del bonus);
  • Associazioni non aventi una personalità giuridica definita (in pratica quelle aggregazioni create per esercitare arte e professioni in maniera associata).

pericolo amianto

Amianto: l’assassino silenzioso con cui convivi

By Sicurezza AmbientaleNo Comments
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Fino all’inizio degli anni ottanta, l’amianto era praticamente ovunque, nelle strade veniva utilizzato come copertura e coibentazione per case e palazzi.

Poi l’accertamento della sua nocività per la salute umana ne ha imposto il divieto in moltissimi paesi, tra i quali l’Italia.

Nello specifico, tale minerale è bandito in Italia dal 1992.

 

Quali sono i principali danni causati alla salute umana?

L’asbesto (o amianto) è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.

La composizione chimica è variabile ed il minerale è costituito da fasci di fibre molto fini, basti pensare che in un centimetro lineare si possono allineare fino a 335.000 fibre di amianto.

Per la normativa italiana sotto il nome di amianto sono compresi un totale di 6 composti distinti in due grandi gruppi:

  • ANFIBOLI
  • SERPENTINO

L’amianto serpentino è composto principalmente da amianto cosiddetto bianco chiamato anche crisotilo, dall’aspetto sfrangiato.

L’altro, chiamato anfibolo, è composto da crocidolite (amianto blu), amosite, e tremolite e pochi altri.

 

La pericolosità dell’amianto consiste soprattutto nel fatto che le sue fibre si liberano molto facilmente nell’aria e diventano quindi potenzialmente inalabili.

 

Specialmente le particelle sprigionate durante la lavorazione o per qualsiasi sollecitazione esterna (manipolazione, vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni di umidità etc.).

Il pericolo quindi risulta altissimo, visto che l’amianto, come tutti i materiali costituiti da fibre, risulta molto friabile.

Una volta respirato, si accumula principalmente nei bronchi e negli alveoli polmonari provocando danni irreversibili ai tessuti, spesso di natura cancerogena.

Tra le patologie e le forme tumorali accertate derivanti dall’inalazione di particelle di amianto, quelle più pericolose e diffuse sono l’asbestosi, il mesotelioma pleurico-peritoneale ed il cancro ai polmoni, oltre a varie forme di cancro del tratto gastro-intestinale e della laringe.

Ovviamente, più sale l’esposizione alle polveri di amianto, più alta è la mortalità indotta dall’insorgenza di queste patologie.

I periodi di incubazione possono arrivare anche oltre i 40 anni!

In Italia, le morti accertate dal Ministero della Salute per esposizione all’amianto sono circa 1.000 all’anno.

In particolare, tra il 1988 e il 1997 si sono registrati 9.094 decessi (5.942 uomini e 3.152 donne) per tumore maligno della pleura.

Secondo un recente rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità, la mortalità per tumore maligno della pleura nei comuni italiani nel corso degli anni Novanta ha registrato un sensibile aumento.

Questo fenomeno è messo in relazione soprattutto alla diffusione dell’amianto avvenuta negli anni Cinquanta e Sessanta.

 

pericolo amianto

 

Come rilevare la presenza di amianto? Tipologie di campionamenti

I campionamenti per rilevare la presenza di amianto sono di diverso tipo:

  • Materiali in massa (ricerca presenza e/o concentrazione di amianto)
  • Ambientali indoor/outdoor (ricerca di fibre aerodisperse)
  • Personali (ricerca delle fibre aerodisperse)

 

CAMPIONAMENTO DI MATERIALI IN MASSA

Qualora all´interno dell´edificio siano presenti materiali nei quali si sospetta la presenza di amianto, occorre procedere alla raccolta di un campione (porzione) del materiale e alla sua analisi da parte di un laboratorio abilitato, evitando interventi distruttivi che possono determinare una contaminazione degli ambienti circostanti.

Le modalità operative per effettuare il campionamento sono indicate nel DM 06/09/1994 “Normative e metodologie tecniche di applicazione dell’art. 6, comma 3, e dell’art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, relativa alla cessazione dell’impiego dell’amianto”.

L’attività deve essere svolta secondo lo schema seguente:

  • Acquisizione della documentazione fotografica a colori del materiale da campionare e dell´ubicazione dello stesso,
  • Impiego di idonei mezzi di protezione: maschere contro polveri (FFP3) e guanti usa e getta,
  • Prelievo di una piccola aliquota del materiale, che sia sufficientemente rappresentativo,
  • Inserimento immediato del campione in una busta di plastica ermeticamente sigillabile,
  • Compilazione di una scheda di prelievo, con tutte le informazioni necessarie, da allegare al campione.

 

CAMPIONAMENTI AMBIENTALI

Viene effettuato attraverso una pompa statica necessaria per il campionamento ambientale delle fibre aerodisperse.  campionamenti ambientali amianto

L’attività di monitoraggio si effettua prelevando l´aria nei luoghi oggetto di analisi.

E’ una tecnica molto utile per identificare le scelte di bonifica e per testarne l´efficacia.

Le modalità operative per effettuare il campionamento prevedono:

  • Campionamenti ambientali a circa 1.6 metri dal suolo
  • Aspirazione dei volumi d’aria attraverso campionatori a flusso costante
  • Utilizzo di filtri di esteri di cellulosa e policarbonato con porosità di 0.8 µm
  • Durata dei prelievi compresa tra 4 – 8 ore

 

 

CAMPIONAMENTI PERSONALI

Il monitoraggio personale si effettua prelevando l´aria attraverso un campionatore personale, indossato da un soggetto mentre svolge le attività abitudinarie.

Il campionatore è costituito da una pompetta che preleva quantità note di aria nel tempo e assorbe gli inquinanti aereodispersi in idone sistemi di fissaggio.

Tale modalità è utilizzata per misurare l´esposizione media dell´individuo alle diverse sostanze.

Le modalità operative per effettuare il campionamento prevedono:

  • Il campionamento personale con sistemi di prelievo a flusso costante su filtri di esteri di cellulosa con porosità 0.8 µm
  • Durata dei prelievi subordinata alla polverosità presente nell´ambiente

 

Dagli anni trenta dello scorso secolo, il fibrocemento era considerato dannoso per l’uomo e numerose ricerche degli anni ’50 lo indicavano come cancerogeno.

Come sempre, però, la normativa giunse con parecchio ritardo e solo la legge n. 257 del ’92 ha regolamentato per la prima volta qualsiasi attività di commercializzazione, utilizzo e smaltimento del minerale sul territorio nazionale.

Obiettivo principale della legge è la limitazione dell’uso dell’amianto in qualsiasi settore produttivo, il divieto di introdurlo in svariate categorie merceologiche e la messa a punto di una normativa di sicurezza adeguata per la bonifica delle aree contaminate.

Il provvedimento, inoltre, vieta l’estrazione, l’importazione, l’esportazione e la produzione di manufatti contenti asbesto, fissando un tetto di 800 kg laddove l’amianto non sia sostituibile con materie prime affini.

Oltre alla legge 257 sono stati emanati alcuni decreti e circolari applicative, elencati di seguito, che mirano a gestire e prevenire in maniera più rigorosa il pericolo connesso alla presenza di amianto:

  • Legge 271/1993 che emana disposizioni urgenti per tutti quei lavoratori che lavorano (o hanno lavorato) in industrie ed aziende dedite alla lavorazione dell’amianto;
  • Decreto 20/1999 contenente normative e metodiche per la bonifica e lo smaltimento.

 

Sempre a partire dal 1992, è stata istituita la Commissione nazionale amianto (prevista dall’articolo 4 della legge 257), insediata presso il Ministero della Salute e incaricata di svolgere attività di ricerca sul trattamento dell’amianto in fase di bonifica e di redigere documenti-guida sulla valutazione, il contenimento e l’eliminazione di materiali contenenti asbesto.

 

Come possiamo difenderci dall’amianto?

Quali sono le principali tecniche di smaltimento?

E’essenziale sapere che lo smaltimento dell’amianto, quando presente sotto forma di materiale friabile, deve essere affidato a ditte specializzate il cui elenco è depositato presso le Camere di Commercio.

In generale, le bonifiche possono essere effettuate secondo tre metodiche:

  • INCAPSULAMENTO
  • CONFINAMENTO
  • RIMOZIONE

 

INCAPSULAMENTO

Consiste nel trattamento delle lastre esposte con sostanze e vernici sintetiche speciali.

Queste sono in grado di inglobare e rinsaldare le fibre di amianto presenti nella matrice cementizia ed impedirne la dispersione nell’ambiente.

Tali sostanze creano una sorta di film uniforme e ben distribuito che funge da membrana e preserva la copertura dall’azione logorante degli agenti atmosferici.

 

CONFINAMENTO

Il confinamento, detto anche sovracopertura, consiste nell’installazione di una barriera a tenuta per isolare le aree dell’edificio contaminate da quelle salubri.

Adottata soprattutto nel caso di superfici particolarmente ampie, la tecnica del confinamento è la soluzione più pratica ed economica.

Precondizione è che l’area da bonificare sia facilmente circoscrivibile e che la struttura dell’edificio permetta l’installazione della sovracopertura, che il più delle volte, comporta l’abbassamento dei soffitti. Tale bonifica può essere associata all’incapsulamento per evitare che le particelle continuino a disperdersi nelle intercapedini isolate.

E’ comunque bene ricordare che entrambe le tecniche non possono considerarsi definitive, pur presentando il vantaggio di non produrre, almeno nell’immediato, materiale di difficile smaltimento.

 

RIMOZIONE

Se l’incapsulamento o il confinamento non sono praticabili, la rimozione definitiva è l’unica alternativa possibile.

Se la stima delle particelle disperse e disperdibili nell’ambiente è troppo alta, infatti, è necessario procedere con la sostituzione delle parti da smaltire con materiali di nuova concezione.

In questo caso è essenziale che venga posta la massima attenzione alle procedure di sicurezza in tutte le fasi dell’operazione, soprattutto per non mettere a rischio la salute dei lavoratori.

In tal senso, le disposizioni legislative che regolano la rimozione dell’amianto sono stringenti, sia per il produttore che per il trasportatore e lo smaltitore coinvolti nell’operazione (articolo 34 del decreto legislativo 277/1991).

La rimozione dell’amianto deve avvenire in condizioni di umidità elevata.

Occorre, dunque, bagnare la superficie e procedere alla rimozione partendo dal punto più lontano dagli estrattori e seguendo la direzione del flusso dell’aria, in modo che le fibre liberate non vadano a depositarsi sulle aree già isolate.

Una volta rimosso, l’amianto deve essere immediatamente insaccato e sigillato, prima che abbia il tempo di asciugare.

Terminata la rimozione, l’area bonificata deve essere trattata con prodotti sigillanti per fissare le fibre liberate, mentre l’imballaggio e l’allontanamento del materiale dovrà essere effettuato secondo rigidi standard di sicurezza volti a impedire la contaminazione dell’ambiente esterno.

Non meno complesso è il problema relativo allo stoccaggio e allo smaltimento dell’amianto.

Il nodo centrale è dove depositare il materiale pericoloso.

Le discariche per rifiuti pericolosi rappresentano una soluzione temporanea, di difficile gestione e molto onerosa.

Ecco perché negli ultimi anni si stanno sperimentando studi e prove di laboratorio basati sulla distruzione termica, chimica o meccanica dei rifiuti contenenti amianto e la loro trasformazione in prodotti inorganici riciclabili come materie prime seconde, in conformità con quanto stabilito dalla normativa europea e dal decreto legislativo 152/06.

 

Come possiamo aiutarti noi

Innanzitutto ricordandoti l’importanza di tenere sotto controllo lo stato di conservazione dei manufatti contenenti amianto,

in secondo luogo, puoi richiederci valutazioni di rischio relativo all’esposizione a manufatti contenenti amianto attraverso monitoraggi, sia ambientali che personali, finalizzati al campionamento delle fibre aerodisperse, campionamento di materiali in massa e valutazione dello stato dei materiali e del rischio amianto attraverso l’applicazione dell’Indice di degrado (I.D.) e dell’indice di Versar.

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bonifica amianto edifici pubblici

Bonifica Amianto: ecco il bando per la rimozione negli Edifici Pubblici

By Sicurezza AmbientaleNo Comments

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare attraverso il comunicato n.19 – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 gennaio 2017 – informa del bando con cui è indetta una procedura pubblica, relativa alla richiesta di finanziamento per la rimozione dell’amianto destinata agli enti di cui all’art. 1,  comma  2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  cioè edifici e strutture di proprietà degli enti destinate allo svolgimento delle attività dell’ente o di attività di interesse pubblico.

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Cosa copre il Finanziamento?

Il finanziamento copre i costi della progettazione preliminare  e  definitiva  di  interventi   di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto, in conformità a quanto disposto dal  decreto  del  Ministero  dell’ambiente  del 21  settembre  2016.

Sono 5,5 i milioni di euro stanziati per l’anno 2016 e oltre 6 milioni di euro per gli anni 2017 e 2018, che serviranno a coprire i costi di progettazione preliminari e definitivi fino ad un massimo, per ogni intervento, di 15 mila euro.

 

Interventi

Sono ammessi i lavori di rimozione dell’amianto, dei manufatti in cemento-amianto da edifici e strutture pubbliche e successivo smaltimento, anche previo trattamento in impianti autorizzati.

Gli interventi dovranno rispettare tutte le norme di sicurezza previste dalla normativa ambientale, edilizia e di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Ciascun ente di cui all’art. 1,comma  2 del D.lgs 165 del 2001 potrà presentare una sola richiesta di finanziamento per la progettazione di un singolo intervento.

L’intervento potrà riguardare anche più edifici o unità locali, sempre nel rispetto del limite complessivamente previsto di euro 15 mila.

 

bonifica amianto edifici pubblici

 

 Non potranno essere oggetto di finanziamento

– la progettazione di interventi di ripristino, realizzazione di manufatti sostitutivi e la loro messa in opera;

– spese di acquisto di beni, mezzi e materiali sostitutivi e la loro messa in opera

– incarichi di progettazione preliminare e definitiva già conferiti al momento dell’affissione al finanziamento.

– la progettazione di interventi realizzati prima della pubblicazione del bando o prima dell’ammissione al finanziamento.

 

Modalità di presentazione delle domande

Le richieste dovranno essere accompagnate da una relazione tecnica asseverata redatta da un professionista abilitato in conformità al modello dell’allegato A del bando stesso, in cui vengano specificate le destinazioni d’uso dei beni o dei siti oggetto dell’intervento, la localizzazione e destinazione d’uso dei manufatti contenenti amianto, la tipologia, la quantità e lo stato di conservazione dei materiali, inoltre dovrà essere indicata la modalità di bonifica, la stima dei lavori da eseguire con dettaglio dei costi di progettazione ed il cronoprogramma orientativo delle attività, con le fasi progettuali.

Successivamente alla presentazione delle domande il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del  Territorio e del Mare disporrà una graduatoria assegnando un punteggio alle richiesta ammesse al finanziamento in funzione delle informazioni fornite, attribuendo un grado di priorità, ad esempio vicinanza da scuole o asili, parchi gioco, strutture di accoglienza, ospedali, ecc.

 

Modalità di erogazione:

– Il 30% della somma al momento dell’ammissione al finanziamento e dell’impegno del soggetto beneficiario ad utilizzare le risorse esclusivamente per le finalità del presente bando;

– Il 40% della somma ammessa a finanziamento al momento dell’approvazione del progetto definitivo da parte dell’ente richiedente;

– il 30% della somma ammessa a finanziamento al momento della rendicontazione finale, operata attraverso la trasmissione all’ente erogante della documentazione di impegno e spesa dell’intero ammontare.

 

Trovi tutti i nostri servizi relativi all’Amianto in questa pagina.

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 GRUPPO MAURIZI CAMBIA SEDE

 

La nostra Azienda è cresciuta negli ultimi anni e la nostra sede crescerà con noi.

Per fare spazio a nuovi progetti, clienti e collaboratori, abbiamo scelto una sede più grande.

Da lunedì 20 giugno potrai trovarci nel nostro nuovo Headquarter a questo indirizzo:

 

Gruppo Maurizi s.r.l.

Via Pellaro 22, 00178 Roma

 

A partire da tale data tutti i campioni del laboratorio dovranno essere spediti e/o consegnati al nuovo indirizzo.

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