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allerte alimentari Maggio 2017

Maggio 2017: i nuovi allarmi alimentari europei

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Ministero della Salute 13 maggio 2017 – Avviso ai consumatori di rischio intossicazione alimentare da sindrome sgombroide per tonno fresco di origine spagnola.                                         

Il tonno, commercializzato dalla ditta spagnola Garciden, potremmo averlo trovato in vendita sui banchi di pescherie e di vendita al dettaglio.

L’Italia non è nuova a questo tipo di allerte: mercurio nei prodotti ittici e sindrome sgombroide (ne abbiamo parlato in questo articolo) da pesce di provenienza prevalentemente spagnola e portoghese, ancora una volta trainano l’andamento degli allarmi diramati in Europa dal RASFF.

Delle 16 allerte di pesce contaminato commercializzato nella Comunità, 13 casi vedono l’Italia come uno dei paesi in cui è distribuito.

 

Richiami di prodotto in Italia

1 giugno 2017 – Coca Cola lotto: 170329863M, TMC: 28/09/27 sapore e aspetto non idonei e concentrazioni elevate di solfiti e caffeina.

Anche i grandi marchi hanno i loro problemi! Recentissimo richiamo per bottiglie da 1,5 litri della nota bevanda. Il lotto interessato è stato prontamente richiamato dal commercio per non conformità in fase di produzione. L’informazione al consumatore è stata diramata dal Ministero della Salute sul portale dei richiami da parte degli operatori: livelli concentrati di caffeina, acido fosforico e solfiti (ricordiamo che i solfiti sono allergeni!) ed un sapore molto sgradevole recita la nota di dettaglio  dell’informativa ministeriale. Controllate il lotto e le caratteristiche delle vostre ultime bottiglie di Coca Cola acquistate ed evitatene il consumo!!

 

29 maggio 2017 – Mix a base di farina, lievito e sale per torta – “Terre Umbre”, lotto: 062017, TMC: 15/02/18 presenza di tracce di soia.

Fate attenzione, la soia è un allergene! Non consumate il prodotto se siete allergici.

 

19 maggio 2017 – Farina integrale di mais Ottofile – “Linea Attiva Bio”, lotti: 30-12-17 e 13-12-17 in sacchetti da 500 g presenza di micotossine oltre i limiti.

Riconsegnate al negoziante il prodotto, non consumatelo!

 

18 maggio 2017 – Crostatine SG Cacao e Nocciole e Albicocca – “GIUSTO senza glutine”, lotti: 17013 e  17014 rispettivamente, TMC: 11/2017 presenza muffe.

Non consumate il prodotto.

 

I pericoli di maggio più rilevanti, uno sguardo d’insieme

allerte alimentari Maggio 2017

 

Ritorno dei frutti di bosco contaminati?

Ricordate l’allarme Epatite A per frutti di bosco contaminati di qualche anno fa?

Era il 2013 quando siamo stati allertati dalla presenza di questo pericolo. Oggi lo spettro dei frutti di bosco contaminati sembra riaffacciarsi: si tratta di una partita di lamponi surgelati provenienti (come 4 anni fa) ancora una volta dalla Polonia.

Stavolta il rischio non è epatite, ma di contaminazione da norovirus.

Si tratta di un virus altamente infettivo, responsabile di gastroenteriti, che possono aggravarsi nei bambini o nelle persone anziane. Tra le cause più comuni di contaminazione degli alimenti da norovirus risultano le acque infette.

Per scongiurare questi pericolo l’Istituto Superiore di Sanità consiglia una adeguata cottura dell’alimento ad elevate temperature, il solo lavaggio non è sufficiente (il virus è infatti resistente anche alla presenza di cloro, comunemente utilizzato come disinfettante nelle acque potabili).

Dai dati rilevati nel mese di maggio comunque è risultata una sola allerta diramata per questo pericolo, e sono già state previste procedure di ritiro dal commercio. Speriamo quindi si tratti di un solo caso sporadico, per il quale sarebbe inopportuno creare allarmismi inutili.

 

Biotossine algali: 3 allerte per avvelenamento da molluschi bivalvi

3 casi di ritiro dal commercio in Europa di molluschi bivalvi provenienti dall’Irlanda, di cui uno ha interessato anche l’Italia (ostriche).

La definizione tecnica è ASP (Amnesic Shellfish Poisoning): avvelenamento amnesico da molluschi.

La particolarità del nome è data dal fatto che i sintomi legati a questo tipo di intossicazione (disturbi gastrointestinali, quindi diarrea e vomito), delle volte sono associati a stati confusionali e perdita di memoria.

Il responsabile di questo avvelenamento è l’acido domoico, una tossina prodotta da alcune alghe unicellulari microscopiche, che tende a concentrarsi nelle acque in concomitanza con le fioriture algali. I molluschi bivalvi (mitili, vongole, ostriche..), essendo organismi filtratori, diventano dei veri e propri accumulatori.

Il rischio di avvelenamento da biotossine algali è abbastanza raro in Europa, ma negli ultimi anni, sia a causa dell’aumento delle fioriture delle alghe responsabili, sia per l’aumento delle importazioni dei molluschi da aree geografiche diverse, se ne sta osservando un incremento.

La tossina è termoresistente, per cui neanche una cottura attenta è un rimedio efficace.

Prima di acquistare i vostri bivalvi verificatene l’etichetta, per essere sicuri che provengano da acque controllate.

 

Batterio STEC: carni di agnello e latte crudo contaminati – 3 casi in Europa

Batteri amici o nemici?

Il batterio Escherichia Coli è uno dei rappresentanti più noti della nostra flora intestinale, fondamentale per regolarizzare le fasi digestive.

Solitamente è innocuo. Tuttavia ne esistono alcuni ceppi molto pericolosi, in grado di produrre tossine responsabili di patologie molto gravi, come diarree emorragiche e la sindrome emolitico-uremica. La Shiga tossina è una di queste, ed ha dato il nome al ceppo di Coli che la produce: STEC (E. Coli produttore della tossina Shiga).

Già nel 2011 due focolai di infezione da STEC  in Germania e Francia avevano allarmato il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo per le Malattie, e attivato l’EFSA, per contenere i rischi di un’epidemia e prevenire nuovi focolai.

Germogli (come nei casi del 2011) e alimenti crudi (come nelle allerte di questo mese) sono gli alimenti a rischio.

 

I consigli dell’EFSA

  • Cottura accurata degli alimenti,
  • Igiene delle mani di chi manipola,
  • Igiene delle lavorazioni.

I continui controlli dei centri deputati ed il sistema europeo di scambio di informazioni permettono oggi di mantenere sotto controllo il rischio di nuovi focolai, e limitano il pericolo a sporadici casi.

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Allarmismi sul pesce crudo. Facciamo chiarezza

By Sicurezza AlimentareNo Comments

È ormai da diversi giorni che i social, le radio, ed i media in  generale ci informano sulla presenza di numerosi casi di intossicazione da ingestione di pesce, evidenziando un trend in pericoloso aumento.

Anche se tanta ridondanza rischia di generare allarmismi inutili, è sempre bene conoscere di cosa si sta parlando, per poter tenere il fenomeno sotto controllo e limitarne i rischi.

Questo è importante tanto per l’ Operatore del Settore Alimentare (che vende e/o somministra il prodotto), quanto per il consumatore, che consuma il pesce al ristorante o che preferisce prepararlo a casa.

Tra i post di facebook, così come in molti comunicati che tappezzano la rete, ci troviamo a leggere informazioni imprecise e spesso fuorvianti come: “Sindrome sgombroide, non mangiate pesce crudo!”.

Facciamo un po’ di chiarezza sulla questione.

La Sindrome Sgombroide è una intossicazione acuta che si manifesta in seguito all’ingestione di alcune specie di pesci, nel caso in cui tali specie non siano state correttamente conservate, a prescindere dal fatto che esse vengano consumate crude o cotte.

Le specie ittiche coinvolte (sgombri, tonni, lampughe, sardine, aringhe, alici…) presentano in natura un’elevata concentrazione di Istidina, un amminoacido che, in condizioni specifiche, si trasforma in Istamina.

pesce-azzurro-cotto

L’istamina è un composto azotato normalmente presente nell’organismo umano, ma un suo eccesso, causato dall’ingestione di pesce che ne è ricco, può avere conseguenze più o meno gravi.

La conversione istidina-istamina avviene principalmente per due cause:

  • non idonea temperatura di conservazione (che deve essere inferiore a 4°C)
  • crescita batterica

La produzione di istamina quindi si ha dopo la morte del pesce, quando i sistemi di difesa dell’animale non inibiscono più lo sviluppo dei batteri (e le modalità di conservazione inadeguate favoriscono questa situazione).

L’istamina è termoresistente, quindi nessuna cottura permette la decontaminazione del pesce che ne contiene alte concentrazioni:

I sintomi si manifestano in tempi brevi rispetto all’ingestione (da mezz’ora a due ore), e vanno da eritema e prurito iniziali, fino a tachicardia e palpitazioni cardiache. La sindrome sgombroide dipende comunque dalla suscettibilità dell’individuo e dalla quantità di Istamina e quindi di pesce ingerito.

Altro discorso, che nulla ha a che fare con la Sindrome Sgombroide, è invece l’Anisakidosi (una parassitosi causata da Anisakis).

L’Anisakis è un parassita che infesta l’intestino di numerose specie ittiche, prediligendo il pesce azzurro (sardine, aringhe, alici, sgombro, aringa…).

pesce crudo rischi

È un piccolo verme tondo che, se ingerito vivo, parassitizza l’intestino umano e può provocare gravi fenomeni infiammatori ed emorragici.

Tale pericolo può essere tenuto sotto controllo uccidendo il parassita: Anisakis non vitale non è pericoloso.

Esso è sensibile sia alle alte  temperature di cottura sia al freddo intenso.

Per questo motivo la cottura del pesce garantisce l’abbattimento del rischio Anisakis.

È solo l’ingestione di prodotti ittici crudi o praticamente crudi (alici marinate comprese!)  ad essere potenzialmente soggetta al pericolo anisakidosi! Ma anche in quest’ultimo caso, il congelamento preventivo (a temperatura di  non superiore a -20° C per almeno 24 ore, o  a -18°C per almeno 96 ore in congelatore domestico, come previsto da normativa vigente), associato ad una verifica visiva della eventuale presenza del parassita, garantisce la salubrità del prodotto.

Come ci difendiamo?

Pochi ma attenti accorgimenti ci aiutano a tenere sotto controllo sia il pericolo da Sindrome Sgombroide sia da quello di Anisakidosi.

  • L’OSA garantisce la salubrità dei prodotti ittici che somministra attraverso adeguate procedure di manipolazione (abbattimento a temperatura di congelamento per il pesce destinato al consumo crudo per la prevenzione del rischio Anisakis), pulizia dei locali e delle attrezzature di lavorazione, l’igiene del personale, idonee temperature di conservazione (T<4°C), mantenimento della rintracciabilità del prodotto per poter gestire prontamente eventuali allerte sanitarie.
  • Il Consumatore deve mantenere la catena del freddo (sia nella conservazione in frigo domestico, sia nella delicata fase di trasporto del pesce dal negozio a casa, attraverso l’uso di borse termiche in particolare nella stagione calda), congelare il pesce che intende consumare crudo (anche in questo caso per la prevenzione del rischio Anisakis), consumare il prodotto dopo l’acquisto in tempi brevi.
  • Le ASL garantiscono la salute dei consumatori attraverso controlli analitici mirati lungo tutta la filiera.

Conoscere il preciso significato di queste comuni patologie e saperle distinguere ci permette di tenere sotto controllo in tutta tranquillità i potenziali rischi legati al consumo di pesce (crudo o cotto che sia), senza dover rinunciare ad un alimento tanto ricco di proprietà nutrizionali quanto appagante per il palato!

 

 

 GRUPPO MAURIZI CAMBIA SEDE

 

La nostra Azienda è cresciuta negli ultimi anni e la nostra sede crescerà con noi.

Per fare spazio a nuovi progetti, clienti e collaboratori, abbiamo scelto una sede più grande.

Da lunedì 20 giugno potrai trovarci nel nostro nuovo Headquarter a questo indirizzo:

 

Gruppo Maurizi s.r.l.

Via Pellaro 22, 00178 Roma

 

A partire da tale data tutti i campioni del laboratorio dovranno essere spediti e/o consegnati al nuovo indirizzo.

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