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RASFF: Le allerte alimentari di Agosto

By RASFF, Sicurezza AlimentareNo Comments

Cos’è il RASFF 

Il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rapid Alert System for Food and Feed, da cui l’acronimo 

RASFF) è un network per lo scambio di informazioni tra Commissione europea, Autorità europea per la 

sicurezza alimentare (EFSA) ed autorità sanitarie europee. Senza il RASFF non sarebbe possibili ritirare 

prontamente dal mercato i prodotti oggetto di allerta, che possono rappresentare un rischio grave per la 

salute. 

 

Il RASFF di Agosto  

Per il mese di Agosto si registrano 154 allerte, in aumento rispetto alle 132 di Luglio. Il grafico mostra la quota registrata per i singoli alimenti:  

I dati maggiori sono quelli relativi a noci e nocciole e prodotti a base di noci e nocciole (36), carne di pollame (25) e frutta e vegetali (21).

Per quanto riguarda i pericoli, le segnalazioni riguardano soprattutto la Salmonella:

Dopo la Salmonella (63), seguono in misura molto minore le segnalazioni relative a micotossine (29) e residui di pesticidi (19).

Le informazioni del Ministero della salute

Il Ministero della salute comunica, tramite portale, i richiami dei prodotti alimentari da parte degli operatori. La pubblicazione sul sito del Ministero è a cura della Regione competente su segnalazione dell’operatore del settore alimentare previa valutazione della ASL.

Per il mese di Agosto, sono stati pubblicati i seguenti richiami:

 

  • Fagottino cereali antichi con mirtillo, Coop, L Tutti fino al 26/08 compreso – Richiamo per rischio fisico
  • Wurstel con pollo e tacchino al formaggio, Tobias, L 1785417- Richiamo per rischio microbiologico
  • Tiramisu al Caffe’, Bonta’ Divina, L C27922 – D04922 – Richiamo per rischio fisico
  • Würstel puro suino 250g, Conad, L 20.10.22 D L376507 LIEN YING FORMAGGIO, OSSOLANO D.O.P., L 00054-34381 / ns. L 2186 – Richiamo per rischio microbiologico
  • Fagotti alla crema nocciola, Eramore home sweet home, L 10122 tmc 11/09/2022 – 12622 tmc 06/10/2022 – 14022 tmc 20/10/2022 – 15022 tmc 30/10/2022 – Richiamo per rischio allergeni
  • Bomba nocciola, Gluit, L 08422 tmc 25/03/2023 – 10422 tmc 14/04/2023 – 11622 tmc 26/04/2023 – 18222 tmc 01/07/2023 – Richiamo per rischio allergeni
  • üVCV Hamburger di vitello 200 gr, vitello casa Vercelli, L 1304741 – Richiamo per rischio microbiologico
  • Germogli di bamboo Lien Ying 330 gr, Lien Ying, L 0505920210918 Richiamo per rischio fisico
  • TRS Madras Hot Curry Powder, TRS, L tutti – Richiamo per rischio microbiologico
  • Acqua Minerale Naturale Oligominerale 1,5 lt, Fonte Valle Reale, L 109B2202A – 08LB2208A Richiamo per rischio microbiologico

RASFF: Le allerte alimentari di Giugno

By RASFF, Sicurezza AlimentareNo Comments

Cos’è il RASFF 

Il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rapid Alert System for Food and Feed, da cui l’acronimo 

RASFF) è un network per lo scambio di informazioni tra Commissione europea, Autorità europea per la 

sicurezza alimentare (EFSA) ed autorità sanitarie europee. Senza il RASFF non sarebbe possibili ritirare 

prontamente dal mercato i prodotti oggetto di allerta, che possono rappresentare un rischio grave per la 

salute. 

 

Il RASFF di Giugno 

Per il mese di Giugno si registrano 130 allerte. Il grafico mostra la quota registrata per i singoli alimenti:  

I dati maggiori sono quelli relativi a frutta e verdura (33), pollame (30), noci e nocciole e prodotti a base di noci e nocciole (21).

Per quanto riguarda i pericoli, le segnalazioni si registrano per un gruppo ristretto.

I dati più significativi sono quelli relativi a salmonella (43), micotossine (29), e pesticidi (26)

Le informazioni del Ministero della salute

Il Ministero della salute comunica, tramite portale, i richiami dei prodotti alimentari da parte degli operatori. La pubblicazione sul sito del Ministero è a cura della Regione competente su segnalazione dell’operatore del settore alimentare previa valutazione della ASL.

Per il mese di Giugno, sono stati pubblicati i seguenti richiami:

 

  • Insalata russa, Bontà Gastronomiche, L PA200522 – Richiamo per rischio microbiologico
  • Strozzapreti del Fumaiolo, Fumaiolo srl, L 004/22 – Richiamo per rischio fisico
  • Caffe’ torrefatto e macinato gusto classico JUANITO 250 g, DICO SpA (Roma), L D06X – Richiamo per rischio chimico
  • Pestato di carciofi con olio extravergine di oliva, Sole e Terra del Vesuvio srl, L 31820A22 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • pesce gatto,sardine,stoccafisso,mazzancolle,pesce lucertola,tilapia,suro,umbrina, Alimenti dal Mondo – L vari – Italia srl – Richiamo per rischio microbiologico
  • BIO Tofu medallions mit spinat, Natur Aktive – Biolab srl Gorizia, L 21170, 21166, 21079, 22292 – Richiamo per rischio microbiologico
  • Semi di chia (Salvia hispanica), NoiVoi, L 07/05/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Semi di chia – biologico, Ohi vita, L 09/06/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Semi di chia, Carrefour L 16/04/23, 04/03/23, 27/01/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Semi di Chia, DBT – L 24/04/23, 07/04/23, 26/02/23, 08/01/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Semi di chia (Salvia hispanica), Cucina e sapori, L 11/06/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Mix Insalata alla Mediterranea – Misto di semi con pomodori secchi e semi di chia (Salvia hispanica), Happy Harvest, L 12/01/23, 27/08/22, 05/10/22, 24/11/22, 10/03/23, 28/04/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
  • Semi di Chia (Salvia hispanica), I Biologici, L 08/05/23 – Richiamo per rischio presenza di allergeni
procedure-richiamo-prodotti-alimentari

Reg. 178/02 – cosa bolle in pentola?

By Sicurezza AlimentareNo Comments

Dal 1 Gennaio 2017 diventerà obbligatorio il nuovo sistema di comunicazione del richiamo di alimenti non conformi.

Tale sistema prevedrà la trasmissione dei dati del richiamo, in formato elettronico, alla A.S.L. territorialmente competente.

Quasi 3000 e poco più di 500! Questi due numeri sono rispettivamente il numero di notifiche sulla sicurezza degli alimenti avvenute attraverso il portale RASSF nel 2015 e il numero di notifiche trasmesse dall’Italia.

Basterebbero questi due dati per far capire quanto il problema delle allerte alimentari sia sentito a livello di Comunità Europea e quanto siano attenti i controlli a livello nazionale.

Proprio sulla scia di questi numeri, il Ministero della Salute ha pubblicato, lo scorso 31/05/16 con propria Nota, le procedure per il richiamo di prodotti non conformi e avvio del sistema di pubblicazione dei dati inerenti i prodotti richiamati.

 

procedure-richiamo-prodotti-alimentari

 

Tali procedure sono state ora rese operative e diverranno obbligatorie dal prossimo anno.

Lo scopo di queste procedure è di focalizzare gli sforzi, tanto degli Operatori del Settore Alimentare quanto delle Autorità Competenti, su una parte specifica delle procedure di gestione degli alimenti non sicuri, cioè sul richiamo.

Se è infatti vero che il blocco (evitare che l’alimento venga messo in commercio) e il ritiro (la rimozione dal commercio di alimenti ancora sotto il controllo delle aziende della filiera alimentare) costituiscono due step fondamentali del controllo sulla sicurezza degli alimenti, molto spesso questi non sono sufficienti a mettere al riparo il consumatore da eventi spiacevoli.

È qui che entra in gioco la procedura di richiamo che, occorre ricordarlo, è obbligatoriamente a carico dell’Operatore del Settore Alimentare e che deve avvenire secondo quanto stabilito dall’Art. 19 paragrafo 1 del  Reg. C.E. 178/02: “se il prodotto può essere arrivato al consumatore, l’operatore informa i consumatori, in maniera efficace e accurata, del motivo del ritiro e, se necessario, richiama i prodotti già forniti ai consumatori quando altre misure siano insufficienti a conseguire un livello elevato di tutela della salute”.

È utile puntualizzare che quanto sopra sia da ritenersi valido anche per gli operatori responsabili dell’immissione in commercio di materiali destinati ad entrare in contatto con gli alimenti.

L’obiettivo del Regolamento dunque è di informare adeguatamente il consumatore e a questo scopo sono state redatte le procedure oggetto di questo articolo; la corretta informazione al consumatore sta diventando sempre più un aspetto centrale della legislazione in campo alimentare ed è in questa direzione che le aziende dovrebbero cercare di orientare i loro sforzi per venire incontro alle sempre più pressanti esigenze del mercato.

Detto ciò, le procedure indicano quali siano le informazioni minime da mettere a disposizione del consumatore al momento del richiamo, che sono:

  • Denominazione di vendita;
  • Marchio del prodotto;
  • Nome o ragione sociale dell’OSA a nome del quale il prodotto è commercializzato;
  • Lotto di produzione;
  • Marchio di identificazione dello stabilimento, ove applicabile;
  • Nome del produttore e sede dello stabilimento;
  • Data di scadenza o termine minimo di conservazione;
  • Descrizione peso/volume unità di vendita;
  • Motivo del richiamo;
  • Istruzioni al consumatore per la gestione del prodotto (compreso eventuali modalità per contattare l’assistenza clienti);
  • Fotografia del prodotto così come si presenta al consumatore al momento dell’acquisto.

Alcune doverose considerazioni su alcune voci del soprastante elenco:

  • Denominazione di vendita – con questo termine si intende il nome con il quale il prodotto deve essere “legalmente” commercializzato da un’azienda, ma di solito questa informazione è posta in un punto poco visibile dell’imballaggio ed è, con poche eccezioni, un nome descrittivo generico (es. “prodotto dolciario da forno”);
  • Lotto di produzione – solitamente si tratta di un codice alfanumerico scelto arbitrariamente dalle aziende. Tuttavia la normativa prevede che questo possa essere sostituito dalla data di preferibile consumo se scritta almeno con giorno e mese;
  • Nome del produttore e sede dello stabilimento: questo dato, divenuto non più obbligatorio con il nuovo Regolamento U.E. 1169/11, probabilmente non è presente su molti degli imballaggi attualmente in commercio;
  • Motivo del richiamo – il Ministero ha chiarito che andranno specificati i motivi del richiamo, esplicitando il pericolo che ha portato al richiamo stesso. Non sarà considerata conforma un’indicazione quale “prodotto non conforme”.

Tali considerazioni vogliono portare l’attenzione sulla necessità, oltre che di informare il consumatore, anche di “formarlo”. Risulterebbe infatti uno sforzo vano mettere a disposizione del consumatore una serie di informazioni molto accurate (quasi da addetti ai lavori), senza che questi possa poi utilizzarle al meglio per gli scopi previsti dalle norme in materia di sicurezza.

La valutazione del rischio, dal quale potranno poi essere applicate le diverse modalità di richiamo, è adottata in base al seguente schema:

reg-178-02-criteri-richiamo-prodotti-alimentari

 

Come detto, una volta stabilita la necessità di effettuare un richiamo del prodotto (con le sue relative modalità), l’OSA trasmetterà il modello scaricabile dal sito del Ministero della Salute, alla A.S.L. territorialmente competente la quale, per proprio conto o per tramite delle Regioni, caricherà l’avviso all’interno del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS).

Sarà sempre cura della A.S.L. del territorio, verificare che l’OSA abbia messo in atto le corrette procedure di richiamo del prodotto, in mancanza delle quali sarà applicabile la sanzione prevista dal D.Lgs. 190/06 (in attesa della ormai famigerata nuova norma relativa ai reati in campo agroalimentare che prevedrà la configurazione di reato penale in caso di mancata o non corretta applicazione delle procedure relative al Reg. 178/02).

Rimane da capire quali siano le effettive modalità di comunicazione del richiamo alla A.S.L., dato che sulle procedure si parla di “scaricare” il modulo ma poi si ribadisce l’esigenza di compilarlo “elettronicamente”, due indicazioni che sembrano in apparente contrasto.

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