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Avviare un’attività commerciale: adempimenti ed iter burocratico

By Sicurezza AmbientaleNo Comments
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AVVIARE UN’ATTIVITÀ COMMERCIALE: PREMESSA

Allo stato attuale, a seguito dell’emanazione del D.lgs 114 del 1998, per avviare la maggior parte delle attività commerciali non occorre più essere in possesso di una licenza.

Esistono tuttavia delle limitazioni previste nel caso di attività che hanno come oggetto monopoli di stato o restrizioni imposte dal Comune, per contrastare l’esubero di determinati settori merceologici o per impedire l’apertura di nuove attività commerciali in aree di particolare interesse artistico e culturale.

E allora come si fa ad avviare un’attività commerciale? 

avviare attività commerciale

Semplice … basta presentare al Comune di pertinenza una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), ossia una dichiarazione che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva senza dover attendere 30 giorni dalla presentazione.

La SCIA ai sensi dell’articolo 19 della Legge 241/1990 produce infatti effetti immediati.

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QUANDO PRESENTARE LA SCIA PER AVVIARE UN’ATTIVITÀ

La SCIA Deve essere presentata prima dell’inizio (o della modifica, sospensione, ripresa, cessazione) dell’attività;

Dovendo dichiarare il possesso di determinati requisiti professionali societari e della struttura che ospita l’attività è evidente che la presentazione della scia deve essere rapportata alla strutturazione dell’attività.

La trasmissione avviene per via telematica attraverso lo sportello SUAP del Comune di riferimento, mediante corretta compilazione in ogni sua parte ed allegando la documentazione richiesta, variabile in funzione della tipologia di attività.

Nei successivi 60 giorni dalla presentazione, spetta alla pubblica amministrazione destinataria di una scia, verificare la veridicità circa il possesso dei requisiti morali professionali e oggettivi dichiarati e visionare la documentazione e gli elaborati tecnici allegati alla stessa.

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REQUISITI RICHIESTI

Per poter avviare un’attività commerciale viene richiesto il possesso di alcuni requisiti morali, professionali e strutturali del locale.

Per quel che riguarda i requisiti morali, il titolare o il legale rappresentante, i soci ed il preposto della società, qualora presenti, deve essere in possesso dei requisiti morali definiti nell’art. 71, c. 1, del d.lgs. 59/2010, non deve pertanto:

  • essere stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza, salvo che abbia ottenuto la riabilitazione;
  • aver riportato una condanna per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni,
  • aver riportato una condanna a pena detentiva per uno dei seguenti ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
  • aver riportato una condanna per reati contro l’igiene e la sanità pubblica;
  • aver riportato due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
  • essere sottoposto a misure di sicurezza non detentive.
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I requisiti professionali invece variano a seconda della tipologia di attività da avviare.

Per quel che riguarda i requisiti strutturali, il locale oggetto di scia dovrà avere:

  • Corretta destinazione commerciale
  • Locali abitabili ed agibili
  • Impianti a norma
  • Eventuale valutazione dell’inquinamento acustico in caso di diffusione di musica / eventi
  • Eventuale valutazione antincendio da parte dei Vigili del Fuoco per particolari settori e per locali di metratura ampia
  • Rispetto delle normative in materia di sicurezza ed igiene (alcune attività richiedono un nulla osta sanitario da parte dell’Asl), Legge regionale 21/2006.
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ATTIVITÀ  OBBLIGATE

Le attività soggette al regime scia sono quelle individuate dal il D.Lgs. n. 222/2016 ossia:

  1. commercio;
  2. somministrazione di alimenti e bevande;
  3. strutture ricettive e stabilimenti balneari;
  4. attività di spettacolo o intrattenimento;
  5. sale giochi;
  6. autorimesse;
  7. distributori di carburante;officine di autoriparazione (meccanici, carrozzerie e gommisti);
  8. acconciatori;
  9. panifici;
  10. tintolavanderie, arti tipografiche, litografiche, fotografiche e di stampa;
  11. autoscuole;
  12. scuole nautiche;
  13. centri di revisione di veicoli a motore;
  14. facchinaggio;
  15. allevamento, stalle di sosta, produzione di latte crudo;
  16. impresa di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione;
  17. asili nido;
  18. agenzie di pubblici incanti, matrimoniali, di pubbliche relazioni, di recupero stragiudiziale dei crediti e d’affari.

SCIA, SCIA UNICA E SCIA CONDIZIONATA

Lo stesso decreto legislativo indica inoltre i regimi amministrativi coinvolti e distingue i seguenti casi:

  • Scia per avvio di attività commerciale la quale, come visto in precedenza, permette l’avvio dell’attività subito dopo la presentazione della stessa;
  • Scia unica per avvio di attività la quale prevede la presentazione di più scie o comunicazioni o notifiche. In tal caso si presenta un’unica S.C.I.A. allo Sportello unico del comune, che la trasmette immediatamente alle altre amministrazioni interessate;
  • Scia condizionata, la quale va presentata qualora l’attività oggetto di S.C.I.A. sia condizionata all’acquisizione di autorizzazioni quali ad esempio l’autorizzazione all’apposizione di un’insegna. In tal caso entro 5 giorni viene convocata dall’amministrazione competente la Conferenza di servizi. L’avvio delle attività è subordinato al rilascio delle autorizzazioni, che viene comunicato dallo Sportello unico all’interessato.
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aprire un ristorante

Come aprire un ristorante o un’attività di somministrazione

By Sicurezza Alimentare, Sicurezza AmbientaleNo Comments

In questo periodo di crisi tuffarsi nell’apertura di un’attività non avendo chiare le idee su quali siano gli obblighi amministrativi da rispettare può risultare fatale.

Vediamo allora quali sono i requisiti, le autorizzazioni e l’iter burocratico che bisogna seguire per aprire un ristorante o un’attività di somministrazione.

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aprire un ristorante

 

S.c.i.a.

Oggi per aprire un ristorante o un’attività in cui viene effettuata somministrazione di alimenti e bevande, come ad esempio un bar, è necessario presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.).

Il Regolamento di Roma Capitale (art. 9 della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 35/2010) stabilisce, la presenza di requisiti strutturali che afferiscono ai locali in cui viene svolta l’attività e che interessano sia la superficie destinata alla somministrazione che quella destinata ai servizi, con particolare riguardo agli spazi dedicati alla manipolazione degli alimenti.

 

scia amministrativa

 

Viene anche stabilito il rispetto di determinati criteri di qualità ai quali è attribuito uno specifico punteggio, riconducibili alla professionalità del titolare dell’attività e degli addetti al servizio di somministrazione, alle caratteristiche del locale, alla qualità del servizio offerto.

Per ognuno dei criteri di qualità è stato previsto un differente punteggio (40, 30, 20, 15, 10, 5, punti) secondo il grado di rilevanza dell’indicatore.

Data la somma totale dei punteggi pari a 200, per aprire un nuovo esercizio di somministrazione, fatto salva la sussistenza dei requisiti strutturali che più avanti spiegheremo, deve essere garantito il rispetto di un punteggio minimo che varia a seconda della ZONA di appartenenza A, B o C, in cui il territorio del Comune di Roma è stato suddiviso.

Inoltre bisogna aver frequentato con esito positivo un corso professionale (ex REC) per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni.

Il corso è facoltativo se si ha lavorato come dipendente per almeno due anni negli ultimi cinque nel settore della ristorazione, e se si possiede un diploma di scuola alberghiera o equipollente.

Nel caso di somministrazione di alcolici, si è tenuti a presentare DENUNCIA DI ATTIVAZIONE ESERCIZIO DI VENDITA DI PRODOTTI ALCOLICI presso L’ufficio delle Dogane per il rilascio della relativa Licenza di vendita alcolici.

I locali in cui si intende svolgere l’attività devono essere in possesso dei requisiti strutturali previsti all’art 9 comma 3 del Regolamento, come assenza di barriere architettoniche, dimensione del locale dove avviene la manipolazione degli alimenti non inferiore a 16 mq per gli esercizi con somministrazione di alimenti e bevande con cucina, e 8 mq per quelli senza cucina.

Cosa fondamentale da sapere, è che i locali oggetto della richiesta devono rispettare i requisiti edilizi stabiliti dalla norma, pertanto i locali devono essere in possesso dell’agibilità con destinazione d’uso per gli usi richiesti.

Scopri come possiamo aiutarti noi con la tua SCIA per aprire un’attività commerciale.

 

Notifica Sanitaria

Contestualmente alla scia va allegata la Notifica Sanitaria o Dia Sanitaria destinata alla ASL di appartenenza, in cui viene descritto attraverso un’apposita relazione il ciclo produttivo dell’attività con allegata la relativa planimetria del locale contenente le caratteristiche dei vari ambienti (zona di somministrazione, preparazione dei pasti, bagni, ecc.)

 

Occupazione suolo pubblico

Se abbiamo intenzione di allestire anche una zona esterna al nostro locale con tavoli e sedie dove effettuare la somministrazione, bisogna presentare apposita richiesta di concessione di occupazione del suolo pubblico al Comune di Roma regolamentata dalla Delibera di Consiglio Comunale n. 75/2010 che prevede il pagamento di un canone che varia in funzione del valore dell’area utilizzata.

Gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande possono quindi richiedere concessione di occupazione di suolo pubblico per motivi funzionali alla svolgimento dell’attività, che non comportino ampliamento della superficie di vendita.

 

Emissioni in atmosfera

C’è molta confusione sull’argomento relativo alle canne fumarie, c’è da dire che nel Regolamento d’Igiene del Comune di Roma è previsto l’ ”obbligo della captazione dei fumi e delle esalazioni provenienti dalla cottura degli alimenti mediante cappa aspirante convogliata in una canna fumaria autonoma”.

Visto l’elevato costo di realizzazione, in questi anni molto spesso si giunge a soluzioni alternative come l’utilizzo del sistema a carboni attivi.

Di diverso avviso è stato il I municipio che dopo una nota dell’ASL con una delibera ha sancito che non saranno più concesse nuove autorizzazioni in centro storico a locali sprovvisti di canna fumaria e per quanto riguarda le “vecchie” attività”, chi non è in regola è passibile di sanzione.

Bisogna anche dire che il TAR vista la poca chiarezza da parte del Comune nel regolamentare l’argomento lo ammonisce e lo invita a riappropriarsi del proprio ruolo in materia di ristorazione, riguardo la dotazione della canna fumaria da parte dei locali che fanno cucina, dove massima è la confusione ed esponenziale è stata la crescita dei relativi contenziosi.

Monolocali che, soccorsi da semplici scrubber anziché da vere canne fumarie, finiscono per fare ristorazione con relativi problemi di igiene, salute e dell’ambiente.

Bisogna inoltre presentare presso la Città Metropolitana di Roma Capitale ai sensi dell’art. 272 comma 1, D.Lgs. 152/2006 la dichiarazione di attività in deroga (emissioni scarsamente rilevanti), relativa alle emissioni in atmosfera prodotte dell’attività di cottura, ne sono esempi ristoranti, bar, ecc.

Per questo tipo di emissioni il gestore deve dichiarare che la propria attività o impianto ricade nell’elenco delle emissioni scarsamente rilevanti.

La dichiarazione resta valida per tutto il tempo in cui l’attività o l’impianto vengono esercitati con le caratteristiche descritte nella dichiarazione.

In caso di variazioni rispetto a quanto comunicato (nominativo del titolare, collocazione della sede operativa o legale, ecc.) va presentata una nuova dichiarazione.

Leggi anche il nostro articolo Guida alle emissioni in atmosfera.

 

Insegne Luminose

Se avete intenzione di abbellire il nostro locale con un insegna luminosa in grado di catturare l’attenzione della clientela, sappiate che l’istallazione di insegne e impianti pubblicitari è soggetta al rilascio di autorizzazione.

Tale autorizzazione va richiesta su apposito modello, a disposizione presso lo Sportello Unico delle Attività Produttive, completo delle generalità del richiedente, della sua firma e dei dati relativi all’esercizio, al quale bisogna allegare delle fotografie frontali  e panoramiche dell’esterno dell’esercizio con relative planimetrie che riproducono l’opera richiesta,  firmate dal Progettista e Direttore dei Lavori.

 

come aprire un ristorante guida insegne luminose

 

Vetrofania

Se vogliamo personalizzare le nostre vetrine applicando delle vetrofanie per renderlo caratteristico, o semplicemente per attrarre il cliente, anche in questo caso il titolare è tenuto a presentare richiesta di permesso attraverso un modello di domanda disponibile presso lo Sportello Unico delle Attività Produttive, allegando n.2 foto dell’attività commerciale interessata e n.2 bozzetti con l’indicazione del messaggio pubblicitario con relative misure.

 

Impatto acustico

l DPR 227/2011, ha previsto una possibilità di semplificazione per determinate attività come bar, ristoranti, piccoli esercizi, ecc., nel caso in cui nei locali si dichiara di non avere musica al loro interno, si può evitare di consegnare la relazione previsionale di valutazione di impatto acustico.

Se si hanno impianti audio invece, è d’obbligo presentare la documentazione di cui all’articolo 8, comma 6, della legge 26 ottobre 1995, n. 447 “documentazione di impatto acustico”, predisposta da un tecnico competente in acustica in riferimento ai limiti previsti dal piano di zonizzazione acustica adottato dal Comune di Roma per quella zona.

Se hai bisogno di aiuto o vuoi più informazioni contattaci a info@gruppomaurizi.it.

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martello e strumenti di lavoro

Segnalazione inizio attività: scattate le nuove regole, chi non le sa rischia di fermarsi

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Dal 28 agosto scorso cambiano le regole sulla Scia (Segnalazione inizio attività) con l’entrata in vigore della nuova Legge 124/15, articolo 6 che ne modifica la normativa.

segnalazione inizio attivitàPer l’esecuzione di interventi, compresi quelli connessi all’attuazione del piano casa, frazionamenti e accorpamenti di unità immobiliari (Sblocca Italia, legge 164/14), contenimento dei consumi energetici, manutenzioni straordinarie, realizzazione di posti auto, eliminazione di barriere architettoniche, contenimento di inquinamento acustico, attuazione di sicurezza statica, bonifica dell’amianto, attivazione di pannelli solari, collocazione di condizionatori d’aria, affinché si possa beneficiare delle detrazioni fiscali vanno rispettare le nuove regole sulla segnalazione inizio attività.

La legge 124 di agosto 2015 ha introdotto due principi fondamentali: quello di elasticità da parte della pubblica amministrazione e di autotutela con la fissazione di un termine massimo per annullare una Scia illegittima.

Attenzione: se la Scia non è conforme l’attività è sospesa in attesa della regolarizzazione

Il primo principio riguarda il tentativo di conciliazione affinché una procedura non completamente regolare sia “conformata”, ossia l’interessato di deve adeguare a quanto previsto dall’amministrazione.

Prima di adottare un diniego, e quindi bloccare un’attività e perdere i benefici fiscali in caso di attività non legittima, l’amministrazione deve dare la possibilità all’interessato di conformarsi indicando le modifiche da apportare. La richiesta di “conformazione” è inviata al cittadino entro 60 giorni (da eseguire nei successivi 30 giorni); superata tale scadenza, il soggetto interessato può contare sul consolidarsi della Scia ottenuta dal Comune.

Prima era possibile conformare la Scia proseguendo l’attività, da ora invece l’attività deve essere fermata in attesa della regolarizzazione della Scia

Annullamento della Segnalazione inizio attività entro 18 mesi e con obbligo di motivazione dell’amministrazione

Il secondo principio riguarda l’autotutela. L’amministrazione ha un termine massimo di 18 mesi per annullare una Scia illegittimamente ottenuta. Entro questo termine massimo l’amministrazione può annullare la Segnalazione inizio attività con una motivazione adeguata (articolo 21 nonies, Legge 241/90, modificato nel 2015).

Passati 18 mesi dalla data della segnalazione, l’amministrazione perde qualsiasi potere di intervenire a meno che non risultino utilizzate documentazioni non veritiere (risultanti tali da sentenze penali passate in giudicato).

La nuova legge sulla Scia si applica alle domande presentate dal 28 agosto 2015

In caso di annullamento o nel caso in cui il Tar annulli la Scia su ricorso di un terzo (articolo 19, comma 6 ter della Legge 241, modificato nel 2015), opera l’articolo 38 del Dpr 380/01 e cioè l’intervento è soggetto alla sola sanzione pecuniaria nei casi in cui la riduzione in pristino non sia possibile. Dall’agosto 2015, quindi, assume rilievo particolare la posizione dei vicini o dei contro interessati al titolo edilizio, e il cittadino dovrà seguire le indicazioni suggerite dalla magistratura.

E’ opportuno dunque prima dell’avvio della nuova attività contattare gli eventuali titolari di interessi confligenti in modo da evitare successive contestazioni.

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home cooking

L’home Cooking è attività di somministrazione a tutti gli effetti

By Sicurezza AlimentareOne Comment

L’ home cooking, il cosiddetto cuoco a domicilio, rientra in pieno in una attività di somministrazione di alimenti e bevande e come tale deve essere soggetta alla Segnalazione Certificata di Inizio di Attività (SCIA) ma anche all’applicazione di un sistema di autocontrollo e soprattutto alla gestione di una procedura di gestione allergeni.

home cooking

Lo ha chiarito il Ministero dello Sviluppo economico (risoluzione n. 50481 del 10 aprile 2015) su richiesta di parere di una camera di commercio su come configurare l’attività di home restaurant al fine di stabilire l’iter da seguire per garantire il controllo dei requisiti professionali a tutela del consumatore finale. Pertanto anche per l’attività di cuoco a domicilio va presentata la Scia al Comune di residenza come una qualsiasi altra attività di somministrazione alimenti e bevande disciplinata dalla legge 287/1991. Anche se i prodotti sono preparati e serviti in locali privati o nel domicilio del cuoco comunque rappresentano locali attrezzati aperti alla clientela. Inoltre la prestazione comporta il pagamento di un corrispettivo quindi è un’attività economica.

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Ma il cuoco improvvisato saprà quali sono gli allergeni? Sa cosa deve fare per gestirli? Si informa se sono presenti dei commensali allergici?

Su questo forse rimaniamo un po’ dubbiosi.

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START UP INNOVATIVE: ISCRIZIONE AL REGISTRO IMPRESE INSIEME ALLA SCIA

By VarieOne Comment

impresa innovativaUna società innovativa di nuova costituzione deve procedere contestualmente all’iscrizione nella sezione speciale del registro imprese presso la Camera di commercio e alla presentazione della Scia (la denuncia dell’avvio dell’attività, da intendersi come denuncia dell’avvio dell’attività di sviluppo, produzione e commercializzazione dei prodotti o servizi innovativi) al competente sportello unico, anche attraverso la comunicazione unica, nel caso in cui tale adempimento sia previsto dalla regolamentazione amministrativa locale. Se l’impresa non procede alla suddetta comunicazione contestuale, non può richiedere la registrazione presso la sezione speciale del registro delle imprese e deve dunque iscriversi nella sezione ordinaria del registro delle imprese, con il relativo pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria.registro imprese

E’ quanto ha chiarito la Circolare del Ministero dello Sviluppo economico (Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione) del 29 settembre 2014, prot. n. 0169135.

La nuova start up deve quindi denunciare l’avvio delle attività di sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico con la specificazione di prodotti o dei servizi (non è possibile denunciare, in sede di iscrizione nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese la sola attività di ricerca e sviluppo). Se per lo svolgimento di queste attività le norme vigenti prevedono l’attivazione di procedimenti autorizzatori o para – autorizzatori, dovrà darsi prova della corretta esecuzione degli stessi (ad esempio mediante allegazione della Scia) nel momento in cui si chiede l’iscrizione nella sezione speciale del registro imprese.

Non compete all’ufficio del registro delle imprese presso la Camera di commercio valutare il merito delle dichiarazioni presentate in merito al possesso dei requisiti della start up. Al registro delle imprese spetta la sola verifica formale della documentazione presentata e cioè se la stessa è stata sottoscritta dal soggetto legittimato, se la modulistica è stata presentata correttamente e sono state rese tutte le dichiarazioni previste dalla legge. Alla Camera di commercio non va presentata una documentazione esaustiva tecnica circa il prodotto o servizio innovativo che si intende commercializzare per cui, l’istituto camerale, non ha a disposizione elementi istruttori su cui basare la valutazione di merito.

 

 GRUPPO MAURIZI CAMBIA SEDE

 

La nostra Azienda è cresciuta negli ultimi anni e la nostra sede crescerà con noi.

Per fare spazio a nuovi progetti, clienti e collaboratori, abbiamo scelto una sede più grande.

Da lunedì 20 giugno potrai trovarci nel nostro nuovo Headquarter a questo indirizzo:

 

Gruppo Maurizi s.r.l.

Via Pellaro 22, 00178 Roma

 

A partire da tale data tutti i campioni del laboratorio dovranno essere spediti e/o consegnati al nuovo indirizzo.

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